Mons. Repole Vescovo sul sagrato del Duomo

Nuovo Arcivescovo – L’ordinazione e il solenne ingresso di mons. Roberto Repole si tiene nel pomeriggio di sabato 7 maggio sul sagrato del Duomo di Torino. Ordinanti sono mons. Cesare Nosiglia (Arcivescovo suo predecessore), mons. Marco Arnolfo (Arcivescovo di Vercelli) e mons. Alfonso Badini Confalonieri (emerito di Susa). DIRETTA STREAMING

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Mons. Roberto Repole verrà ordinato Vescovo e compirà il suo ingresso solenne a Torino sabato 7 maggio alle 15.30 sul sagrato della Cattedrale. Ordinanti saranno mons. Cesare Nosiglia (Arcivescovo suo predecessore), mons. Marco Arnolfo (Arcivescovo di Vercelli) e mons. Alfonso Badini Confalonieri (emerito di Susa). Repole sarà anche Vescovo di Susa, unita a Torino «in persona episcopi».

Per accedere in piazza San Giovanni è necessario essersi prenotati attraverso il sito www.diocesi.torino.it. Le iscrizioni sono chiuse.
La celebrazione sarà trasmessa in diretta streaming:

Sarà inoltre possibile seguire la diretta tv dalle 14.30 su GRP al canale 15 del digitale terrestre.

L’ordinazione episcopale di mons. Repole sarà preceduta, alle 15 sul sagrato della Cattedrale di San Giovanni Battista, da un breve saluto del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, a nome di tutte le autorità civili della Città.

La celebrazione eucaristica inizierà alle 15.30, sempre sul sagrato, e sarà presieduta da mons. Cesare Nosiglia, Amministratore Apostolico di Torino e di Susa, insieme ai Vescovi ordinanti mons. Marco Arnolfo, Arcivescovo Metropolita di Vercelli, e mons. Alfonso Badini Confalonieri, Vescovo emerito di Susa.

I NUMERI

I Vescovi consacranti saranno 33, provenienti dalla Regione Conciliare Piemontese e della Valle d’Aosta e da altre Regioni di Italia; insieme ai Vescovi, concelebreranno oltre 200 Presbiteri e 60 Diaconi; 35 saranno gli addetti al servizio liturgico.

Parteciperanno alla celebrazione anche 60 autorità civili, militari e religiose, oltre a 320 ospiti e 60 rappresentanti di Curia, Facoltà Teologica, ISSR e Consiglio Pastorale Diocesano. I fedeli presenti nella piazza antistante saranno circa 700, assistiti da 55 volontari.

L’intera celebrazione sarà accompagnata dal coro diocesano, composto da 45 elementi e diretto dal maestro Alessandro Ruo Rui. I tecnici impegnati nei vari servizi saranno 29.

Il libretto dettagliato della celebrazione sarà a disposizione dei fedeli. Qui di seguito una descrizione dei momenti salienti del rito.

I PASSAGGI PRINCIPALI DELLA CELEBRAZIONE

Riti di introduzione prevedono il canto Veni Creator Spiritus, eseguito dal coro diocesano insieme a tutta l’assemblea, ad accompagnare la processione di ingresso dei ministri.

Il Rito dell’Ordinazione Episcopale inizierà, dopo la Liturgia della Parola. L’eletto, accompagnato dai presbiteri che l’assistono, viene presentato al Vescovo presidente. Dopo le formule di rito e la lettura del mandato del Papa, tutti cantano in segno di assenso. Quindi, dopo l’omelia, mons. Repole si alza in piedi e si pone davanti al Vescovo ordinante principale, per manifestare i suoi impegni di fedeltà alla Chiesa e ai compiti propri del Vescovo, rispondendo “Sì, lo voglio” alle domande poste dal Vescovo ordinante.

Seguono le Litanie dei Santi. Tutti si alzano in piedi e i Vescovi si tolgono la mitra. Il Vescovo ordinante principale, con le mani giunte, invita il popolo alla preghiera di supplica per l’intercessione della Vergine Maria, Madre di Dio, degli angeli e di tutti i santi, mentre il Vescovo eletto si prostra a terra in segno di umiltà.

Seguirà l’imposizione delle mani, il gesto con il quale gli apostoli imploravano il dono dello Spirito che guida e governa la Chiesa su coloro che erano stati eletti come loro collaboratori e successori. Questo gesto, unito alla preghiera di ordinazione, costituisce l’elemento essenziale dell’ordinazione episcopale. L’eletto si inginocchia davanti al Vescovo ordinante principale, che impone le mani sul suo capo. Lo stesso fanno dopo di lui gli altri Vescovi.

Successivamente, il Vescovo ordinante principale impone sul capo dell’eletto il Libro dei Vangeli aperto, alla cui Parola dovrà sempre obbedire e dalla cui sapienza è chiamato a lasciarsi permeare.
Il Vescovo ordinante principale inizia a pronunciare la preghiera di ordinazione e poi a lui si uniscono tutti gli altri Vescovi, con le mani giunte e a voce sommessa.
Seguono i Riti esplicativi. Con questi riti si mostrano i compiti ai quali il nuovo Vescovo viene abilitato dalla grazia dello Spirito santo:

  • l’unzione del capo, che significa la particolare partecipazione del Vescovo al sacerdozio di Cristo;
  • la consegna dei Vangeli, che mette in luce la fedele predicazione della parola di Dio come compito principale del Vescovo;
  • la consegna dell’anello, che esprime la fedeltà alla Chiesa, sposa di Dio;
  • l’imposizione della mitra, che porta con sé l’impegno alla santità;
  • la consegna del pastorale, segno del ministero di guida e pastore della Chiesa che gli è affidata;
  • l’insediamento sulla cattedra, segno del suo ministero di capo e maestro della Chiesa locale;
  • l’abbraccio e il bacio di pace, segno dell’accoglienza nel collegio episcopale, che porta, in comunione con il Vescovo di Roma, la sollecitudine per tutte le Chiese.

La celebrazione prosegue con la Liturgia eucaristica e, da questo momento, il nuovo Vescovo presiede la celebrazione eucaristica.

Dopo i Riti di Comunione si arriva ai Riti di conclusione. Il nuovo Vescovo scende tra i fedeli impartendo loro la benedizione. Prima della benedizione solenne, rivolgerà il suo ringraziamento a tutta l’assemblea. L’invocazione a Maria nel Tempo di Pasqua con il canto del Regina coeli chiuderà la celebrazione.

I CANTI DELLA CELEBRAZIONE

  • Veni creator Spiritus – Gregoriano/A.Ruo Rui
  • Kyrie – Taizé
  • Gloria – Missa de angelis
  • Salmo – E. Costa/C. Franco
  • Alleluia – L. Deiss/A.Ruo Rui
  • Benediciamo il Signore – D.Julien/G.Stefani
  • Ruah – RnS
  • Psallite – V. Miserachs
  • Santo – A. Ruo Rui
  • Anamnesi – B. Cerino
  • Agnus dei – Lourdes/M.Deflorian
  • Signum unitatis – A.Ruo Rui
  • Conoscere te – E.Costa/F.Meneghello
  • Te Deum – Gregoriano
  • Regina caeli – Gregoriano

Mons. Roberto Repole

Nato a Torino il 29 gennaio 1967, Roberto Repole è cresciuto a Druento e Givoletto. Entrato nel Seminario minore di Giaveno a 11 anni ha poi continuato la formazione presso l’allora Seminario ginnasiale e conseguito la maturità classica presso il Liceo salesiano Valsalice di Torino. Dopo gli studi di filosofia e teologia nel Seminario arcivescovile è stato ordinato prete il 13 giugno 1992 dal card. Giovanni Saldarini. Viceparroco nelle parrocchie torinesi Gesù Redentore e collaboratore al SS. Nome di Maria, ha proseguito gli studi di Teologia sistematica presso l’Università Gregoriana a Roma, conseguendo la licenza nel 1998 e il dottorato nel 2001 (tesi: «Chiesa, pienezza dell’uomo. Oltre la postmodernità: G. Marcel e H. de Lubac», pubblicata nel 2002).

Dal 2001 insegna Teologia sistematica a Torino (sezione parallela della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale – di cui è anche attualmente preside – e all’Istituto Superiore di Scienze religiose). È stato docente alla sede centrale di Milano e docente invitato in altre Facoltà teologiche d’Italia. Canonico della chiesa di San Lorenzo a Torino dal 2010, continua ad offrire la propria collaborazione pastorale a Druento. In diocesi è coordinatore della pastorale universitaria, membro della Commissione ecumenica e del Consiglio presbiterale, e assistente ecclesiastico del Meic.
È impegnato nell’Associazione teologica italiana (Ati) di cui è stato presidente dal 2011 al 2019. A partire dal 2016 è stato membro del consiglio di amministrazione dell’Agenzia della Santa Sede per la valutazione e la promozione della qualità delle università e Facoltà ecclesiastiche (Avepro).
All’attività di docente don Repole ha sempre accompagnato la continuità del lavoro di ricerca sui temi dell’ecclesiologia e della teologia sistematica, documentata da una bibliografia molto ampia. Ha curato, insieme a Serena Noceti, il Commentario ai documenti del Concilio Vaticano II, in 8 volumi (Edizioni Dehoniane), a cui hanno lavorato oltre 30 teologi.

In attesa dell’ingresso del nuovo Arcivescovo il clero torinese e idealmente tutta la Diocesi subalpina si sono stretti attorno al predecessore mons.Cesare Nosiglia lo scorso giovedì 14 aprile, Giovedì Santo, durante la Messa Crismale nella chiesa del Santo Volto, per dirgli un forte «grazie» al termine del suo episcopato. Sono stati i giorni della riconoscenza dopo quasi dodici anni di ministero a Torino, un sentimento di gratitudine che il Vicario generale della Diocesi mons.Valter Danna ha espresso a nome di tutti.
Un secondo momento di ringraziamento si è tenuto la sera di sabato 30 aprile, sempre al Santo Volto, con una Messa e un momento di festa animato dalla pastorale giovanile e dal mondo delle associazioni, in particolare del volontariato impegnato sul fronte della povertà e del disagio sociale. I giovani e i poveri, le due grandi priorità dell’episcopato di Nosiglia a Torino.

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