Mons. Stefano Russo è il nuovo segretario della Cei

Nomina – Papa Francesco il 28 settembre come successore di mons. Nunzio Galantino ha scelto mons. Stefano Russo, vescovo di Fabriano-Matelica, architetto, una vocazione adulta maturata nel movimento dei Focolari

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Mons. Stefano Russo, nuovo segretario della Cei

È un architetto, una vocazione adulta cresciuta nel movimento dei Focolari e  intenditore di arte sacra il nuovo segretario della Conferenza episcopale italiana. Papa Francesco il 28 settembre 2018, come successore di mons Nunzio Galantino, ha scelto mons. Stefano Russo, vescovo di Fabriano-Matelica. «È una nomina che accogliamo con gioia e fiducia» commenta il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Cei. «La decisione del Papa è motivo di viva gratitudine: la nomina è segno della prossimità e della cura con cui Francesco accompagna il cammino della nostra Chiesa. A mons. Stefano Russo, che ben conosce la Segreteria essendo stato responsabile dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici, la nostra vicinanza, preghiera e il nostro augurio».

Stefano Russo nasce ad Ascoli Piceno il 26 agosto 1961; frequenta il Movimento diocesano dell’Opera di Maria (Focolarini); consegue il diploma di perito tecnico in Telecomunicazioni e si iscrive alla facoltà di Architettura di Pescara dove si laurea nel luglio 1990 con una tesi di indirizzo storico. Iniziato il percorso formativo al sacerdozio a Grottaferrata, presso il Centro Gen’s (Generazione nuova sacerdotale), comunità dei Focolari, frequenta teologia alla Pontificia Università Lateranense. Il 20 aprile 1991 riceve l’ordinazione sacerdotale.

La sua attività prevalente è stata nel campo dell’arte sacra: presidente della Commissione arte sacra e beni culturali (1990-2007) e incaricato per i Beni culturali ecclesiastici di Ascoli Piceno; membro della Consulta per i Beni culturali ecclesiastici della Conferenza episcopale Marchigiana (1990-2005); gestisce e coordina il Museo diocesano (1995-2005). Nel 1996 partecipa al corso di formazione per l’edificazione e l’adeguamento liturgico degli edifici di culto organizzato dalla Conferenza episcopale italiana; è incaricato regionale per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza marchigiana (1996-2005); dal 1996 dirige l’inventariazione e informatizzazione dei Beni storico-artistici della diocesi.

Amministratore della parrocchia di San Pietro in Castel San Pietro (AP) nel 1999-2001, è responsabile dell’Ufficio per il recupero degli edifici storico-artistici, danneggiati dal terremoto, della diocesi di Ascoli Piceno (2001-2005); dal 2001 è membro del comitato dell’Ufficio nazionale Beni culturali ecclesiastici Cei ed è membro della Commissione per i Beni e le attività culturali della Regione Marche (2002- 2005). Direttore dell’Ufficio nazionale Beni culturali ecclesiastici della Cei (marzo 2005-agosto 2015) e fa il viceparroco di San Giacomo della Marca. Dal novembre 2015 è parroco dei Santi Pietro e Paolo in Ascoli Piceno. Un anno soltanto e il 18 marzo 2016 Francesco lo nomina vescovo di Fabriano-Matelica. AOra è vicepresidente della Conferenza marchigiana e presidente del Comitato nazionale per la valutazione degli interventi dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto.

I segretari della Cei sono stati 13: Giovanni Urbani, Alberto Castelli, Andrea Pangrazio, Enrico Bartoletti, Luigi Maverna, Egidio Caporello, Camillo Ruini, Dionigi Tettamanzi, Ennio Antonelli, Giuseppe Betori, Mariano Crociata, Nunzio Galantino e Stefano Russo. La scelta di un architetto esperto di arte sacra si spiega con una duplice ragione. La Cei intende dare una spinta alla ricostruzione delle chiese rovinate dai vari terremoti nell’Italia centrale. Poi c’è il problema delle chiese «dismesse», non  «sconsacrate», parola che non significa nulla. Il 29-30 novembre 2018 si terrà alla Pontificia Università Gregoriana di Roma il convegno internazionale «Dio non abita più qui? Dismissione di luoghi di culto e gestione integrata dei beni culturali ecclesiastici» organizzato da Pontificio Consiglio della cultura, Conferenza episcopale italiana e Gregoriana. In Italia non esistono cifre certe né statistiche puntuali delle chiese e delle chiese dismesse. Una ragione è la disparità dei proprietari: diocesi, parrocchie, istituti religiosi, demanio, regioni, comuni, privati. Le chiese sono circa centomila: 65 mila sono proprietà delle parrocchie; alcune migliaia (non sono mai state censite) sono di ordini religiosi e di confraternite; 820 chiese sono proprietà del Fondo edifici di culto (Fec) del ministero degli Interni. Mons. Russo è stato scelto forse anche per fare un po’ di ordine.

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