Natale, l’Arcivescovo Nosiglia scrive ai detenuti

Lettera – Quest’anno, a causa delle norme anti Covid, l’Arcivescovo non può celebrare la Messa di Natale nel carcere Lorusso e Cutugno e nell’Istituto minorile Ferrante Aporti. Per questo, attraverso la rubrica «La Voce dentro» de La Voce e il Tempo, ha inviato una lettera a tutti «gli amici» reclusi dei penitenziari torinesi

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La messa di Natale 2019 presieduta dall'Arcivescovo con i giovani detenuti e i volontari presso all'Istituto penale per i minorenni Ferrante Aporti

Cari fratelli, sorelle, e amici,

vi scrivo in occasione della festa del Natale e vi porto il saluto e la benedizione del Signore, che viene a salvarci dal peccato e da ogni male: egli si fa uno di noi per condividere fino in fondo la nostra sorte.

Questa lettera esprime l’affetto che, come Vescovo, nutro  per voi, che siete cari al mio cuore, perché vivete in situazioni di grave sofferenza e siete bisognosi del perdono e della misericordia del Signore, ma anche di una parola di fiducia e di speranza, che nasce dalla fede in Cristo. È la parola di pace che gli angeli hanno cantato ed augurato nella notte santa:  pace agli uomini che Dio ama. Il Natale ci ricorda che Gesù Cristo, ha preso su di sé le nostre miserie e sofferenze, ci ha liberato e salvato dal peccato e vive oggi in mezzo a noi, è  il Dio con noi, che sempre ci avvicina e ci conforta con la sua amicizia e la forza del suo Spirito fonte di liberazione e di gioia interiore.

Gesù vuole incontrarvi uno ad uno; accoglie le vostre preghiere, le vostre segrete aspirazioni del cuore, il vostro pentimento, ma anche la vostra voglia di riscatto e di rinnovamento; vuole aiutarvi a non disperare mai del suo sostegno anche quando sembra che tutto vada in rovina e la disperazione penetri nel cuore. No, tutto può e deve ricominciare, perché con la fede nel Signore è possibile!

Gesù, vi rivolge la parola consolante che tante volte ha detto a gente che si trovava in condizioni di condanna : io non ti condanno; coraggio, riprendi forza e vigore e credi in te stesso e nelle risorse positive che hai dentro il cuore; va’ e non peccare più!

Il Natale ci ricorda che questo tempo pur così difficile  data la pandemia che ci ha colpito, è santificato dalla presenza del Signore ed è tempo propizio  per convertire il nostro cuore a lui e accogliere il suo perdono, che è fonte di gioia e serenità. Anche il tempo trascorso in carcere è tempo di Dio ed è tempo di riscatto e di redenzione dalla colpa commessa; tempo di fiducia per poter riprendere il cammino della vita rinnovati! Lo so bene che in carcere le condizioni di vita sono difficili e rischiano di spersonalizzare la persona e scoraggiarne la volontà di riscatto e di ripresa morale. Ci si lascia andare, e vivere senza prendere in mano, con forza e coraggio, la propria esistenza. Davanti a Dio però noi restiamo sempre suoi  figli e figlie, amati e prediletti, e possiamo riscattarci dalle nostre colpe, aprendo il cuore alla fiducia in Lui e nel suo perdono.

Da queste considerazioni nasce un chiaro invito, che voglio rivolgere a ciascuno di voi: chi si trova in carcere, pensa con rimpianto o con rimorso ai giorni in cui era libero e subisce con pesantezza il tempo presente, che non sembra passare mai. In questa situazione difficile può recare aiuto una forte esperienza di fraternità. E una ripresa della propria fede da cui è possibile trarre  motivi di speranza e di pace interiore. Vogliamo infine ricordare davanti a Dio le vostre famiglie, i vostri cari, perché il Signore li assista e dia loro la forza di starvi vicino ed offrirvi il sostegno necessario del loro amore. Il Natale sia fonte di serenità per tutti e confermi la certezza di sapersi comunque amati e cercati dal Signore, sempre, anche quando ci sentiamo soli ed indifesi. Lui sarà il nostro difensore ed il nostro scudo contro ogni avversità, se avremo profonda fede in Lui e ci affideremo al suo amore di Padre, fratello, amico e  Salvatore.

Auguri vivissimi e la mia benedizione.

+ Cesare NOSIGLIA, Arcivescovo

Torino, 25 dicembre 2020

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