Non piove, Piemonte a secco

Emergenza – Precipitazioni ridotte dell’80%. Torino sta scavando nuovi pozzi per l’acquedotto, la Regione vara un piano d’emergenza per l’agricoltura

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Foto Renzo Bussio - La Voce e il Tempo

La Regione Piemonte arriva in soccorso agli agricoltori. A fronte delle perdurante siccità gli imprenditori agricoli potranno prelevare più agevolmente l’acqua dei fiumi per dissetare le colture primaverili ed estive. Questo il risultato della riunione svolta, a inizio settimana, tra Matteo Marnati, assessore all’Ambiente della Regione, i rappresentanti delle Province piemontesi, l’Anbi Piemonte, Associazione regionale consorzi gestione e tutela del territorio e acque irrigue e le organizzazioni agricole subalpine.

L’assessore Marnati è stato chiaro. A fronte di una situazione di siccità, certificata da Arpa Piemonte, Agenzia regionale per la protezione ambientale, le Province potranno tempestivamente indicare ai consorzi irrigui il semaforo verde per prelevare quantità di acqua per le colture, fermo restando il rispetto della soglia del deflusso minimo vitale, per garantire la sopravvivenza a torrenti e fiumi.  In passato le cose erano diverse: il via libera dalle Province per il prelievo di acqua, arrivava dopo settimane, quando le colture dei campi a volte erano state gravemente compromesse, con una perdita, più o meno rilevante, del raccolto. La Regione ha chiesto ai consorzi irrigui di posizionare, in tutti i canali irrigui, dei contatori per monitorare le portate idriche. Tutto questo per disporre, in tempo reale, della situazione aggiornata sulle portate e, in caso di necessità, poter decidere al meglio come intervenire.

Bruno Mecca Cici, presidente Coldiretti Torino, commenta: «Noi da anni chiediamo la costituzione di una cabina di regia per la gestione degli invasi idrici. In provincia ci sono 23 grandi derivazioni. Serve un organismo che veda presenti tutti coloro che lavorano e gestiscono la risorsa acqua. Nel momento delle necessità, a fronte di una situazione di siccità, con un lavoro di sinergia e collaborazione, occorre poter gestire al meglio la risorsa acqua, tenendo nella dovuta considerazione le necessità di tutta la filiera». Il presidente dei berretti gialli torinesi chiude così: «Attendiamo a breve l’apertura dei bandi del nuovo Psr, Programma di sviluppo rurale, in particolare quelli che metteranno a disposizione degli agricoltori risorse per migliorare il risparmio idrico. In questi anni, tutto dove possibile, gli agricoltori stanno posizionando impianti di irrigazione a goccia, per limitare il consumo di acqua delle principali colture agricole».

In Piemonte, sinora è caduto solo il venti per cento di acqua rispetto a un inverno normale: ne manca l’80%. In merito, sempre dalla Regione arriva un’altra notizia. Per quanto riguarda l’acqua pubblica, la situazione è alta, ma per ora non è necessario procedere con i razionamenti. Smat, società metropolitana acque Torino, ha annunciato che sta trivellando nuovi pozzi nella prima e seconda cintura, nei territori di La Loggia e Scalenghe, mentre è terminata la costruzione dei nuovi pozzi di captazione a La Loggia, Piossasco, Santena e Villastellone. Intanto sono stati aperti i cantieri per scavare altri pozzi a: Borgomasino, Borgaro, Rivalta, Vinovo, Villastellone e Scalenghe.

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