Nosiglia, “l’Ausiliatrice ci insegni ad essere maestri di accoglienza”

Torino – L’Arcivescovo domenica 23 maggio ha presieduto, nella Basilica salesiana di Valdocco, la Messa nella vigilia della Solennità di Maria Ausiliatrice. Pubblichiamo il testo dell’omelia. GALLERY 

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L’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia domenica 23 maggio ha presieduto, nella Basilica salesiana di Valdocco a Torino, la Messa nella vigilia della Solennità di Maria Ausiliatrice del 24 maggio. Di seguito pubblichiamo il testo dell’omelia. 

«Questa festa, che ogni anno ci vede riuniti ai piedi di Maria Ausiliatrice come Chiesa di Torino, comunità cristiana e civile della città, è per noi un grande momento di riconoscenza. Riconosciamo quanto Maria compie a favore della Chiesa e dell’umanità con la sua presenza di Madre amorevole e ricca di tenerezza e bontà verso i suoi figli che Gesù le ha affidato dalla sua Croce.

Il Vangelo ci ha ricordato questo momento supremo della vita di Cristo e di Maria, sua madre. Gesù, prima di morire, affida Maria al discepolo prediletto, Giovanni, e affida Giovanni a Maria.

Il popolo cristiano, fin dall’inizio della sua storia, ha accolto con gioia e fede questa consegna del Signore. Ha onorato la Madre di Dio e l’ha accolta nella sua vita e nella sua storia con una costante e crescente devozione, che esprime la propria figliolanza. Ha visto in lei la madre di consolazione e di speranza per la propria storia ed il proprio futuro. E a lei ricorre sempre, soprattutto nei momenti di difficoltà e di bisogno.

Anche noi oggi affidiamo la Diocesi, la Città e i fedeli e cittadini di Torino all’intercessione potente di Maria, affinché otteniamo la sua protezione presso l’Altissimo.

Affidiamo a Maria Ausiliatrice i giovani. C’è la necessità di accogliere il messaggio centrale che Papa Francesco ha rivolto ai giovani: quello di rendersi responsabili del rinnovamento spirituale, umano e sociale della Chiesa e del mondo. Una responsabilità che si misura a partire dal coraggio di testimoniare la propria fede in mezzo ai coetanei, facendo scelte coerenti sul piano della vocazione a cui il Signore chiama, dedicando tempo ed impegno per gli altri in campo educativo, caritativo e missionario. Don Bosco affermava che un giovane su tre aveva nel cuore il desiderio di dedicare tutta la sua vita al Signore nel ministero sacerdotale o nella vita consacrata. E per questo invitava a pregare Maria Ausiliatrice perché aiuti questi giovani ad avere il coraggio di rispondere positivamente a tale invito che nasce dal Signore stesso che chiama.

Affidiamo a Maria Ausiliatrice la prossima assemblea diocesana che sul tema della Chiesa in uscita promuoverà un’ampia riflessione in vista di un forte impegno che dovrà investire tutte le nostre comunità ecclesiali, le famiglie e i giovani in prima persona.

Affidiamo a Maria il cammino pastorale della Diocesi incentrato sull’impegno della comunione e della missione, da far crescere in ogni comunità con l’apporto responsabile di tutti i membri della Chiesa: sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose, laici singoli o associati.

La comunione e la missione sono dono di Dio, ma esigono uno sforzo continuo, da parte di ciascun battezzato, per edificarla. Un impegno da vivere nella propria famiglia anzittutto, chiamata a testimoniare l’unità nell’amore e nella fede; nella propria comunità parrocchiale, considerata una famiglia di famiglie in cui ogni cristiano è parte viva e corresponsabile nei servizi e nella partecipazione; nelle unità pastorali dove deve crescere l’attiva e concorde partecipazione di tutti i membri della Chiesa per assicurare un cammino fecondo di frutti spirituali e comunitari; nella società, dove la comunione si traduce in solidarietà e convivenza aperta a tutti e promotrice di giustizia e di pace.

La missione in particolare esige una Chiesa che apre le sue porte a tutti esercitando quella misericordia che Dio le dona continuamente per essere sull’esempio di Maria Madre amorevole verso tutti i suoi figli. Missione significa anche accogliere le parole del Signore: “Ho altre pecore che non sono di questo ovile, anche quelle devo accogliere e nutrire perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” così da fare un solo gregge sotto la guida di un solo pastore.

Affidiamo a Maria Ausiliatrice quanti si adoperano per affrontare e risolvere i problemi sociali – in particolare quello del lavoro – che assillano la Città e il territorio e che rappresentano un  motivo di grande sofferenza per tante persone disoccupate o in cerca di lavoro come sono i giovani. Situazioni che generano preoccupazione e timori per il futuro e rischiano di tarpare le ali ai progetti per una città più vivibile, solidale, pacifica.

I cittadini cristiani, a partire dai laici, che per vocazione sono chiamati ad animare e orientare le realtà temporali con la verità di Cristo, non sono estranei o indifferenti a questo impegno, che tocca concretamente la loro testimonianza nel tessuto della storia e del mondo per aprirlo al Vangelo e alla carità. È un compito che va perseguito, tuttavia, con alcuni riferimenti precisi e convergenti: la personale conversione al Vangelo, perché solo la coerenza tra fede e vita può rendere efficace la propria azione; la fedeltà alla comunione ecclesiale, che mai va sminuita o disattesa ed esige una cura tutta speciale proprio quando si tratta di confrontarsi su temi di ordine politico, economico e sociale e, in specie, su quei valori che sono fondativi della persona umana, della sua dignità e promozione integrale; l’accoglienza degli insegnamenti del Magistero della Chiesa, che illumina la coscienza ed orienta l’azione del cristiano in ogni problema che attiene alla sfera del vivere civile; il rispetto del pluralismo nelle scelte che ogni cristiano è chiamato a fare sul piano dell’attuazione storica dei principi del Vangelo; la ricerca del dialogo con tutti e della volontà di operare sempre per il bene comune, convinti che alla lunga la verità e ogni altro valore umano e civile si impongono per se stessi mediante l’agire concorde di coloro che li perseguono.

Affidiamo, infine, a Maria l’impegno di quanti si prodigano per salvaguardare sempre l’accoglienza e il rispetto di ogni persona, senza discriminare alcuno per ragioni di nazionalità, cultura, etnia o religione, e di quanti operano per ridare ordine e sicurezza alla nostra Città e territorio e per educare alla legalità, condizioni essenziali e decisive per una vita sociale serena e costruttiva per tutti.

Maria Ausiliatrice, che guardi i tuoi figli e figlie che a Te ricorrono con fiducia, Ti rivolgiamo la nostra preghiera, affinché, con la tua potente intercessione, possa sempre effondere su questa Città, sulla Diocesi e sul  suo territorio la benedizione del tuo Figlio e le grazie che lui vorrà concedere a quanti a Te ricorrono, o Avvocata di misericordia e dolce Madre aiuto dei cristiani.

+ Cesare NOSIGLIA, Arcivescovo

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