Il Vescovo Nosiglia, “vicini ai martiri della guerra”

Appello – Domenica delle Palme il richiamo alla fraternità con chi soffre per i conflitti – nelle parrocchie continua la colletta Caritas – la richiesta interreligiosa di pace al centro interculturale (GALLERY)  

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Un nuovo appello di mons. Nosiglia per la pace ha aperto la Settimana Santa. Nella celebrazione in Duomo della Domenica delle Palme l’invito a pregare perché si ponga fine alla strage che sta avvenendo in Ucraina.

«La passione del Signore secondo il Vangelo di Luca, che sta al centro della liturgia della Domenica delle Palme», ha sottolineato, «pone in forte risalto l’ingiustizia e ogni sorta di dolore e di martirio che hanno colpito una persona innocente e che nella sua vita aveva fatto solo del bene a tutti. Ascoltando il racconto di quanto ha subìto il Figlio di Dio e nostro salvatore, ho riflettuto sulla guerra in corso e su tutte le sue tragedie e abusi fino alla
morte di minori e di padri e madri di famiglia che non sono soldati che combattono, ma semplici cittadini inermi che volevano magari solo sfuggire al massacro che li attendeva».

Una riflessione su una «strage degli innocenti» che richiama alla coscienza e alle responsabilità di ciascuno nel processo di pace.

«Appellarsi alla responsabilità degli Stati europei per affrontare insieme il problema è giusto e doveroso. Il rifiuto al contrario ingenererebbe una cultura e comportamenti carichi di preconcetti verso questi fratelli e sorelle, che possono sfociare in atteggiamenti e comportamenti discriminatori, di cui abbiamo avuto triste esperienza nel passato. Lo dico sul piano delle ragioni umanitarie e civili; ma, per chi è cristiano, tutto questo dovrebbe essere doppiamente significativo, anche come dovere religioso di grande importanza, avendo Gesù deciso di identificarsi e partecipare al dolore e perfino alla morte degli innocenti».

«La preghiera della passione», ha proseguito, che segnerà tutta la Settimana Santa, oltre al ricordo della morte e risurrezione di Gesù e di quanti sono morti come lui, è anche la richiesta al Signore di sostenere l’impegno di tutti noi, perché si avvii una politica e un’azione congiunta, sia sul piano religioso che culturale e sociale, capace di affrontare questo problema con giustizia e solidarietà».

Una particolare preghiera si leverà inoltre nella celebrazione pasquale della Comunità ucraina torinese: domenica 17 nella chiesa Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù in via Anastasio Germonio 27, alle 12.15.

La colletta nelle parrocchie

L’invito alla preghiera e l’esortazione alla speranza e all’impegno fraterno che in tutto il territorio diocesano prosegue senza sosta, ma continuano ad essere necessari contributi per sostenere le Caritas dei paesi confinanti con l’Ucraina, dove si riversano i profughi in fuga senza più nulla… Per questo continua fino al prossimo 7 maggio l’invito a parrocchie e comunità religiose ad organizzare raccolte che attraverso la Caritas di Torino verranno dirottate alle Caritas locali.

Mentre andiamo in stampa sono stati raccolti 270 mila euro ma l’auspicio è che la cifra continui a crescere anche alla luce delle sempre più drammatiche condizioni in cui la stessa Caritas Ucraina sta cercando di operare. Lunedì 11 aprile è stata distrutta la sede della Caritas Ucraina di Mariupol. La presidente dell’organizzazione Tetiana Stawnychy ha confermato che l’edificio è stato colpito da un carro armato russo. In quel momento, c’erano persone che si nascondevano nel centro dai bombardamenti e cercavano un posto sicuro. Sette persone sono morte, tra cui due dello staff. «È una tragedia per tutti noi», ha sottolineato Tetiana Stawnychy, «specialmente per la nostra comunità Caritas di Mariupol. Non abbiamo altre informazioni al momento e non è possibile recarsi sul posto». Il centro – racconta la presidente Caritas – in realtà non stava lavorando. La città è sotto bombardamento e le persone avevano trovato lì un rifugio.

Dopo l’attacco all’edificio di Caritas Ucraina, un’altra drammatica rivelazione di padre Rostyslav Spryniuk, il direttore della Caritas di Mariupol: «Due nostre lavoratrici sono state forzatamente portate in Russia. I soldati russi la chiamano ‘evacuazione volontaria’ ma quando l’evacuazione è sotto la minaccia delle mitragliatrici non si può chiamare ‘volontaria’».

La preghiera interreligiosa

All’appello alla preghiera di Nosiglia si sono unite martedì 12 aprile le voci delle altre fedi presenti sul nostro territorio nell’incontro «Noi siamo con voi per la pace e la giustizia», organizzato al Centro Interculturale di corso Taranto da «Noi siamo con voi», il Comitato Interfedi e il Centro Interculturale stesso, con il patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte, del Comitato Regionale per i diritti umani e civili e della Città di Torino. Un momento di riflessione e preghiera per la pace caldeggiato da mons. Nosiglia che ha trovato il consenso dei diversi rappresenti delle differenti fedi per un corale appello alla fine del conflitto e per ribadire l’urgenza della pace. Voci, sensibilità diverse, accumunate come già in altre occasioni dal desiderio di giustizia e di fratellanza.

Lezioni di italiano

Si moltiplicano tra le forme di accoglienza le iniziative portate avanti da associazioni, doposcuola parrocchiali, per aiutare bambini e adulti a familiarizzare con la nostra lingua. Un modo per facilitare un’integrazione resa ancor più difficile dai drammi vissuti prima della fuga, per i parenti lasciati in Ucraina.
Tra gli altri, sono iniziati il 12 aprile presso la sede della Scuola di Teatro Sergio Tofano, in via San Pio V 33 a Torino, i corsi gratuiti di italiano per rifugiati ucraini organizzati dall’l’Associazione «Compagnia della Parola» nell’ambito del progetto «Parolenuove».
Il progetto propone corsi per l’apprendimento della lingua italiana, mettendo a disposizione gratuitamente le strutture e le competenze dell’associazione.

Altri servizi su La Voce e il Tempo del 17 aprile 2022 in edicola o nelle parrocchie 

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