Pandemia e Pandemie, corso di formazione a Torino

Centro Congressi Santo Volto – Due anni di emergenza Covid, fermandoci poco a riflettere. Ora un corso di formazione promosso dall’Ufficio Pastorale Salute della diocesi invita a ragionare: com’è cambiato il nostro mondo dal punto di vista medico, sociale, bioetico, legislativo? Dal 19 marzo al 18 giugno sono attesi relatori di fama nazionale e internazionale. LOCANDINA

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Rileggere ed esplorare la pandemia da Covid-19 attraverso un approccio storico, medico, bioetico, legislativo e sociale di alto profilo per affrontare il complesso tema del rapporto tra Uomo e Virus.

È l’intento del corso di formazione «Pandemia e Pandemie» che l’Ufficio di Pastorale della Salute della diocesi organizza per tutte le professioni sanitarie, ma aperto a tutti, dal 19 marzo al 18 giugno a Torino presso il Centro Congressi del Santo Volto (via Borgaro 1). Un itinerario formativo con relatori di fama nazionale ed internazionale che prevede 14 incontri: tre il sabato dalle 9.30 alle 12.30 e 11 il mercoledì dalle 17.30 alle 19.30.

«Il corso», sottolinea don Paolo Fini, direttore dell’Ufficio Pastorale della Salute, «in primo luogo intende condurre gli operatori sanitari, e chiunque voglia cimentarsi, a farsi un’idea il più precisa possibile sulla pandemia che ancora stiamo attraversando. Non vogliamo porre la scienza come verità assoluta, ma come il metodo che ci può portare ad entrare nelle diverse dinamiche di lettura del Covid che saranno presentate da relatori esperti chiamati ad offrire un contributo autorevole e significativo, senza posizioni di parte, ma basato sull’esperienza clinica, scientifica e culturale».

Il corso si apre, sabato 19 marzo, con un’analisi storica offerta da Gilberto Corbellini, docente ordinario di Storia della Medicina presso l’Università Sapienza di Roma, che terrà una relazione su «Le pandemie tra presente e passato».

Al centro del percorso di formazione c’è poi il confronto tra sistemi sanitari diversi nella lotta contro il Covid. Mercoledì 6 aprile Nachman Ash, direttore generale presso il Ministero della Sanità dello Stato d’Israele, spiegherà come il sistema sanitario israeliano ha combattuto il Coronavirus. Sabato 7 maggio sarà invece presentato il modello piemontese, regione italiana pilota nella gestione pandemica, e torinese, con gli interventi di Carlo Picco, direttore generale dell’Asl Città di Torino e di Luigi Icardi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte.

Nella stessa mattinata interverrà anche Umberto Albert, professore associato di psichiatria presso l’Università di Trieste, fra gli eredi della cattedra che fu dello psichiatra Franco Basaglia, ispiratore della legge 180/1978 che chiuse i manicomi. Albert analizzerà gli effetti psichici della pandemia sulla popolazione generale ed in particolare sui gruppi vulnerabili.

Agli operatori sanitari mercoledì 4 maggio è dedicata la conferenza di Michael Leiter, professore emerito all’Acadia University di Wolfville in Canada, e professore onorario alla Deakin University di Melbourne in Australia, cofondatore del «Maslach Burnout Inventory» insieme a Christina Maslach, psicologa sociale nota in tutto il mondo per il lavoro di ricerca sulla sindrome del burnout professionale.

L’approccio legislativo sarà affidato a Giovanni Maria Flick, già presidente della Corte Costituzionale e ministro di Grazia e Giustizia, che mercoledì 18 maggio esporrà le questioni legislative legate ai vaccini.

In primo piano anche le questioni bioetiche intono alla pandemia e ai vaccini che saranno sviluppate mercoledì 8 giugno dal gesuita Carlo Casalone, docente di Teologia Morale alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e collaboratore nella sezione scientifica della Pontificia Accademia per la Vita, fra i massimi bioeticisti al mondo.

Ricca di spunti anche la relazione della sociologa Chiara Saraceno, già docente di Sociologia della famiglia presso l’Università torinese, honorary fellow presso il Collegio Carlo Alberto di Torino e presidente della Rete italiana di Cultura popolare, che mercoledì 15 giugno parlerà di come educare alla convivenza sociale nella pandemia.

L’ultimo incontro, sabato 18 giugno, sarà dedicato al tema dell’infodemia grazie all’analisi di Alessandro Bargoni, docente di Storia della Medicina all’Università di Torino.

«Come diocesi», conclude don Fini, «vogliamo quindi affrontare le problematiche intorno alla pandemia non in modo superficiale: non intendiamo presentare tesi o controtesi, piuttosto interrogarci su quale possa essere il metodo migliore in grado di concorrere, pur nelle diversità di opinioni, al bene comune».

Sono previsti 22 crediti Ecm per tutte le professioni sanitarie il cui conseguimento è subordinato al superamento della verifica finale. A tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Fino a nuove disposizioni del Governo per partecipare agli incontri del corso è obbligatorio il green pass rafforzato.

Per iscrizioni è necessario compilare la scheda di iscrizione (in cui è pubblicato il programma del corso) e farla pervenire entro il 18 marzo a Ivan Raimondi, Ufficio Pastorale Salute, mail salute.progetti@diocesi.torino.it. La quota d’iscrizione ammonta a 250 euro da versare al primo incontro. Per ulteriori informazioni: tel. 011.5156362.

LOCANDINA

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