Pandemia, l’affidamento a Maria nella parrocchia dell’Immacolata

San Donato – Nella parrocchia intitolata all’Immacolata Concenzione (e a San Donato) la festa dell’8 dicembre è stata preparata con l’invito a entrare in chiesa nei giorni della novena e a sostare in preghiera davanti alla statua della Vergine. Su una bacheca accanto all’effige mariana c’era la possibilità di lasciare una intenzione di preghiera personale

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Torino, quartiere San Donato. Nella parrocchia intitolata all’Immacolata Concenzione (e a San Donato) la festa dell’8 dicembre è stata preparata con l’invito a entrare in chiesa nei giorni della novena e a sostare in preghiera davanti alla statua della Vergine. Su una bacheca accanto all’effige mariana c’era la possibilità di lasciare una intenzione di preghiera personale. Tra i parrocchiani anche il Sindaco Chiara Appendino, che nei giorni scorsi si è soffermata in chiesa.

Tanti i biglietti che nell’arco della novena sono stati appesi con le preghiere di bambini e adulti e di quanti sono stati sollecitatati anche da un’altra idea del parroco don Luca Pacifico. Ogni giorno della novena infatti sul sito parrocchiale e sui canali social della comunità è stato pubblicato un video preparato da don Pacifico con un gruppo di giovani che ha sviluppato il tema: «essere donna oggi».

«Un modo», ha spiegato il parroco, «per prepararsi alla festa dell’Immacolata integrando aspetto spirituale e culturale a partire da figure femminili significative. Così sono state proposte eccellenze nel mondo della scienza, dello sport, della politica e dell’arte, ma si sono anche individuate figure femminili del quartiere, che con la loro presenza, con il loro amore e soprattutto con i loro sacrifici, contribuiscono quotidianamente a rendere migliore la nostra vita». «Eccellenza nel quotidiano» come lo è stata l’Immacolata, alla quale l’8 dicembre sono state affidate solennemente tutte le intenzioni raccolte e il cammino verso il Natale.

NON PUOI ESSERE CIÒ CHE NON VEDI

di Sabrina Conti

Intervista a don Luca Pacifico, parroco di Immacolata Concezione e San Donato a Torino

Ci sono iniziative che stupiscono per la semplicità con cui, in un periodo di grande insicurezza per l’uomo, riescono ad aggregare, divulgando un messaggio positivo. Immaginate lo stupore di ricevere, dal parroco, un messaggio su Whatsapp, che vi invita a partecipare ad un percorso fatto di contenuti mediatici, realizzati dai ragazzi di Borgo San Donato per prepararsi alla festa dell’8 dicembre. Ne aprite uno e scoprite che contengono racconti di vite di figure femminili.

Curiosi? Anche io! L’idea nasce pensando di valorizzare la festa patronale del quartiere, cogliendo l’occasione per legare non solo l’aspetto religioso e quindi la preghiera, la Messa… ma creando un’occasione di riflessione su un tema di attualità: la figura femminile.

don Luca Pacifico

«A mio parere» dice il Parroco, «è importante che la Chiesa parli alle persone, tenendo presente l’attuale situazione di vita: cosa significa essere donna oggi? Proviamo a mettere la figura femminile al centro di un dialogo».

L’intento del percorso proposto ai ventenni della parrocchia era di individuare delle figure femminili che loro vivevano come ispirazione. Il mio stupore è stato scoprire che le donne da loro proposte sono state si eccellenze nel mondo della scienza, dello sport, della politica e dell’arte, ma anche figure femminili del quartiere. «Sono felice di questo» dice don Luca «la mia era una proposta in positivo, per stimolare una riflessione e coinvolgere: la conclusione dei ragazzi è stata che in realtà le persone che ci segnano, sono quelle vicino a noi. Ci sono tante donne eccellenti e famose in vari ambiti, dalla scienza allo sport dalla politica all’arte ma sono le donne vicino a noi quelle veramente importanti e speciali perché con la loro presenza, con il loro amore e soprattutto con i loro sacrifici, contribuiscono quotidianamente a rendere migliore la nostra vita e noi vogliamo prendere ispirazione evviva le donne di San Donato».

Cosa cercano i giovani dalla parrocchia oggi?

«I giovani in senso assoluto, non cercano nulla nella parrocchia», risponde don Luca, «la parrocchia per loro non ha nulla da dire, sono più orientati a cercare altrove. Viceversa, il giovane cerca un ente che non giudichi. E questo io mi sento di poterlo offrire. Credo in una pastorale di dialogo in cui si va a trovare i giovani dove sono. Se i giovani sono sui social li cerchi anche sui social se sono a scuola si cerca di creare un progetto ponte con la scuola cercando un dialogo tra pari».

Quelli che si avvicinano, studiano i testi, sono interessati ad una interpretazione calata in Oggi?

«Si, direi che sono più legati alla parola che al territorio. Magari percorrono chilometri per sentire qualcuno che gli passa un messaggio a cui sono interessati. Per contro si fa fatica a creare un legame, una Comunità, una relazione con l’altro: la fede dovrebbe essere un discorso aggregativo. Molte volte la pastorale cerca di aggregare senza annunciare e talvolta l’annuncio fa fatica a generare una aggregazione. La fede molto spesso viene vissuta come una cosa individuale. La fede è personale ma non individuale, dovrebbe aiutarti a vivere in modo differente le relazioni con gli altri. Lo stare bene noi non deve essere disgiunto con lo stare bene con gli altri».

Cosa intende per Parola?

«Per me Gesù predicava andando di luogo in luogo, è importante fare sapere che c’è un messaggio ed io te ne rendo partecipe, poi sarai tu nella tua liberta a decidere se ti interessa o meno e se lo vuoi approfondire. Non puoi essere ciò che non vedi. Se non ci si sente liberi, non ne vale la pena. Il primo obbiettivo è quello di far vedere che siamo una comunità cristiana viva una comunità che pensa ed invita a pensare.».

Ritornando alla iniziativa di Dicembre: la scelta della Festa dell’8 è collegata alla riscoperta ed alla valorizzazione che la chiesa ha attuato nei confronti della Madonna e di tutte le figure femminili presenti nei testi Sacri?

«La volontà è di evidenziare e valorizzare e rileggere in chiave moderna la figura di Maria. Se si presta attenzione alla sensibilità delle persone si nota come oggi, giustamente si cerchi di rivalutare la figura femminile.  Il femminismo ha contribuito a rompere certi schemi, oggi c’è una ricerca più serena dell’essere donna. È un percorso che va alimentato. E dovrebbe farsene carico anche la chiesa sia come valorizzazione di figure femminili al suo interno, sia come contributo ad una riflessione non devozionistica. Nessuno in questi lavori ha proposto una santa forse che non parlano alla femminilità di oggi: questo dialogo andrebbe approfondito. Valorizziamo la figura di Maria per dare attenzione a questo anelito. Le ragazze e le donne anelano ad un nuovo riconoscimento, oggi la donna non vuole essere come il maschio ma essere donna alla stesso livello del maschio. Io non ho la risposta, ma mi sento di stimolare la riflessione cosi insieme da far crescere trovando delle risposte adeguate».

Tanto ci sarebbe ancora da dire ed approfondire con don Luca.

Vi lascio con una suggestione: per la festa dell’Immacolata, all’interno della parrocchia è stato predisposto un tabellone, vicino alla statua di Maria con degli “Ema”, nella logica di creare condivisione ed aggregazione nella Comunità: se vi capita perdete qualche minuto, lasciate anche voi, sui cartoncini colorati un messaggio che arrivi dal profondo del vostro cuore, donate agli altri un po’ di voi.

I video sono disponibili sul sito: www.immacolatasandonato.it

 

 

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