Papa Francesco: “Chiamati a seminare la speranza e a costruire la pace”

Domenica 21 aprile – Nel Messaggio per 61ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni Papa Francesco fa riferimento alla drammatica situazione di guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in tante altre parti del mondo, ma anche al tema generale – «la speranza» – dell’Anno Santo del 2025

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«Chiamati a seminare la speranza e a costruire la pace» è il tema del messaggio di Papa Francesco per la 61ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni e fa riferimento alla drammatica situazione di guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in tante altre parti del mondo, ma anche al tema generale – «la speranza» – dell’Anno Santo del 2025 nella normale scadenza venticinquennale.

«Questa Giornata è sempre una bella occasione per ricordare con gratitudine davanti al Signore l’impegno fedele, quotidiano e spesso nascosto di coloro che hanno abbracciato una chiamata che coinvolge tutta la vita. Penso alle mamme e ai papà che non guardano anzitutto a sé stessi e non seguono la corrente di uno stile superficiale, ma impostano la loro esistenza sulla cura delle relazioni, con amore e gratuità, aprendosi al dono della vita e ponendosi al servizio dei figli e della loro crescita».

Ai giovani, «specie a quanti si sentono lontani o nutrono diffidenza verso la Chiesa» Francesco dice: «Lasciatevi affascinare da Gesù, rivolgetegli le vostre domande importanti, attraverso le pagine del Vangelo, lasciatevi inquietare dalla sua presenza che sempre ci mette beneficamente in crisi. Egli rispetta più di ogni altro la nostra libertà, non si impone ma si propone: lasciategli spazio e troverete la vostra felicità nel seguirlo e, se ve lo chiederà, nel donarvi completamente».

Il Pontefice pensa al Giubileo del 2025. «Camminiamo come pellegrini di speranza verso l’Anno Santo perché nella riscoperta della propria vocazione e mettendo in relazione i diversi doni dello Spirito, possiamo essere nel mondo portatori e testimoni del sogno di Gesù: formare una sola famiglia, unita nell’amore di Dio e stretta nel vincolo della carità, della condivisione e della fraternità».

Cosa vuol dire essere pellegrini? Si chiede. «Chi intraprende un pellegrinaggio cerca anzitutto di avere chiara la meta, e la porta sempre nel cuore e nella mente. Allo stesso tempo, per raggiungere quel traguardo, occorre concentrarsi sul passo presente, per affrontare il quale bisogna essere leggeri, spogliarsi dei pesi inutili, portare con sé l’essenziale e lottare ogni giorno. Essere pellegrini significa ripartire ogni giorno, ricominciare sempre, ritrovare l’entusiasmo e la forza di percorrere le varie tappe del percorso che, nonostante le fatiche e le difficoltà, sempre aprono davanti a noi orizzonti nuovi e panorami sconosciuti».

Questo è, alla fine ragiona – «lo scopo di ogni vocazione: diventare uomini e donne di speranza. Come singoli e come comunità, nella varietà dei carismi e dei ministeri, siamo tutti chiamati a “dare corpo e cuore” alla speranza del Vangelo in un mondo segnato da sfide epocali: l’avanzare minaccioso di una terza guerra mondiale a pezzi; le folle di migranti che fuggono dalla loro terra alla ricerca di un futuro migliore; il costante aumento dei poveri; il pericolo di compromettere in modo irreversibile la salute del Pianeta. A ciò si aggiungono le difficoltà quotidiane che rischiano di gettarci nella rassegnazione o nel disfattismo».

“Nonostante fallimenti e battute d’arresto – conclude Bergoglio – il bene che seminiamo cresce in modo silenzioso e niente può separarci dalla meta ultima: l’incontro con Cristo e la gioia di vivere nella fraternità. Questa chiamata finale dobbiamo anticiparla ogni giorno: la relazione d’amore con Dio e con i fratelli e le sorelle inizia a realizzare il sogno di Dio, il sogno dell’unità».

Secondo l’Annuarium statisticum Ecclesiae pubblicato il 4 aprile 2024, nel periodo 1° dicembre 2022-31 dicembre 2023 il numero di cattolici battezzati è passato da 1.376 a 1390 milioni con un incremento dell’1 per cento: in Africa aumento del 3%; in Europa e in Oceania numero stabile, leggero incremento in America e Asia. Il numero dei vescovi passa da 5.340 a 5.353 unità. C’è un ulteriore calo del numero dei sacerdoti, da 407.872 a 407.730 unità. «La consistenza dei diaconi permanenti continua a mostrare una significativa dinamica evolutiva: passano da 49.176 a 50.150 unità con un incremento in Africa, Asia e in Oceania.

I religiosi professi non sacerdoti sono 49.414. Le religiose professe costituiscono una popolazione superiore al numero dei sacerdoti del Pianeta ma sono in netta diminuzione da 608.958 a 599.228. Prosegue il calo delle vocazioni sacerdotali: nel 2022 i seminaristi maggiori sono 108.481 unità con una variazione di meno 1,3 per cento.

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