Papa Francesco, “attraverso il deserto Dio ci guida alla libertà”

Quaresima 2024 – Papa Francesco nel Messaggio per la Quaresima riconosce che l’umanità ha raggiunto «livelli di sviluppo scientifico, tecnico, culturale, giuridico in grado di garantire a tutti la dignità» ma occorre ripensare gli stili di vita. Il messaggio è intitolato «Attraverso il deserto Dio ci guida alla libertà»

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Il poster realizzato per il Messaggio del Papa per la Quaresima 2024, con l'illustrazione dell'artista Mauro Pallotta (Maupal)

«Il mondo brancola nei conflitti, ma in tanti campi vince la fraternità». Nel messaggio per la Quaresima 2024 Papa Francesco riconosce che l’umanità ha raggiunto «livelli di sviluppo scientifico, tecnico, culturale, giuridico in grado di garantire a tutti la dignità» ma occorre ripensare gli stili di vita. Il messaggio è intitolato «Attraverso il deserto Dio ci guida alla libertà».

TEMPO DI GRAZIA – Un segnale della schiavitù in noi è «la diffusa mancanza di speranza, il vagare senza una terra promessa verso cui tendere insieme». Il tempo forte di Quaresima offre un’occasione per iniziare un cammino di libertà in quanto «tempo di grazia in cui il deserto torna a essere, come annuncia il profeta Osea, il luogo del primo amore. Dio educa il suo popolo, perché esca dalle sue schiavitù e sperimenti il passaggio dalla morte alla vita». Il primo passo è «vedere la realtà. Anche oggi il grido di tanti fratelli e sorelle oppressi arriva al cielo. Arriva anche a noi? Se abbiamo ceduto all’indifferenza, dobbiamo confessare che siamo sotto il dominio del faraone, che ci rende esausti e insensibili. È un modello di crescita che ci divide e ci ruba il futuro. La terra, l’aria e l’acqua ne sono inquinate, ma anche le anime ne vengono contaminate.

INCAPACI DI SOGNARE – Il dominio che ci opprime spegne perfino il desiderio di un cambiamento del mondo: «C’è un deficit di speranza, un impedimento a sognare, un grido muto che arriva fino a Dio». Non si spiegherebbe altrimenti – è il ragionamento di Bergoglio – «come mai un’umanità giunta alla soglia della fraternità universale e a livelli di sviluppo scientifico, tecnico, culturale, giuridico in grado di garantire a tutti la dignità brancoli nel buio delle diseguaglianze e dei conflitti». Ma – assicura il Pontefice – «Dio non si è stancato di noi», nonostante ci sia un altro laccio che ci tiene legati, quello degli idoli che spinge a coltivare una vita basata «sul potere tutto, essere riconosciuti da tutti, avere la meglio su tutti. Possiamo attaccarci al denaro, a progetti, idee, obiettivi, alla nostra posizione, a una tradizione, persino ad alcune persone. Invece di muoverci, ci paralizzeranno. Invece di farci incontrare, ci contrapporranno».

PREGHIERA, ELEMOSINA, DIGIUNO – La Quaresima chiede di «fermarci in preghiera alla presenza di Dio e di fermarci, come il samaritano, alla presenza del fratello ferito. Preghiera, elemosina e digiuno, sono tre espressioni del movimento di apertura e di svuotamento di sé a cui il tempo quaresimale ci invita». La Quaresima è anche «tempo di decisioni comunitarie, che incidano sul luogo che abitiamo». In concreto il messaggio indica: «Le abitudini negli acquisti, la cura del creato, l’inclusione di chi non è visto o è disprezzato». Invita ogni comunità cristiana a «offrire ai fedeli momenti in cui ripensare gli stili di vita; darsi il tempo per verificare la propria presenza nel territorio e il contributo a renderlo migliore».

DARE SPERANZA ALL’UMANITÀ – «Nella misura in cui questa Quaresima sarà di conversione, l’umanità smarrita vedrà  balenare una nuova speranza». E conclude invitando al coraggio: «Cercate e rischiate, cercate e rischiate. In questo frangente storico le sfide sono enormi, gemiti dolorosi. Stiamo vedendo una terza guerra mondiale a pezzi. Ma abbracciamo il rischio di pensare che non siamo in un’agonia, bensì in un parto; non alla fine, ma all’inizio di un grande spettacolo. Ci vuole coraggio per pensare questo. È il coraggio della conversione, dell’uscita dalla schiavitù». E conclude con una bella citazione di Charle Péguy, tratta da «Il portico del mistero della seconda virtù»: «La fede e la carità tengono per mano questa bambina speranza. Le insegnano a camminare e, nello stesso tempo, lei le tira in avanti».

ANCHE LA VIGNETTA – Presentandolo in Sala stampa vaticana il messaggio il cardinale prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale Michael Czerny spiega: «Ritroviamo qui i principali temi delle encicliche “Laudato si’” e “Fratelli tutti” e ogni comunità cristiana può vivere il periodo quaresimale, accompagnando i suoi membri al cuore delle sfide del nostro tempo» e aggiunge: «In un tempo in cui troppe difficoltà pesano enormemente su ognuno di noi, il Vangelo apre una strada nel deserto e ci annuncia che la nostra schiavitù è già finita. Il nostro è un cammino di fede da cui dipende la possibilità di sperare. E sperare significa sia avere fiducia in Dio che guardare avanti nella storia». Interviene anche il disegnatore Mauro Pallotta, in arte Maupal, noto per i suoi murales dedicati a Francesco nei dintorni del Vaticano, ora impegnato in alcuni progetti all’interno delle carceri.

Pier Giuseppe Accornero

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