Papa Leone XIV e re Carlo III pregano insieme

Vaticano – Il 23 ottobre nella Cappella Sistina i capi delle Chiese Cattolica, Leone XIV, e Anglicana, re Carlo III, pregano insieme e lodano il Signore. Un passo nel cammino sulla strada dell’unità, un momento storico che non accadeva da 500 anni

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foto Vatican media

Gli affreschi di Michelangelo, i colori intensi delle volte e la meraviglia del «Giudizio universale» con le due dita – quella di Dio e dell’uomo – che quasi si toccano. L’immagine rappresenta l’evento storico che accade, il 23 ottobre 2025, nella Cappella Sistina: i capi delle Chiese cattolica, Leone XIV, e anglica, re Carlo III, insieme pregano e lodano il Signore. Un passo straordinario nel cammino sulla strada dell’unità, un momento storico che non accadeva da 500 anni. Singolare il fatto che tra i vari momenti della visita di Stato non ci sia stato alcun discorso.

I sovrani Carlo e Camilla sono accolti in visita di Stato con l’inno inglese «God Save the King». Dopo l’udienza con il Pontefice gli incontri paralleli: Camilla visita la Cappella Paolina; Carlo dialoga con il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin e con l’arcivescovo (inglese) Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. Constatano «i buoni rapporti bilaterali»; affrontano alcune tematiche di comune interesse come la tutela dell’ambiente e la lotta alla povertà con particolare attenzione «all’impegno comune per promuovere la pace e la sicurezza di fronte alle sfide globali»; sottolineano la necessità di continuare a promuovere il dialogo ecumenico.

L’impegno comune per il creato – La preghiera ecumenica, in latino e inglese, suggella le buone relazioni e realizza il desiderio del sovrano inglese, capo e «governatore supremo della Chiesa d’Inghilterra», di dare alla visita una forte dimensione spirituale ed ecologica: programmata per aprile, fu rinviata per la morte di Papa Francesco, autore dell’enciclica «Laudato si’ sulla cura della casa comune» (24 maggio 2015). L’inno che introduce la preghiera è un testo di Sant’Ambrogio di Milano, dottore della Chiesa, cantato in una traduzione inglese di San John Henry Newman, anglicano e poi cattolico, vissuto nell’Ottocento, che sarà proclamato «dottore della Chiesa» il 1° novembre. Alla canonizzazione, il 13 ottobre 2019, partecipò il principe Carlo. La celebrazione prosegue con i Salmi 8 e 64 e la Lettera dei Romani, che hanno come temi di fondo la lode alla grandezza di Dio creatore e la speranza. Papa Leone e l’arcivescovo di York Stephen Cottrell – che svolge la funzione primaziale nella Chiesa anglicana – recitano una preghiera a Dio creatore che si conclude: «La grazia di nostro Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con noi per sempre»

L’orchidea simbolo di sostenibilità ambientale – Nella Sala Regia, Leone e Carlo partecipano a un incontro sulla sostenibilità ambientale, introdotto dalla suora salesiana Alessandra Smerilli, segretario del dicastero per lo Sviluppo umano integrale, che si conclude con lo scambio di due esemplari di «Cymbidium», della famiglia delle orchidee, che esprime un impegno condiviso per la tutela dell’ambiente e la cura del creato. Questa pianta è nota per la forza, resistenza e capacità di adattarsi e prosperare anche in condizioni difficili. Un simbolo di speranza e determinazione che esprime la responsabilità condivisa di costruire un futuro più sostenibile in armonia con la casa comune.

Elisabetta II e l’amicizia con i Papi – La regina d’Inghilterra e Galles è stata più volte ricevuta dai Pontefici in Vaticano. Il monarca britannico più longevo ha incontrato cinque Papi, uno da principessa e quattro da sovrana. Nata nel 1926, Elizabeth Alexandra Mary diventa regina nel 1952, dopo la morte del padre Giorgio VI. Arriva la prima volta in Vaticano nel 1951 come erede al trono e incontra Pio XII. Incoronata il 2 giugno del 1953 nell’Abbazia di Westminster, nel 1961 con il consorte,  principe Filippo duca di Edimburgo, sposato nel 1947, va in udienza da Giovanni XXIII: «La sua presenza in Vaticano corona nel modo più felice la serie di dimostrazioni di amicizia che hanno segnato le relazioni tra il Regno Unito e la Santa Sede». Nel 1980 incontra Giovanni Paolo II, che nel 1982 si reca in Gran Bretagna e poi in Argentina nel tentativo di far cessare la guerra per il possesso delle Isole Falkland-Las Malvinas. «La mia visita – disse Wojtyla – si svolge in un momento di tensione e di angoscia, un momento in cui l’attenzione del mondo si è concentrata sulla delicata situazione del conflitto nell’Atlantico meridionale. Questa tragica situazione mi preoccupa moltissimo». Nell’ottobre 2000 il terzo incontro con Giovanni Paolo II che dice: «Vostra Maestà, per molti anni e in tempi di grandi cambiamenti avete regnato con una dignità e un senso del dovere che hanno edificato milioni di persone in tutto il mondo».

Con Papa Benedetto e Papa Francesco – Nel 2010 Benedetto XVI va in Gran Bretagna a beatificare il card. John Henry Newman e a Edimburgo, in Scozia, incontra Elisabetta II. Nel «Giubileo di diamante del Regno» (2012) Papa Ratzinger le più cordiali congratulazioni: «Lei ha offerto ai suoi sudditi e al mondo intero un esempio ispirante di dedizione al dovere e d’impegno a sostenere i principi di libertà, giustizia e democrazia, conformemente a una nobile visione del ruolo di un monarca cristiano». Nell’aprile 2014 la regina viene in visita di Stato in Italia. Dopo aver incontrato il presidente Giorgio Napolitano, è accolta in Vaticano da Papa Francesco. Nel giorno delle celebrazioni per il Giubileo di platino dell’ascesa al trono e per il 96° genetliaco Papa Bergfoglio in una lettera esprime vicinanza attraverso la preghiera «affinché Dio Onnipotente conceda a voi, ai membri della famiglia reale e a tutto il popolo della nazione benedizioni di unità, prosperità e pace».

Nel 1534 Enrico VIII proclama lo scisma da Roma – L’«Atto di supremazia» del 3 novembre 1534 è emanato da Enrico VIII e dichiara che è «l’unico capo supremo sulla terra della Chiesa in Inghilterra» e che la corona inglese gode «di tutti gli onori, le dignità, le superiorità, le giurisdizioni, i privilegi, le autorità, le immunità, i profitti, e i beni derivanti da tale dignità». Vittime dell’assolutismo regio sono John Fisher – arcivescovo e cardinale, fatto decapitare con l’accusa di lesa maestà da Enrico VIII per l’opposizione all’annullamento del matrimonio con Caterina d’Aragona – e Thomas More, umanista e cancelliere di Enrico VIII che lo fa uccidere nella Torre di Londra. Fisher e More sono canonizzati da Pio XI nel 1935. Dal dramma di More il regista Fred Zinnemann trae il capolavoro «Un uomo per tutte le stagioni» (1966).

«Santità, sono quattro secoli che non ci vediamo» disse il dottor Geoffrey Francis Fisher, arcivescovo di Canterbury e primate, entrando nella biblioteca privata dove lo attendeva un sorridente Papa Giovanni. Quello del 2 dicembre 1960 è un incontro privato, «di cortesia» secondo il cerimoniale vaticano. Ma diventa un evento storico, anche per il rilievo che ne danno i giornali: è il primo incontro, dallo scisma di Enrico VIII, tra un pontefice romano e il capo degli anglicani. Ma la Segreteria di Stato mette il silenziatore con un cerimoniale ridotto all’osso, senza foto, né un comunicato. Invece è la pietra miliare nel dialogo tra le Chiese cattolica e anglicana.

Pier Giuseppe Accornero

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