Papa Luciani verso gli altari, riconosciuto il miracolo

Cause dei Santi – Il riconoscimento del miracolo apre le porte alla beatificazione di Albino Luciani- Giovanni Paolo I che si aggiunge ai Pontefici santi e beati del XX secolo: san Pio X, venerabile Pio XII, san Giovanni XXIII, san Paolo VI, san Giovanni Paolo II

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Papa Giovanni Paolo I

Il riconoscimento del miracolo apre le porte alla beatificazione di Albino Luciani- Giovanni Paolo I che si aggiunge ai Pontefici santi e beati del XX secolo: san Pio X, venerabile Pio XII, san Giovanni XXIII, san Paolo VI, san Giovanni Paolo II. Per la beatificazione di un non martire la Chiesa chiede un miracolo, per la canonizzazione (anche di un martire) ne chiede un altro. L’iter processuale avviene secondo le normative stabilite nel 1983 da Papa Wojtyla nella costituzione apostolica «Divinus perfectionis».

Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle cause dei santi a promulgare il decreto sulla guarigione miracolosa attribuita all’intercessione di Giovanni Paolo I, avvenuta il 23 luglio 2011 a Buenos Aires, di una bambina undicenne affetta «da grave encefalopatia infiammatoria acuta, stato di male epilettico refrattario maligno, shock settico», ormai in fin di vita. L’iniziativa di invocare Papa Luciani fu presa dal parroco locale. Ora si attende la data della beatificazione, che sarà stabilita da Francesco.

«Spero che quando tu sarai prete, starai dalla parte dei poveri, perché Cristo era dalla loro parte» gli scrisse suo padre, dandogli il consenso a entrare in Seminario. Nato il 17 ottobre 1912 a Forno di Canale (oggi Canale d’Agordo), in provincia e diocesi di Belluno, e morto il 28 settembre 1978 in Vaticano, Albino Luciani è stato Papa solo per 33 giorni, uno dei pontificati più brevi. È figlio di un operaio socialista che aveva lavorato a lungo da emigrante in Svizzera. Prete nel 1935, nel 1958 è nominato vescovo di Vittorio Veneto da Giovanni XXIII, eletto il 28 ottobre: lo aveva conosciuto da patriarca di Venezia. Figlio di una terra povera caratterizzata dall’emigrazione, ma anche molto vivace dal punto di vista sociale, e di una Chiesa segnata da figure di grandi sacerdoti.

Luciani partecipa al Concilio Vaticano II e ne applica le direttive. Trascorre molto tempo in confessionale, è un pastore vicino alla sua gente. Negli anni in cui si discute della pillola anticoncezionale, più volte si esprime a favore di un’apertura della Chiesa, avendo ascoltato molte giovani famiglie. M dopo l’uscita dell’enciclica «Humanae vitae» (25 luglio 1968), con la quale Paolo VI dichiara moralmente illecita la pillola, il vescovo di Vittorio Veneto aderisce al magistero di Papa Montini e si fa promotore del documento. Paolo VI alla fine del 1969 lo nomina patriarca di Venezia e nel marzo 1973 cardinale. Luciani, che ha scelto come motto episcopale la parola «Humilitas» – che era la stessa scelta da San Carlo Borromeo – vive sobriamente, fermo in ciò che è essenziale nella fede e nella morale, aperto sui problemi sociali, vicino ai poveri e agli operai.

È intransigente quando si tratta dell’uso spregiudicato del denaro ai danni della gente, come dimostra la sua fermezza in occasione di uno scandalo economico a Vittorio Veneto che vede coinvolto un sacerdote. Insiste molto sul tema della misericordia e soffre molto per la contestazione ecclesiale. Nel Natale 1976, con le fabbriche del polo industriale di Marghera occupate, sentenzia: «Sfoggiare lusso, sprecare denaro, rifiutare di investirlo, trafugandolo all’estero, non costituisce solo insensibilità ed egoismo: può diventare provocazione e addensare sulle nostre teste quella che Paolo VI chiama “la collera dei poveri dalle conseguenze imprevedibili». Buon comunicatore, scrive il fortunato «Illustrissimi», con lettere a personaggi del passato con giudizi sul presente.

È eletto Papa nel pomeriggio del 26 agosto 1978 nelle stesse ore dell’apertura dell’ostensione della Sindone a Torino. Il doppio nome è un programma di continuità con Papa Giovanni e Papa Paolo e con il Concilio.

Abbandona il «Noi» (plurale maiestatis); rifiuta la sedia gestatoria ma poi la usa perché le persone che non stanno nelle prime file non riescono a vederlo. Le quattro udienze generali del mercoledì sono incontro di catechesi: parla senza testo scritto, cita poesie a memoria, dialoga con i ragazzi e i chierichetti; ricorda di aver patito la fame da bambino e ripete con il predecessore: «I popoli della fame interpellano i popoli dell’opulenza»; ricorda: «Tra i peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio ci sono opprimere i pover e defraudare la giusta mercede agli operai». Muore improvvisamente nella notte del 28 settembre 1978. In poche settimane di pontificato era entrato nel cuore di milioni di persone, per la sua semplicità, per la sua umiltà e la difesa degli ultimi. La fama di santità di Albino Luciani si diffonde presto.

Papa Bergoglio ha firmato anche altri decreti: sul miracolo attribuito alla venerabile Maria Berenice (Anna Giulia) Duque Hencker, fondatrice in Colombia delle Piccole Suore dell’Annunciazione (1898-1993 a Medellín; sul martirio del sacerdote Pietro Ortiz de Zárate e del gesuita Giovanni Antonio Solinas uccisi in odio alla fede il 27 ottobre 1683 in Argentina; sulle virtù eroiche del sacerdote spagnolo Diego Hernández González (1915-1976), del frate minore italiano Giuseppe (Rocco Giocondo Pasquale) Spoletini (1870-1951 a Roma (Italia), della francese Maddalena di Gesù (Elisabetta Maria Maddalena) Hutin, fondatrice della Fraternità delle Piccole Sorelle di Gesù (1898-1989), dell’italiana Elisabetta Martinez, fondatrice delle Figlie di Santa Maria di Leuca (1905-1991).

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