Piano Regolatore, Torino volta pagina

Primo via libera – Torino si prepara a cambiare il Piano Regolatore generale, dal quale dipenderanno tutte le operazioni immobiliari e di trasformazione urbanistica nei prossimi decenni. Il Piano precedente è degli anni Novanta. Il 16 marzo il Consiglio Comunale ha approvato con 24 voti favorevoli e 4 contrari il progetto preliminare del Piano nuovo, affidato dal sindaco Lo Russo all’assessore Paolo Mazzoleni

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Torino si prepara a cambiare il Piano Regolatore Generale, dal quale dipenderanno tutte le operazioni immobiliari e di trasformazione urbanistica nei prossimi decenni. Il Piano precedente è degli anni Novanta: ha portato il Passante Ferroviario, la metropolitana, il riuso delle fabbriche abbandonate, la trasformazione dei quartieri centrali. Lunedì 16 il Consiglio comunale ha approvato con 24 voti favorevoli e 4 contrari il progetto preliminare del Piano nuovo, affidato dal sindaco Lo Russo all’assessore Paolo Mazzoleni. Prima dell’approvazione finale, si aprirà nei prossimi mesi una fase di ascolto della popolazione.

Tocca al nuovo Piano affrontare un futuro che ha perso il sapore unico del declino post-industriale. Il travaglio esiste, è ancora in corso, la crisi sociale picchia duro, ma Torino ha smesso di guardare soltanto indietro: ragiona di nuove presenze (aerospazio), atenei universitari, ricerca avanzata. Il calo demografico porta a immaginare una città «che non si espande più verso l’esterno, ma si rigenera all’interno». Tre le parole d’ordine: innovazione, welfare ed ecosistema.

Fra le chiavi di lettura c’è la volontà di connettere con efficienza tutti i 34 quartieri della città, partendo dalle periferie. Altra chiave: stop agli ipermercati, nel tentativo di restituire fiato (se non è tardi) ai negozi di quartiere, che hanno chiuso a centinaia. Novità ulteriore: il rincaro delle compensazioni economiche da versare nelle casse dal Comune in funzione della redditività delle operazioni immobiliari. Compaiono nel nuovo Piano 18 «aree di trasformazione» e soprattutto 8 «figure di ricomposizione urbana» (Fru), corrispondenti ad altrettante zone di rilievo «ecosistemico» nel sistema della città.

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