Piemonte senza pioggia, ultimo posto in Europa

Allarme – Il Piemonte e la Valle d’Aosta sono le zone d’Europa nelle quali, l’anno scorso, ha piovuto meno. Le montagne soffocano la pianura bloccando le perturbazioni

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C’è un’eccezione torinese – e piemontese più in generale – nel diffuso fenomeno climatico d’innalzamento delle temperature medie annuali e di siccità di questi anni d’inizio millennio. Ma è un’eccezione in negativo: l’anno solare appena trascorso è stato, a Torino, il più caldo, il meno piovoso e quello con più abbondante irradiazione solare nelle serie storiche finora registrate, alcune delle quali risalgono a metà Settecento.

Non solo, il Piemonte, la Valle d’Aosta e il ponente ligure sono state le zone più siccitose del 2022 in tutta Europa, a causa di una circolazione delle perturbazioni che ha costantemente «tagliato fuori» dalle aree di bassa pressione (cioè, di brutto tempo e precipitazioni) la pianura ai piedi della corona delle nostre montagne.

Il Deutscher Klimadienst, coordinamento delle istituzioni e delle agenzie tedesche per il monitoraggio del clima, ha mostrato poche settimane fa nella sua mappa annuale l’anomalia percentuale delle precipitazioni sul continente europeo negli ultimi dodici mesi, confrontato con la media climatologica di riferimento dell’ultimo trentennio 1991-2020. A causa della straordinaria ostinazione degli anticicloni sull’Europa (enormi masse d’aria subtropicale, ostacolo al consueto percorso delle perturbazioni atlantiche) il 2022 è stato un anno di gran caldo e la siccità, con cali di precipitazioni nell’ordine nel 30-40%.

Il Piemonte spicca sulla mappa come una macchia di colore scuro, la più marcata del continente: sottovento delle Alpi rispetto alle perturbazioni provenienti da ovest, il calo delle precipitazioni ha superato da noi il 60% dei valori degli ultimi tre decenni.

Nel dettaglio, i dati dell’Arpa Piemonte e della Società Meteorologica Italiana hanno registrato nel 2022 una temperatura media di 16 gradi centigradi alla stazione Arpa Piemonte della Consolata, anomalia di +1,6 °C rispetto alla norma del già caldo trentennio 1991-2020 e massima media registrata dal 1753. Il 2022 è stato poi l’anno più secco dal 1803 (310 mm di precipitazione, solo il 34% della norma, ovvero 66% sotto media), e quello con la più abbondante radiazione solare, seppure in una serie più breve cominciata nel 2004. A inquietare i climatologi – pur se le rilevazioni confermano i loro allarmi decennali in materia – è il divario tra i dati attuali e quelli dei precedenti record: a Torino il 2022 è stato più caldo di un grado rispetto all’anno più caldo finora registrato, mentre nell’anno più secco della serie (il 1871, in questo secolo il 2001) aveva comunque piovuto 95 e 128 millimetri in più dei dodici mesi appena trascorsi.

L’ultima settimana di abbassamento drastico delle temperature, ma con scarse precipitazioni per perturbazioni spostate verso la parte orientale della pianura padana, non ha fatto che confermare la tendenza. Secondo Andrea Vuolo, meteorologo della Rai e animatore di seguitissime pagine in rete sul tema: «Se nei prossimi mesi non dovesse esserci un importante cambio di rotta dei flussi atmosferici alle medio-alte latitudini, prepariamoci ai primi veri razionamenti dell’acqua anche sulle nostre Alpi. Un qualcosa di assolutamente impensabile e inimmaginabile fino a pochi anni fa».

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