«Nel 1988 scrissi il mio primo libro su Pier Giorgio Frassati “Una vita di preghiera” che fu esposto al primo Salone del libro e il vicario generale mons. Franco Peradotto organizzò una presentazione nell’aula magna della Facoltà Teologica di via XX Settembre. Il libro era stato molto apprezzato dalla sorella di Pier Giorgio, Luciana, che mi invitò a scrivere ancora sul fratello e “a scavare su Pier Giorgio”. Ma da dove cominciare? Don Peradotto mi suggerì di orientarmi verso il suo impegno sociale-caritativo, consigliandomi di contestualizzarlo. Nacque così il mio secondo libro “Una vita di carità” e Peradotto mi spronò a superare la dimensione monografica per redigere una vera e propria biografia. Così scrissi la biografia “Pier Giorgio Frassati”, prima edizione nel luglio 1993».
Così la scrittrice Carla Casalegno mi scriveva nel 2018 in risposta al dono del volume «Franco Peradotto prete giornalista e il suo tempo. Un cuore grande così» (Effatà). Su PGF sono stati pubblicati centinaia di volumi a cominciare da quelli della sorella Luciana e da quello del salesiano don Antonio Cojazzi, che fu maestro di Pier Giorgio e Luciana e ne diffuse la conoscenza. La sua opera «Pier Giorgio Frassati» (1943) è stata la prima a presentare ampiamente la figura del giovane studente torinese, rendendolo accessibile e amato: centinaia di oratori, centri giovanili e strutture varie, in Italia e all’estero, dell’Azione Cattolica e di altre associazioni, furono intitolate al giovane torinese.
Sono passati 35 anni dalla beatificazione di Pier Giorgio, il 20 maggio 1990, e 32 anni dalla pubblicazione della biografia di Carla Casalegno. Oggi Effatà pubblica la nuova edizione e nella prefazione il cardinale Arcivescovo di Torino Roberto Repole scrive: «Una precisa biografia è molto utile, ci fa conoscere la storia di questo giovane esemplare, ma raccontarlo serve soprattutto a mettere il gusto di essere come lui. Chi lo conobbe testimoniò che c’era in questo ragazzo innamorato del Signore una gioia trascinate e contagiosa; ha raccontato di un’infinita allegria e di un entusiasmo capace di convincere gli amici, di trascinarli nel vortice della carità, della preghiera, dell’impegno sociale e politico. Proprio questo accade quando diciamo di far posto al Signore: la nostra vita viene trasformata dalla gioia e da quel momento non si ferma più, non sente più la fatica, non ha più paura di niente».

Casalegno introduce la nuova edizione con un gustoso episodietto. «Voi de “La Stampa” non andrete mai male, perché avete un santo in casa!». E commenta: «Queste parole, dal sapore profetico, che la sorella Luciana riferisce di aver sentito dire di Pier Giorgio alla sede del giornale acquistato e diretto dal padre Alfredo, hanno preso forma, cento anni dopo, in una precisa realtà». PGF sarà proclamato santo, insieme a Carlo Acutis, il 7 settembre 2025. Inizialmente Acutis doveva essere canonizzato il 27 aprile e Frassati il 3 agosto, ma la morte di Papa Francesco (21 aprile) e l’elezione di Leone XIV (8 maggio) hanno rivoluzionato il calendario.
Commenta l’autrice: «L’interesse per la sua figura cresce in proporzione contraria rispetto al tempo che, trascorrendo dalla sua nascita – ormai ben più di un secolo – potrebbe offuscarne la memoria: il suo si rivela sempre più un avvincente esempio di santità su scala mondiale. Chi si accosta a lui ne resta affascinato e desidera approfondirne la conoscenza. Questo spirito mi indusse a “indagare” e a scriverne di lui, dopo due monografie sulla sua intensa spiritualità e sulla sua ardente carità. Dal mio desiderio e dagli inviti da più parti rivoltimi, è maturata l’idea di ripercorrerne l’intera vicenda umana. È nato così questo libro»
È suddiviso in tre parti. La prima mette a fuoco le esperienze di vita negli anni dell’infanzia, dell’adolescenza e della giovinezza, anni che coincisero con i primi cinque lustri del secolo scorso, testimoni di un complesso periodo della storia italiana. La seconda illustra aspetti specifici della vita e della personalità del «giovane delle otto beatitudini» – come lo definì Karol Wojtyla prima di diventare Giovanni Paolo II – dall’impegno politico-sociale, alla sua passione per la montagna, al significato che attribuì al valore dell’amicizia. Comprende poi due capitoli dedicati alla spiritualità e alla carità. La terza parte, dopo aver preso in esame l’ultimo anno della vicenda terrena del nuovo santo torinese – il 1925 è caratterizzato da intense sofferenze interiori e da una morte accettata e offerta come sacrificio – delinea i tratti di una santità vissuta nella normalità dell’esistenza quotidiana.
Scrive Carla Casalegno: «Una giovane vita che nell’arco di appena ventiquattro anni ha saputo raggiungere un così alto grado di maturità spirituale, superando ogni pulsione di egoismo e aprendosi all’autentico amore di Dio e del prossimo, costituisce un avvincente esempio di come sia possibile percorrere la via della santità».
Papa Francesco ha ricordato numerose volte PGF e lo ha collocato tra i grandi dell’Azione Cattolica che celebrava i 150 anni di vita (1867-29 giugno-2017). Il 30 aprile 2017 in una piazza San Pietro straripante di oltre 70 mila persone, scuote la più grande e antica associazione cattolica d’Italia: «Non comodi in poltrona ma andate nelle periferie. Continuate a essere un popolo di discepoli-missionari che vivono e testimoniano la gioia del Signore. Così ci hanno insegnato i grandi testimoni di santità che hanno tracciato la strada: Giuseppe Toniolo, Armida Barelli, Pier Giorgio Frassati, Antonietta Meo, Teresio Olivelli, Vittorio Bachelet. Azione Cattolica, vivi all’altezza della tua storia e all’altezza di queste donne e questi uomini».
Nell’esortazione apostolica «Christus vivit» (25 marzo 2019) una quindicina di paragrafi sono dedicati ai santi giovani: «Il cuore della Chiesa è pieno di giovani santi, che hanno dato la vita per Cristo, molti fino al martirio. Sono stati riflessi di Cristo giovane che risplendono per stimolarci e farci uscire dalla sonnolenza. Il loro esempio mostra di che cosa siano capaci i giovani quando si aprono all’incontro con Cristo». E tra essi cita Pier Giorgio Frassati e Chiara (Luce) Badano.
Pier Giuseppe Accornero



