Piero Gobetti a 120 anni dalla nascita

1901 – In neanche 25 anni di vita Piero Gobetti riuscì ad intraprendere un elevatissimo numero di attività: fu un politico militante, fondò tre riviste e una casa editrice, scrisse alcuni importanti saggi (come Risorgimento senza eroi) e collaborò con prestigiose testate giornalistiche, tra le quali L’unità di Salvemini, Il resto del Carlino e L’ordine nuovo di Gramsci

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Piero Gobetti

Su queste colonne abbiamo ricordato, nel corso del 2021, molte ricorrenze tonde di avvenimenti importanti che si sono via via succeduti, alcuni molto celebrati ed altri passati quasi inosservati. Abbiamo rammentato i 315 anni trascorsi dalla vittoria austro-piemontese sugli occupanti francesi, ottenuta a Torino il 7 settembre 1706 (e il sacrifico di Pietro Micca di pochi giorni prima), e siamo arrivati ad eventi più recenti, come i cinquant’anni dalla pubblicazione della lettera pastorale Camminare insieme, che il cardinal Pellegrino volle datare 8 dicembre 1971 (l’8 dicembre 1965 si concluse il Concilio Vaticano II). Non abbiamo, poi, dimenticato i due secoli dai Moti piemontesi del 1821 (anno della morte di Napoleone) e dalla pubblicazione, in francese, de La rivoluzione piemontese nel 1821, di Santorre di Santa Rosa, che di quell’insurrezione fu il principale protagonista, e così via,…

Tra gli accadimenti che non paiono essere stati molto richiamati al ricordo, c’è anche la nascita di Piero Gobetti, avvenuta a Torino nel 1901. Molte sono le testimonianze torinesi che parlano di lui, come il Centro Studi a lui dedicato, una via centrale, un teatro ed anche un liceo scientifico, ma forse la sua figura non è nota come meriterebbe. In neanche venticinque anni di vita riuscì ad intraprendere un elevatissimo numero di attività. Fu un politico militante, fondò tre riviste e una casa editrice, scrisse alcuni importanti saggi (come Risorgimento senza eroi) e collaborò con prestigiose testate giornalistiche, tra le quali ricordiamo L’unità di Salvemini, Il resto del Carlino e L’ordine nuovo di Gramsci. Con la sua casa editrice, in soli tre anni di operatività, pubblicò un centinaio di libri, che spaziano dalla poesia (sua è la prima edizione di Ossi di seppia di Montale) alla politica. Vi troviamo sia testi classici, come La libertà di Mill, da lui tradotta ed editata con la prefazione di Luigi Einaudi, sia opere nuove o recenti di Nitti, Salvatorelli, Salvemini, Sturzo (nato giusti 150 anni or sono), ecc. Pur convinto liberale (il suo testo più importante, che è la sintesi del suo pensiero politico, si intitola La rivoluzione liberale), non rifiutò il dialogo con comunisti, socialisti e con i giovani popolari, tra i quali Igino Giordani, del quale pubblicò il saggio Rivolta cattolica, quasi un’assonanza nel titolo.

Giovanissimo, sposò Ada Prospero, che sarà una protagonista della Resistenza e della politica torinese del dopoguerra, con la quale tradusse dal russo novelle di Andreev e di Kuprin. Piero Gobetti riuscì appena a vedere la nascita del loro unico figlio, Paolo, a fine dicembre 1925, infatti morì in esilio a Parigi, nel febbraio 1926, a causa dei postumi delle violenze subite per opera di squadristi fascisti, che non tolleravano la sua fiera opposizione al regime.

Tra i suoi scritti, abbiamo anche una delle prime recensioni del libro Delle speranze degli Italiani  di Santa Rosa, pubblicato postumo per la prima volta solo nel 1920, a ben cento anni dalla sua scrittura. E’ un articolo comparso su Il resto del Carlino nel marzo 1921, proprio a cento anni dai giorni della rivoluzione piemontese. In seguito al fallimento di quei moti, i patrioti coinvolti furono costretti all’esilio e anche Santorre morì all’estero, ma senza aver mai visto la sua ultima figlia, che si chiamava Paolina.

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