Pompei Student Lab, arrivano le fondazioni

Torino – Importante passo in avanti nella creazione del Pompei Student Lab, il progetto innovativo che mette insieme digitale, pastorale parrocchiale ed intergenerazionalità della Parrocchia Madonna di Pompei. La fondazione Crt ha appoggiato il progetto insieme alla Fondazione Carlo Acutis

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Importante passo in avanti nella creazione del Pompei Student Lab, il progetto innovativo che mette insieme digitale, pastorale parrocchiale ed intergenerazionalità della Parrocchia Madonna di Pompei di Torino. La fondazione CRT ha appoggiato il progetto insieme alla Fondazione Carlo Acutis. Quest’ultima deve il nome e lo spirito che la anima al beato Carlo Acutis alla cui spiritualità ed azione pastorale si ispirerà il Pompei Lab. Partner tecnici la Cogefa Spa ed il Comitato Matrice che hanno sposato le finalità educative del progetto.

Il Pompei Student Lab con la nuova aula studio Carlo Acutis saranno un luogo di sperimentazione pastorale a partire dall’accoglienza degli studenti universitari della città e le persone del quartiere, soprattutto anziani. Terminati i lavori in autunno si darà il via ad alcune azioni concrete su tre fronti: nuove forme di annuncio del vangelo nella trasformazione digitale, azioni di welfare rivolte a giovani ed anziani con l’uso delle tecnologie emergenti, iniziative di carattere culturale per la diffusione di saperi e consapevolezza sulle conseguenze della trasformazione digitale nella vita concreta delle persone.

Le parole di Adriana Acutis, zia del beato: “La Fondazione Carlo Acutis agisce utilizzando tecniche di gestione caratteristiche dell’impresa: sviluppo di talenti e capacità progettuale, con l’obiettivo di favorire e produrre una trasformazione positiva del mondo. Il progetto Pompei Student Lab, nello spirito del Beato Carlo Acutis, usa le leve della digitalizzazione a servizio della comunità, ponendo la Persona al centro, senza escludere nessuno.

La Fondazione ha individuato nel progetto da un lato una possibile risposta a problemi di esclusione e disorientamento che derivano dall’incompleto adattamento alla rapida evoluzione digitale, dall’altro un cammino armonico che permetta di cogliere opportunità dalla stessa. A tal fine la Fondazione è interessata ad accompagnare tale progettualità dalla nascita e verso la sua naturale evoluzione anche in altre realtà territoriali sia in Italia sia all’estero”. Posata la prima pietra dunque.

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