“Portare la cultura in Periferia”

Quartiere Venchi-Aeronautica – La sfida vincente del progetto “La Miniera culturale in periferia” avviato lo scorso novembre su iniziativa di Franco Aloia: affollati dibattiti nella chiesetta di via Col di Lana

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Si chiama «La Miniera culturale in periferia» uno slogan coraggioso nato da un «sogno» diventato realtà: «Trovare una ‘casa’ aperta a tutti i cittadini, per far cultura insieme e far circolare le idee, dibattere sui temi di attualità per rimettere al centro la periferia urbana in una città, come Torino, alla ricerca di identità, dove solitudine e incertezza per il futuro rischiano di disperdere il valore della comunità e della solidarietà, soprattutto per le nuove generazioni». Da questa convinzione Franco Aloia, ex dirigente sindacale in pensione, a 83 anni dopo essere stato protagonista delle maggiori vertenze a difesa dei lavoratori della Torino di «mamma Fiat» che non c’è più, ha deciso di chiamare a raccolta gli amici con cui ha condiviso gli ideali della costruzione del bene comune per fondare una sorta di circolo culturale nel suo quartiere, in zona Venchi-Aeronautica, nella Chiesetta in via Col di Lana 7ª angolo via Chambery 46.

In collaborazione con don Isidoro Parietti, fondatore di cooperative sociali (tra cui quella che gestisce la libreria «La Rosa Blu» a Torino in corso Matteotti 11) il 2 novembre 2023 è iniziato il programma culturale-sociale della «Miniera» e di lì non ci si è più fermati con un successo di pubblico inatteso: ingresso gratuito, 150 posti a sedere sempre sold out. «Abbiamo voluto iniziare con una serata in ricordo di mons. Luigi Bettazzi, già Vescovo di Ivrea invitando il card. Arrigo Miglio che fu suo vicario generale nella diocesi eporediese. Padre conciliare, Bettazzi, presidente di Pax Christi Italia, fu sempre in prima linea accanto ai lavoratori durante la drammatica crisi dell’Olivetti e nelle battaglie per i diritti delle persone più fragili».

Aloia spiega così la scintilla che ha innescato la «Miniera». «Dopo la morte di mia moglie, sostenuto dai miei figli ho deciso che era il tempo di restituire qualcosa della ricchezza della mia vita e delle persone che mi hanno formato: dai padri Barnabiti che mi hanno insegnato ad essere un ‘bravo cristiano ed onesto cittadino’, al mio lungo impegno nel sindacato e all’amicizia con don Carlo Carlevaris e l’esperienza dei preti operai da cui ho imparato a cercare di essere un ‘bravo cittadino’ orientato alla giustizia sociale. Grandi valori che, grazie all’esperienza sindacale di organizzare le persone per raggiungere con il lavoro la giustizia sociale, potevo mettere a frutto promuovendo occasioni di confronto, cultura e formazione alla cittadinanza per migliorare se stessi e la comunità in cui si vive».

Ecco il manifesto della «Miniera culturale-La Periferia al centro»: crescere come persone e come cittadini perché, è convinto Aloia, «da valori comuni possono nascere differenze programmatiche, nel rispetto di tutti promuovendo la ricerca dei valori che poi ciascuno declinerà secondo la propria sensibilità. E la Chiesetta che ci ospita è il luogo ideale perchè lì si incontrano i credenti e i non credenti, ma tutti interessati al tema del dibattito proposto come la crisi delle democrazie, ambiente, lotta ai fascismi, spiritualità, manipolazione dell’informazione, Europa, pace… E nello scambio di idee per crescere insieme anche in periferia, dove non si è abituati a pensare che la cultura è crescita personale e collettiva e si fa più fatica ad uscire dalle proprie case per incontrarsi, fare rete, sottrarsi alla televisione e ai social che ci impongono personaggi e idee preconfezionate».

Tra le personalità intervenute dopo il card. Miglio, hanno presentato i loro libri, intervistati da alcuni giornalisti torinesi, Luciano Violante, Ezio Mauro, Carlo Cottarelli, mons. Derio Olivero, Mario Calabresi, Gian Carlo Caselli, Luca Jahier, Nicola Gallino. E, grazie alla risonanza di questi incontri, la presidente della Circoscrizione 3, Francesca Troise, ha proposto la Chiesetta come luogo per il Salone del libro off: il 9 maggio sarà ospite la giornalista Rai Tiziana Ferrario mentre il 14 la sociologa Chiara Saraceno.

Ma la «Miniera» non si ferma qui: «stiamo pensando per l’estate, da giugno a settembre, di ‘uscire per strada’ promuovendo incontri su temi di attualità che vadano oltre l’’evento’ e la presentazione del libro di un autore conosciuto in un ambiente informale come il bar in corso Francia gestito dalla cooperativa sociale Fonderie Ozanam nel palazzo della Confcoopeative».

Chiacchierate moderate da un giornalista su temi come l’emigrazione, il lavoro, la tratta, il carcere, le donne, le comunità energetiche. «Occasioni di incontro per un caffè dove farsi delle idee e stringere rapporti amichevoli tra persone che si riuniscono e riflettono su come lavorare insieme per il bene comune anche in periferia», conclude Aloia.

Il 16 aprile la presentazione del libro “Un prete in galera” di don Marabotto

Prossimo appuntamento de «La Miniera culturale in periferia», in occasione del 25 aprile, la presentazione del libro di don Giuseppe Marabotto «Un prete in galera» (Editrice Tipografia Baima-Ronchetti), sacerdote partigiano di Mondovì. Appuntamento nella Chiesetta martedì 16 aprile alle 17.30 con Laura Meli, Anpi Torino; Gianfranco Morgando, Fondazione Donatt-Cattin; Giuseppe Marabotto, nipote dell’autore; e Carlo Daghino, allievo di don Marabotto. Informazioni e prenotazioni: 011.7730512, info@cooplarosablu.it 

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