Proposta innovativa, “badanti di condominio per gli inquilini anziani”

Circoscrizione 1 – Voto unanime sull’idea di istituire la «badante di condominio», una nuova figura di assistenza domiciliare a sostegno delle persone anziane inventata nei Paesi scandinavi e già sperimentata in alcune città italiane del centro-nord

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Parte dalla Circoscrizione 1 di Torino l’idea di istituire la «badante di condominio», una nuova figura di assistenza domiciliare a sostegno delle persone anziane inventata nei Paesi scandinavi e già sperimentata in alcune città italiane del centro-nord.

La proposta è arrivata dal consigliere di minoranza della Circoscrizione 1 Tommaso Battaglini, di Torino Bellissima, ed è stata recentemente accolta all’unanimità dal Consiglio circoscrizionale che, dopo l’approvazione di un documento, convocherà la IV Commissione (Sanità – Servizi sociali – Integrazione) con il compito di strutturare il progetto.

Tommaso Battaglini, consigliere della Circoscrizione 1 (Torino Bellissima)

L’idea intende dare una risposta alle problematiche delle persone anziane che vivono sole in città, prive di una rete familiare che possa sostenerle.

«In dieci anni Torino ha assistito ad un progressivo calo demografico che è andato di pari passo con un significativo aumento della popolazione anziana», sottolinea il documento sul progetto «Badanti condivise» di Torino Bellissima, «secondo i dati dell’anagrafe nel 2011 gli over 80 erano 57.428, mentre a fine 2022 ammontavano a 73.609».

«Siamo partiti da questi numeri», osserva Battaglini, «dietro cui ci sono i numerosi anziani soli, spesso in condizione di non autosufficienza, che nella nostra città non possono farsi carico con la propria pensione dei costi di una badante e neppure di quelli per una residenza socio-sanitaria».

Ed ecco «una soluzione efficace ed economicamente sostenibile», già sperimentata negli ultimi anni in alcune città italiane come Bologna, Milano, Pavia, Parma e Firenze.

Ma come funziona questo progetto? «Partendo dall’idea del condominio come luogo di aggregazione e socialità», spiega Battaglini, «i condomini possono fruire dell’assistenza personalizzata di uno o due badanti che si suddividono le ore di lavoro tra più anziani nello stesso stabile, dando supporto per l’igiene personale, per la pulizia della casa, per la spesa, il disbrigo di commissioni, per l’accompagnamento negli ospedali o nelle strutture sanitarie, e soprattutto per offrire compagnia contro il dramma della solitudine, uno fra i mali peggiori che attanagliano molte persone avanti con gli anni».

Per strutturare il progetto e la sua sostenibilità si guarda al modello delle città che lo stanno già adottando.

«A Pavia, per esempio», evidenzia il consigliere di Torino Bellissima, «l’iniziativa è stata realizzata con il coinvolgimento dell’associazione onlus ‘Vasi di Creta’ e grazie al supporto dell’amministrazione comunale che ha contribuito con un finanziamento di circa 35 mila euro. Sarà, in sostanza, necessario individuare delle cooperative che si occupino di assumere i badanti il cui costo verrà poi suddiviso fra i condomini in base alle ore usufruite da ciascuno considerando l’eventuale contributo erogato dalla Circoscrizione o dal Comune a supporto del progetto».

All’apposita Commissione che si riunirà a breve sono stati invitati enti che attualmente gestiscono il piano di «Badanti condominiali» a Bologna e Parma.

«Si tratta di un innovativo modello di assistenza familiare», evidenzia Battaglini, «che ha certamente un valore aggiunto importante: i badanti diventano, infatti, un presidio sociale per tutto il condominio, un punto di riferimento fondamentale per numerosi anziani che in alcuni casi sono segregati in casa tutto il giorno e che non intendono trasferirsi in strutture socio-sanitarie, un modo per dare valore di comunità ai caseggiati dove spesso neanche ci si saluta».

Un servizio che si rivolgerà prima di tutto agli anziani con basso reddito. «Anche la Circoscrizione 1», osserva Battaglini, «ha le sue periferie, penso alle zone delle case di edilizia popolare di via Arquata, di via San Massimo e di corso Palestro, ma persone sole in difficoltà si trovano anche in centro città».

Anche altre Circoscrizioni cittadine hanno espresso interesse verso il piano che si auspica possa partire, in forma sperimentale, dalla prima Circoscrizione.

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