Quaresima di Fraternità, a Torino dal 1963

Storia – A Torino nel 1963, al termine dell’episcopato del cardinale Arcivescovo Maurilio Fossati, e con il sostegno del vescovo coadiutore Felicissimo Stefano Tinivella, nacque la «Quaresima di Fraternità contro la fame nel mondo», un anno prima che un’analoga iniziativa, con il nome «Quaresima di solidarietà», venisse varata in Brasile dall’episcopato

36

A Torino, al termine dell’episcopato del cardinale arcivescovo Maurilio Fossati e con il sostegno del vescovo coadiutore Felicissimo Stefano Tinivella, nel 1963 sorge la «Quaresima di fraternità contro la fame nel mondo», un anno prima che analoga iniziativa, con il nome «Quaresima di solidarietà» venga varata in Brasile dall’episcopato.

Negli anni Cinquanta-Sessanta in Africa e Asia il colonialismo cede il passo alle nuove nazioni, non senza guerre e guerriglie, scontri e attentati, per esempio come in Algeria. Nell’enciclica «Mater et magistra» (15 maggio 1961) Giovanni XXIII denuncia le disparità tra Nazioni ricche e Nazioni povere e invita a «non restare indifferenti di fronte a chi si dibatte nell’indigenza, nella miseria e nella fame». Di Terzo Mondo – termine inventato nel marzo 1955 alla Conferenza afroasiatica di Bandung in Indonesia – si occupano la tedesca «Misereor» (1959), la francese «Secours catholique» (1961), l’americana «National Catholic Welfare Conference» (1962). A Torino nel 1961 don Giuseppe Riva, parroco di Santa Giulia, con la signora Rosina Rondelli, fonda le Missionarie diocesane di Gesù sacerdote, da cui nasce la «Comunità impegno servizio volontariato-CISV» che invia volontari in Africa, come Mario Fornero e altri 7 in Burundi dal 1973. Alcuni giovani professionisti torinesi fondano il «Comitato borse di studio per studenti afro-asiatici».

La miseria del Sud del mondo e delle giovani Chiese, usciti dal colonialismo, interpella le coscienze dei cattolici. Nel 1962 l’Azione Cattolica istituisce il «Comitato cattolico torinese contro la fame nel mondo», cui partecipano le Conferenze di San Vicenzo e gli istituti missionari di Salesiani, Cappuccini, Missionari/e della Consolata. Quaresima di Fraternità sorge per iniziativa dell’Azione Cattolica e della Società San Vincenzo de’ Paoli. Sprona mons. Tinivella: «La Quaresima va vissuta nella penitenza per la carità, nella volontaria rinunzia a qualche cosa di superfluo da tradurre in offerta per un efficace contributo alla lotta contro la fame nel mondo». Il primo anno l’iniziativa raccoglie in diocesi 82,5 milioni di lire; nel 1970 oltre mezzo miliardo di lire; gradualmente si estende in Piemonte e in Italia. L’animatore del progetto è l’ingegnere torinese Giorgio Ceragioli, che vuole constatare di persona come intervenire in India contro la spaventosa carestia: va a Calcutta e incontra Madre Teresa, «matita di Dio».

Madre Teresa arriva la prima volta a Torino nel 1966, «vestita – racconta Edo Gorzegno – con il sari bianco e blu e una mantella grigia fatta ai ferri, come quelle delle nostre nonne, come bagaglio una borsa di plastica». Nel 1967 QdF finanzia la prima fattoria Sarvodaya in India. Nel 1968, secondo i principi della «Populorum et progressio» (26 marzo 1967) di Paolo VI, prende corpo il «Movimento sviluppo e pace» che per 23 anni (1970-93) pubblica «Terzo Mondo informazioni». Tra i promotori della QdF ci sono Carlo Baffert, Valentino Castellani futuro sindaco di Torino, Ceragioli, Pier Giorgio Gilli, Giovanni Giovannini, Gorzegno che ricorda «la rete di contatti con i preti torinesi “Fidei donum”». Il primo è dal 1963 don Giulio Cigliutti missionario in Argentina «che subì una persecuzione politica e venne torturato». Dall’inizio a oggi l’inserto QdF è pubblicato come supplemento de «La Voce del Popolo» (oggi «La voce e il Tempo»). Nel 1972 Ceragioli fonda il «Centro italiano di collaborazione per lo sviluppo edilizio nelle Nazioni» (Cicsene).

Papa Francesco nel messaggio per la campagna «Fraternità e amicizia sociale», promossa in Brasile dai vescovi, sostiene: «Nel mondo ci sono ancora molte ombre e chiusura in sé stessi. Bisogna estendere l’amore a ogni essere vivente, superando le barriere della geografia e dello spazio». In Brasile la campagna è giunta al 60° anniversario, mentre a Torino è il 61° anniversario. Il tema di quest’anno è «Fraternità e amicizia sociale»; il motto invece è «Voi siete tutti fratelli e sorelle» che richiama l’enciclica «Fratelli tutti», firmata dal Pontefice ad Assisi il 3 ottobre 2020. L’auspicio del Vescovo di Roma è che la Chiesa in Brasile «ottenga buoni frutti in questo cammino quaresimale» e anche che «Campagna di Fraternità», ancora una volta, «aiuti le persone e le comunità di questa amata Nazione nel loro processo di conversione al Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo superando ogni divisione, indifferenza, odio e violenza», speranze che il Papa affida alla Vergine di Aparecida, santuario mariano nazionale del Brasile.

Pier Giuseppe Accornero

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome