Quattro seminaristi e mille giovani

Un tempo nuovo – Con un lungo applauso mille e più giovani riuniti nella chiesa del Santo Volto per la Catechesi dell’Arcivescovo Repole hanno accompagnato venerdì 15 marzo il rito di «ammissione» di quattro seminaristi che si preparano al sacerdozio. Non era mai accaduto che questo rito avvenisse fuori dai confini del Seminario Maggiore, soprattutto non era mai successo che fosse celebrato in una grande assemblea di giovani…

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Con un lungo applauso, in un clima di percepibile emozione, mille e più giovani riuniti nella chiesa del Santo Volto per la Catechesi dell’Arcivescovo Repole hanno accompagnato venerdì 15 marzo il rito di «ammissione» di quattro seminaristi che si preparano al sacerdozio. Non era mai accaduto che questo rito avvenisse fuori dai confini del Seminario Maggiore, soprattutto non era mai successo che fosse celebrato in una grande assemblea di giovani.

Venerdì sera la chiesa del Santo Volto era gremita per l’appuntamento mensile con la Catechesi ed è in questa cornice – presenti anche tanti sacerdoti provenienti dalle parrocchie – che i seminaristi hanno pronunciato pubblicamente il loro «eccomi!». È stato un gesto forte. Per i candidati al sacerdozio è stata la gioia di sentirsi accompagnati da tanti coetanei, ventenni, trentenni, la loro età. Per la folla che gremiva la chiesa, è stata la notizia che esistono giovani pronti a scommettere tutta la propria vita su Gesù.

Le Catechesi mensili dell’Arcivescovo pongono tutta l’attenzione sulla sequela del Signore. Si rivolgono ai giovani perché riflettano sul senso della propria esistenza e la prendano in mano, scoprendo la bellezza dell’incontro con Gesù in ogni condizione della vita. Una volta al mese Repole sta leggendo e commentando pagine di Vangelo sugli incontri importanti del Signore, avvenuti con uomini e donne (Pietro, la Maddalena, il paralitico…) che incrociarono lo sguardo di Gesù, ascoltarono le sue parole ed ebbero la vita trasformata, rivoluzionata.

Venerdì scorso la Catechesi era dedicata alla guarigione miracolosa del paralitico, l’incontro di Gesù con l’uomo che era prigioniero di sé stesso e non poteva muoversi. L’Arcivescovo ha chiesto ai giovani di interrogarsi con onestà su ciò che paralizza le loro vite e può impedire di spiccare il volo. L’incontro con Gesù rimuove i blocchi, supera il peccato e infine spinge a muoversi, «perché senza decidere mai niente – ha detto Repole con parole molto nette – non si vive, si rimane al margine della vita».

Quando il rettore del Seminario don Giorgio Garrone ha chiamato all’altare i quattro seminaristi, Fabio Bonino e Gianluca Delmondo, Giovanni Muscolo, Luca Romagnolli hanno risposto alzandosi in punti diversi della chiesa, dopo aver ascoltato la Catechesi mescolati agli altri giovani. Si sono presentati all’Arcivescovo spiegando le ragioni della loro scelta anche ai coetanei. Hanno compiuto il loro passo sostenuti dalla preghiera e dall’amicizia dei giovani, che l’altra sera era festosa e palpabile.

È stata una pagina di vita nuova per la Chiesa torinese. Una pagina bella per il Seminario, che nelle intenzioni dell’Arcivescovo deve integrarsi con la Pastorale giovanile. La responsabile, suor Carmela Busia, ha annunciato che dal 29 luglio al 4 agosto prossimi la Diocesi di Torino proporrà ai giovani e alle giovani dai 19 ai 26 anni il nuovo campo estivo «Chiamati per nome – Perché scegliere e come scegliere», organizzato dall’equipe diocesana di pastorale giovanile vocazionale.

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