Ragazzi nel vortice dell’azzardo

Emergenza silenziosa – Uno studente su due ha già giocato almeno una volta per denaro, migliaia i giovani a rischio di gioco patologico. Giovedì 18 aprile a Valdocco un incontro per gli educatori con il Gruppo Abele, organizzato da NOI Torino, Pastorale giovanile diocesana e Azione Cattolica Torino

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Tra le vittime che cadono nel vortice del gioco d’azzardo, che diventa patologico, crescono sempre di più i ragazzi e i giovani, in particolare tra i 14 e i 19 anni. Numeri che non compaiono nei dati «ufficiali» in quanto per i minorenni di per sé il gioco è vietato, ma costituiscono il «sommerso» del fenomeno.

Secondo i dati statistici dello Studio Espad, nell’anno scolastico 2022-2023, su un campione di 190 mila studenti piemontesi, 100 mila hanno giocato d’azzardo almeno una volta, di cui 8.000 con il rischio di incorrere in patologie e 3.000 con alto rischio; tra essi ci sono coloro che hanno avuto problemi di dipendenza e sono seguiti dal Servizio per le dipendenze patologiche (SerD).

«Si tratta di ragazzi», sottolinea Pasquale Somma, counsellor in ambito socio-educativo e operatore del Gruppo Abele, «che con soldi ricevuti dai genitori, con carte prepagate o con i propri risparmi, iniziano a giocare sia nelle slot machine che on line. I più fragili vanno incontro a vere e proprie patologie da cui diventa difficile uscire: in Piemonte, secondo i dati raccolti dal Gruppo Abele, circa 5 studenti su 20, in particolare di sesso maschile, giocano in maniera problematica. C’è poi una fetta di ragazzi che si approccia al gioco saltuariamente, circa il 50%, e poi un 30% di giocatori ‘accaniti’ nel calcio scommesse, nelle sale bingo, nei giochi on line, in particolare ‘Crazy time’, il più diffuso tra gli adolescenti».

Un mondo «silenzioso» appunto, perché non appare nei dati ufficiali, che continua a crescere. «Molte sale bingo del territorio torinese», evidenzia Somma, «non controllano i documenti e incentivano il gioco tra i ragazzi offrendo nei giorni settimanali la pizza: veramente una ‘follia’ che mette a rischio minori e neo maggiorenni e per cui è necessario mettere in campo azioni di prevenzione in modo capillare, a partire dalle scuole».

Guardando, invece, i dati ufficiali dell’Amministrazione Dogane e Monopoli (Adm), pubblicati ogni anno nel Libro Blu, è evidente un aumento del gioco d’azzardo in Piemonte dopo l’entrata in vigore della legge regionale del 2021, voluta dalla Giunta Cirio, che smantellò l’impianto normativo della legge 9/2016: una norma che si era rivelata all’avanguardia in Italia nel porre un argine all’insorgere delle dipendenze.

«Il Piemonte è stata tra le prime regioni d’Italia», osserva Somma, «che per frenare il gioco patologico ha puntato, con la legge del 2016, alla riduzione del tempo e dello spazio da dedicare all’azzardo. Due fattori che hanno portato a buoni risultati dimostrando, dati alla mano, che la riduzione dell’offerta andava a ridurre la domanda».

La tabella pubblicata in questa pagina mostra i benefici che portò la legge del 2016 nel frenare il gioco patologico. «Nel 2021 (l’ultimo anno in cui era in vigore la legge del 2016)», sottolinea Paolo Jarre, già direttore del Dipartimento di patologia delle dipendenze dell’Asl To3, esperto sulle tematiche legate all’azzardo patologico, «il giocato pro capite su apparecchi elettronici in Piemonte era inferiore alla media nazionale (-13,3%); nel 2022, invece, il dato piemontese è risalito a 566 euro, tornando dopo sei anni ad eguagliare quello nazionale (573 euro), chiudendo la stagione virtuosa di una legislazione che ha fatto risparmiare ai piemontesi quasi 2 miliardi di euro in pochi anni, oltre ai benefici sulla salute».

Secondi gli ultimi dati dell’Amministrazione Dogane e Monopoli, pubblicati nel Libro Blu lo scorso gennaio, l’offerta di gioco in Piemonte con apparecchi fisici (slot machine e video lottery) ha registrato una crescita significativa in controtendenza rispetto a quella del resto del territorio nazionale. Nel 2022 i locali con slot machine sono raddoppiati rispetto al 2020, l’ultimo anno completo di vigenza della legge 2016, passando da 1.284 a 2.525 (+96,7%) mentre nel resto del Paese nello stesso arco temporale si è registrata una riduzione di 4.274 locali (-8,1%). Le singole slot sono cresciute di 2.462 unità (+20,8%) mentre nel resto d’Italia sono diminuite di 7.397 (- 3%). Anche l’offerta di gioco con Video lottery è cresciuta in modo significativo in Piemonte con 383 macchinette in più (+8,2%) contro valori a livello nazionale di -1650 Vlt (-3,2%).

«Un disastro, insomma», commenta Jarre, «ampiamente prevedibile, «anche in considerazione del fatto che il gioco con apparecchi elettronici rappresenta ancora i due terzi del bacino del gioco patologico».

Negli anni che vanno dal 2016 al 2019 il Piemonte era stata l’unica Regione italiana in cui erano costantemente diminuite le persone che si rivolgevano ai servizi per Disturbo da gioco d’Azzardo: -20,6% rispetto ad un aumento nelle altre regioni (+10,5% in Lombardia, +29,1% in Liguria, +24,7% in Emilia Romagna). Nel 2021 le persone prese in carico dai servizi per le dipendenze erano state 765, il valore più basso dal 2016. «Il dato», prosegue Jarre, «ha cominciato a risalire dal 2022 in Piemonte con 902 unità per arrivare, secondo i dati preliminari dell’Osservatorio regionale delle Dipendenze, non ancora definitivi e ufficiali, a 1.073 unità nel 2023».

Sempre secondo i dati preliminari dell’Osservatorio Regionale delle Dipendenze nel 2023 quasi un quarto dei soggetti trattati ha meno di 35 anni. Non mancano però gli anziani: quasi il 15% dei soggetti in carico ha oltre 65 anni.

A fronte dell’allarme generato dal fenomeno l’associazione Oratori NOI Torino con la Pastorale giovanile della diocesi e l’Azione Cattolica di Torino ha organizzato un incontro di informazione e prevenzione sui rischi dell’azzardo a cura del Gruppo Abele rivolto agli educatori di adolescenti e giovani. «Lascio o raddoppio?» È il titolo dell’incontro che si terrà giovedì 18 aprile alle 19 a Valdocco (via Maria Ausiliatrice 32 – Sala Sangalli). Gli esperti del Gruppo Abele Pasquale Somma, counsellor professionista, e Francesca Corona, educatrice professionale, affronteranno i seguenti temi: «che cos’è il gioco d’azzardo», «la cura e il trattamento», «le azioni di prevenzione». Seguirà la testimonianza di un ex giocatore. Dopo l’incontro si terrà un apericena per cui è necessario prenotarsi alla seguente mail: segreteria@noitorino.it.

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«Non mi fermo sui dati statistici che indicano un aumento preoccupante di tutte quelle che sono le manifestazioni di un disagio giovanile sempre più allarmante», sottolinea suor Carmela Busia, coordinatrice della Pastorale giovanile diocesana, «mi soffermo, invece, sull’appello che i giovani indirettamente rivolgono a tutte le comunità educanti. Credo che nel fenomeno della dipendenza da gioco d’azzardo ci sia un chiaro grido dei giovani rispetto ad una solitudine nella quale sono rimasti impigliati e dalla quale desiderano uscire. Una solitudine che arriva dall’aria che respirano in cui la parola d’ordine è quella dell’individualismo che si esprime nel messaggio: ‘trova tutte le strade per cavartela da solo e realizzare te stesso’. L’incontro di formazione del 18 aprile vuole dunque essere un’occasione per risvegliare le nostre coscienze come comunità educante chiamata a sentire la responsabilità delle nuove generazioni e ad esercitare la missione che il Padre ci affida, quella di ascoltare il loro grido».

Per don Stefano Votta, presidente di NOI Torino, «è fondamentale prendere coscienza come comunità e società delle nuove dipendenze a cui vanno incontro i nostri adolescenti e giovani e mettere in atto azioni di prevenzione. C’è l’azzardo che cresce in modo preoccupante, ma per esempio c’è anche la ‘vendita’ di foto e video intimi, sia da parte di ragazzi che ragazze, attraverso diverse piattaforme on line, sempre più diffuse tra gli adolescenti, come Only fans. Fenomeno che ha portato anche a suicidi».

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