Regione e Vescovi insieme per le nostre chiese

Accordo triennale – La Regione Piemonte e la Conferenza episcopale piemontese stanziano oltre 1 milione di euro per lo sviluppo e la valorizzazione del sistema archivistico, museale e bibliotecario ecclesiastico. Si implementerà il progetto di apertura automatizzata delle chiese campestri con un’App

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La Regione Piemonte e la Conferenza episcopale piemontese stanziano oltre 1 milione di euro per lo sviluppo e la valorizzazione del sistema archivistico, museale e bibliotecario ecclesiastico regionale.

È il frutto di un accordo triennale sottoscritto dai due enti attraverso un documento che impegna a mettere a punto azioni coordinate per salvaguardare, valorizzare e aumentare la fruizione di questi beni da parte di cittadini, studiosi e visitatori. Con il patto la collaborazione ventennale in questo ambito tra Regione e Chiesa locale viene dunque messa a sistema.

«In un tempo in cui si rincorrono solo le urgenze», evidenzia mons. Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo, delegato della Conferenza episcopale piemontese per i Beni culturali, «e si fatica a guardare al medio e lungo termine impegnarsi con un piano triennale sulla tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale di un territorio è uno sforzo significativo verso il futuro».

Anche l’arte, soprattutto quella poco conosciuta, per mons. Olivero «può diventare occasione per promuovere inclusione attraverso le varie forme di narrazione».

Per il piano la Regione investirà in totale 720 mila euro, mentre la Cep 360 mila.

Tra le prime linee di intervento c’è l’implementazione del progetto di apertura automatizzata delle chiese campestri, spesso sempre chiuse, con un’App, realizzato da alcuni anni con la Fondazione Crt nell’ambito del progetto «Città e cattedrali».

Al momento già due cappelle, San Sebastiano di Giaveno e San Bernardo d’Aosta a Piozzo, si aprono e si possono visitare con la App, ma entro la primavera del 2019 saranno 14 le chiese sparse per tutto il Piemonte visitabili seguendo percorsi legati al gotico e al romanico.

La cappella San Sebastiano a Giaveno

Come funziona l’accesso? Dopo aver scaricato sul proprio smartphone l’applicazione «Chiese a porte aperte», sia per ios sia per android, occorre registrarsi e prenotare la visita gratuita. Quando si arriva davanti alla porta chiusa, nell’orario scelto, si inquadra il qr code e la porta si apre automaticamente. All’interno un meccanismo multimediale fa partire la «guida» registrata che descrive storia, arte, vicende e personaggi di quel luogo. Un sistema di micro proiettori con fasci direttivi accompagnerà l’audio per facilitare la lettura e la comprensione degli affreschi. Quando la visita è finita, si esce e le porte si richiudono. Ma prima che le luci si spengano le telecamere controllano che insieme al visitatore non sia entrato anche qualche ladro facendo eventualmente scattare l’allarme.

L’accordo prevede poi, per i beni librari, di terminare il censimento e la messa in sicurezza dei fondi di interesse storico-culturale delle parrocchie; in ambito archivistico l’impegno sarà di proseguire con la descrizione e il riordino dei fondi documentari, di valorizzare le raccolte storiche delle visite pastorali, di portare avanti la digitalizzazione dei giornali diocesani  (presenti sul portale www.giornalidelpiemonte.it) e di far dialogare il portale culturale della Conferenza Episcopale Italiana (BeWeb) con il sistema regionale «Mèmora».

Infine per i musei i due enti lavoreranno  insieme per l’applicazione degli standard museali in previsione dell’attivazione del Sistema museale azionale (prevista dal decreto ministeriale 113/2018). Sono inoltre previsti interventi di recupero, restauro e allestimento del patrimonio culturale appartenente ad enti ed istituzioni ecclesiastiche che verranno definiti nell’ambito della Commissione paritetica regionale.

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