“Settant’anni anni sono un tempo lungo, molti qui non riescono nemmeno a immaginarlo. Ma fa aprire il cuore pensare a quante persone hanno dedicato energie, parole, preghiere e tempo perché altri potessero conoscere quanto bella e grande sia la bontà del Signore”. Così il cardinale Roberto Repole ha detto all’inizio della celebrazione eucaristica che ha presieduto questa mattina, sabato 18 luglio, alla Croce dei Ragazzi in Cielo, in alta Valle Stretta.
Una celebrazione che ha riunito oltre 500 persone di ogni età. Da tradizione si tiene ogni terzo sabato di luglio dal 1981 per ricordare i Ragazzi in Cielo. È un appuntamento delle parrocchie di Nichelino e degli Amici della Maison des Chamois, che gestiscono e utilizzano la casa alpina per le attività estive.
Alla celebrazione erano presenti anche il Vescovo di Alba, monsignor Marco Brunetti, che da ragazzo frequentò i campi in Valle Stretta, i sacerdoti e i diaconi delle parrocchie nichelinesi, il sindaco di Nichelino Giampiero Tolardo, le autorità francesi e rappresentanti del Comune di Bardonecchia.
Una celebrazione che quest’anno è stata particolarmente solenne e sentita perché ricorrono i 70 anni dall’avvio dei campi alla Maison des Chamois e i 70 anni di sacerdozio del compianto don Paolo Gariglio, scomparso quest’anno e iniziatore dei campi alla Maison.
Prima della celebrazione è stata data lettura dei nomi di quanti negli anni – a partire dal 1981 quando fu la scomparsa di un giovane animatore a pochi passi dalla Maison a suscitare nei familiari e in don Gariglio il desiderio di un ricordo perenne attraverso la croce – sono morti e avevano un legame con la Maison e con le comunità parrocchiali: giovani, animatori, sacerdoti, diaconi e volontari.
“Nomi che sono volti e che sono un segno”, ha sottolineato l’Arcivescovo, “che l’amore di Dio supera ogni limite, anche quello della morte”.
L’amore è stato il centro dell’omelia. L’amore di Dio supera ogni limite e ogni peccato e spinge a donarsi, come hanno fatto quanti hanno servito alla Maison e come continuano a fare coloro che ancora oggi portano avanti questa esperienza. “Auguro possano continuare per altri 70 anni, testimoniando così la bellezza e la grandezza dell’amore di Dio”, ha concluso Repole ringraziando tutti i presenti.
Al termine della Messa, l’Arcivescovo ha ricordato i parroci passati dalla Maison, in particolare don Riccardo Robella che sta affrontando un lungo percorso di guarigione a seguito di un grave incidente. Al suo nome un affettuoso applauso ha racchiuso il senso di gratitudine che è stato il filo rosso della giornata.
Dopo il pranzo il Vescovo si è intrattenuto ancora con i ragazzi delle parrocchie di Nichelino che hanno concluso la loro esperienza di campo alla Maison che da domenica continuerà ad ospitare un altro gruppo di ragazzi.



