Roseline e Nassera al Meeting di Rimini: perdono e dialogo interreligioso

Incontro – Roseline Hamel, la sorella del prete francese sgozzato dieci anni fa in chiesa a fine Messa, e Nassera Kermiche, la madre di uno degli assassini estremisti islamici lo scorso 21 agosto sono state ospiti del Meeting dell’amicizia di CL a Rimini

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Roseline Hamel, sorella di padre Jacques Hamel (a destra) e Nassera Kermiche, madre di uno degli attentatori, durante l'incontro "Il dolore, l'amicizia, la speranza" nell''ambito del Meeting a Rimini

Roseline Hamel, la sorella del prete francese sgozzato dieci anni fa in chiesa a fine Messa, e Nassera Kermiche, la madre di uno degli assassini estremisti islamici lo scorso 21 agosto sono state ospiti del Meeting dell’amicizia di CL a Rimini.

Dieci anni fa l’assassinio di padre Jacques Hamel a Rouen

Dieci anni fa l’orrendo assassinio presso Rouen – Il 26 luglio 2016, due giovani fanatici islamici sgozzarono il prete francese Jacques Hamel. In Italia il libro «Sorelle di dolore», di Samuel Lieven, racconta l’amicizia tra la sorella del prete e Nassera Kermiche, madre di Adel, uno dei due assassini: hanno deciso di affrontare insieme la sofferenza. Quel prete nella sua chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, in diocesi di Rouen, è un operatore di pace che vive in sobrietà e profondità la fede e compie il suo servizio nell’ombra e nel raccoglimento in un edificio severo e trascendente. Ha appena finito la Messa, di fronte a pochi fedeli, e viene ferocemente accoltellato. «Vattene, Satana!» grida prima di morire, cercando di liberare i due giovani dal male: avevano giurato fedeltà al cosiddetto Stato islamico che predica odio e violenza. La notizia del martirio traumatizza la Francia e il mondo.

L’eredità spirituale e il ricordo di Padre Hamel nel decennale

Continua l’esempio di fede di padre Hamel – Molte le iniziative per onorarne la memoria e per pregare per lui nel decennale, tra cui una conferenza sul dialogo tra cristiani e musulmani e una Messa presieduta dal cardinale Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia e presidente della Conferenza episcopale francese.

Il libro “Sorelle di dolore” e la forza del perdono

Il libro «Sorelle di dolore», pubblicato da Ares e Libreria Editrice Vaticana, e scritto dal giornalista Lieven e da due donne, una cattolica e una musulmana, che hanno avuto il desiderio e il coraggio dell’incontro. «Nella sua quotidianità discreta – scrive Lieven – Jacques era l’uomo dei legami. Legame con i suoi parrocchiani, ai quali lasciava il cancello aperto fino a tarda sera nonostante l’età avanzata. Legame tra Dio e gli uomini con la preghiera. Tra le Scritture e l’attualità, piccola o grande, che gli arrivava dai giornali e dalle conversazioni con chi lo circondava».

Intervistato dai media vaticani, Lieven, già collaboratore di «Radio Vaticana» e oggi giornalista di «La Croix», racconta dell’amicizia nata con Roseline Hamel e la bellezza di un rapporto di fiducia che ha dato vita al libro: «A poco a poco con Roseline abbiamo avuto l’idea di un dialogo – spiega – perché ero convinto che questa esperienza andava condivisa: è più della storia di due persone colpite da questa strage, è l’esperienza universale dell’incontro e della possibilità di incontrarsi, nonostante il dolore». Nella prefazione il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, afferma: «È il racconto di ciò che accade quando il dolore non viene rimosso né negato, ma attraversato. Quando non si chiude in sé stesso, apre una via alla speranza. La vicenda è portatrice di un messaggio potentissimo perché Roseline e Nassera non parlano di fede per convincere ma per testimoniare che l’amore, se passa attraverso il dolore, può diventare più grande. Diventano così sorelle di dolore». Conclude Pizzaballa: «Il male prospera dove le identità diventano muri e le sofferenze sono usate come armi».

Le voci di Roseline e Nassera contro il male del radicalismo

Nel volume si alternano le voci dei tre autori – Ripercorre non solo la mattina dell’attentato che ha visto l’uccisione del sacerdote e il ferimento di uno dei parrocchiani, ma permette di entrare nella storia di vita e di dolore delle persone stravolte dalla ferocia di quel male prodotto dalla radicalizzazione di Adel Kermiche. Roseline trova la forza di continuare contemplando la statua della Pietà in una chiesa: «Questa donna è sopravvissuta al dolore perché ha custodito le parole di giustizia e di amore di suo Figlio. E se la Madonna mi aiutasse a seguire le orme di mio fratello? Se fossi la mamma di uno dei ragazzi che ha ucciso, quanto soffrirei?» Per Nassera era importantissimo chiedere perdono: «Volevo assolutamente che ci perdonasse entrambi, me e Adel. Era il mio chiodo fisso». E la sorella del prete: «Perché insieme non proviamo ad affrontare il nostro dolore di sorella e di madre».

Confronto teologico: le differenze tra il Dio cristiano e il Dio musulmano

Il Dio cristiano e il Dio musulmano non sono lo stesso Dio – Qualche testata giornalistica, tra cui «La Stampa», spinta dalla bellezza e dalla singolarità di questa storia, si è abbandonata all’entusiasmo e ha titolato: «Stesso Dio. Vinciamo l’odio». Sul vincere l’odio non si può non essere d’accordo, soprattutto notando quanto odio e quanta vendetta sono seminati a piene mani nel mondo. Ma sullo «stesso Dio» non si può essere d’accordo perché il Dio cristiano e il Dio musulmano non sono lo stesso Dio. Il Dio cristiano è Padre misericordioso che ha mandato in terra il suo unico Figlio Gesù Cristo per salvare l’umanità. «Allah akbar, Allah è grande» è il grido che un musulmano fedele lancia mentre uccide un cristiano. Mentre Gesù predica compassione, amore, perdono, il Corano, libro sacro dei musulmani – secondo gli specialisti – ordina in oltre 60 passaggi di uccidere ogni non musulmano, dichiarato «infedele», a meno che non abbandoni le proprie credenze religiose.

Libertà religiosa, legge Mancino e contrasto all’estremismo

Questo non significa che tutti i musulmani siano potenziali assassini, ma solo coloro che mettono in pratica l’ingiunzione e hanno giurato fedeltà a gruppi come ISIS, Boko Haram, Al-Shabaab, Hamas. I cristiani credono e adorano un Dio trinitario, Dio uno e trino, Padre, Figlio e Spirito Santo. Il Corano considera avversarie tutte le religioni che mettono in pericolo l’idea di Allah, un dio unitario e monade. Pertanto, secondo il Corano, gli ebrei e i cristiani rappresentano una seria minaccia per l’Islam. La nozione di «Unirsi alla lotta per Allah» è rimasta e costituisce una parte importante dell’Islam che considera blasfemo ed eretico il concetto cristiano di Trinità. In Italia l’incitamento all’odio è regolato dalla legge Mancino, art. 604 bis del Codice penale, che punisce chiunque propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, o istiga a commettere assassinii motivati da discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi​. La libertà di religione e di espressione va tutelata come diritto inalienabile.

Pier Giuseppe Accornero

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