Salvare il Pnrr dalla criminalità

Intervista – La vicesindaca di Torino Michela Favaro illustra le strategie dell’amministrazione comunale a favore della legalità e per affrontare il nodo della mancanza di personale

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È arrivata alla conclusione la serie di interviste de La Voce e il Tempo a tutti gli assessori che compongono la squadra del sindaco Stefano Lo Russo. Abbiamo incontrato la vicesindaca Michela Favaro, con deleghe al personale, alla legalità, contratti ed appalti, al patrimonio, alle politiche per le famiglie e alla cooperazione internazionale.

La vicesindaca di Torino Michela Favaro

Vicesindaca, sull’emergenza Ucraina Torino si è mobilitata mostrando la sua anima solidale volta all’accoglienza. Come la città sta coordinando gli aiuti?

Sicuramente c’è stata una risposta veramente straordinaria. Il Sermig, la Caritas Diocesana, la Pastorale Migranti e numerose associazioni si sono subito mobilitati sia per portare aiuti in Ucraina sia per l’accoglienza dei profughi a Torino. La reazione è stata pronta e potente e tra l’altro finora non ho avuto segnalazioni di particolari difficoltà nell’accoglienza e nella gestione.

La città ha attivato una raccolta fondi attraverso un Iban dedicato, abbiamo una sezione del sito www.comune.torino.it costantemente aggiornata che fornisce le informazioni principali. Circa una volta a settimana ci incontriamo con le diverse associazioni per fare il punto sulle criticità e i problemi da affrontare. Come Comune cerchiamo di dare supporto. Infine partecipiamo, come Città, all’apposito Tavolo della Regione Piemonte.

Le sinergie positive emerse possono diventare modello anche per far fronte a situazioni analoghe come l’accoglienza dei migranti in generale, oppure alle fragilità?

Sicuramente Torino è all’avanguardia sotto il profilo dei servizi sociali. Abbiamo certamente un Terzo Settore molto forte che permette alla Città di arrivare dove da sola non arriverebbe. Da questo punto di vista con l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli abbiamo portato in Giunta una delibera per attivare, nell’ambito dei fondi del Pnrr, interventi di co-progettazione tra la Città e il Terzo Settore su edifici del Comune o addirittura su edifici dei privati. Penso che sia un’idea molto innovativa.

Veniamo ora al nodo del personale. Una risorsa essenziale affinché la macchina comunale possa funzionare. Le Circoscrizioni ne sono sguarnite e non riescono a far fronte ai servizi essenziali; sull’Anagrafe seguiamo gli interventi dell’assessore Tresso per cambiare rotta rispetto al «disastro» (7 mesi per l’emissione della carta d’identità). Può riassumerci gli interventi in merito?

Ovviamente possiamo avere le idee migliori del mondo ma senza il personale adeguato non riusciamo a realizzare nessun progetto. Abbiamo in primo luogo effettuato una ricognizione dei fabbisogni da parte del dei diversi assessorati, dipartimenti e divisioni e poi abbiamo riattivato alcuni concorsi che erano stati interrotti. Ad esempio è stato indetto un concorso per 100 impiegati di categoria C (amministrativi), che sono poi diventati 200 visti i tassi di pensionamento, di cui la scorsa settimana si sono tenute le prime qualificazioni. Entro l’anno assumeremo anche geometri e dirigenti e abbiamo in programma di indire concorsi per altre figure professionali perché c’è un tasso di quiescenza molto alto; anzi siamo sempre sotto-dimensionati rispetto ad un ideale pianta organica e questo provoca il rischio di interrompere dei servizi. Ci stiamo quindi muovendo con decisione per invertire la rotta rispetto al passato. Nel corso del 2022 contiamo di assumere circa 1.000 unità di personale. Se prendiamo in considerazione il triennio 2022-2024 circa duemila.

Per quanto riguarda l’anagrafe in parte abbiamo cercato di risolvere i problemi strutturali con le aperture straordinarie di sabato. Mi risulta che il delta delle carte d’identità che dovevano essere emesse si sta restringendo ma siamo comunque sempre in una situazione molto delicata a causa delle restrizioni della finanza pubblica degli ultimi anni che hanno bloccato le assunzioni. Sicuramente abbiamo cercato di fare le scelte meno traumatiche possibili e soprattutto di preservare il piano delle assunzioni perché è fondamentale. Aumentare il personale è necessario e fondamentale anche per l’attuazione dei progetti legati al Pnrr.

La Città di Torino ha deciso di aderire al network «Family in Italia» per ottenere la certificazione di «Comune Amico della Famiglia». Che cosa significa? Quali azioni state portando avanti in merito alle politiche per le famiglie?

Abbiamo scelto di aderire a questo network come chiave di lettura interessante per iniziare a lavorare sulle famiglie. Prima di tutto il network ci permette di effettuare una ricognizione interna sulle politiche e le azioni per le famiglie ad oggi attive per stilare un quadro complessivo che manca ancora. In particolare dobbiamo ragionare su quali sono i bisogni delle famiglie per poterli mappare: ci piacerebbe, infatti, realizzare degli «Stati generali delle famiglie» con l’obiettivo di dialogare con le associazioni e le organizzazioni che si occupano dei servizi familiari e capire che cosa la città può fare. Non si tratta solo di attenzioni verso le famiglie fragili, al centro delle azioni delle politiche sociali, ma di tutte le famiglie che devono avere a disposizione servizi per vivere bene in città con occasioni di crescita e sviluppo, anche per andare a prevenire situazioni di difficoltà e fragilità.

L’adesione al network ha messo in moto una serie di iniziative. Siamo certamente soddisfatti di essere la prima grande città italiana che ha aderito a questa rete.

Tra le sue deleghe c’è anche quella alla legalità, importante anche alla luce della gestione dei fondi del Pnrr o della linea 2 della metropolitana… C’è però anche il tema della sicurezza sul lavoro, in particolare nei cantieri, che stanno crescendo come funghi in tutta la città grazie al «bonus facciate». Dopo la tragedia di via Genova, in sinergia con altri assessorati, quali misure avete preso in merito?

Ovviamente abbiamo rafforzato i controlli. La Città ha recentemente sottoscritto un protocollo d’intesa con Prefettura, Regione Piemonte, Città Metropolitana, Anci Piemonte, Asl Città di Torino, Camera di Commercio, ordini professionali, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e altre realtà del comparto edilizia per intensificare in modo più automatico i controlli, in particolare sui cantieri. È chiaro che, oltre alla sicurezza sul lavoro, il focus in merito alla legalità è sui fondi del Pnrr: per evitare che ci siano delle infiltrazioni criminali negli appalti è importante controllare tutta la fase di esecuzione, dunque anche i subappalti sui quali è più facile che ci siano delle imprese che abbiano legami con la criminalità organizzata. Da poche settimane è entrato in servizio un secondo dirigente agli appalti che abbiamo assunto proprio per rafforzare la struttura. Costituiremo un gruppo di lavoro che avrà un ruolo di presidio e di rafforzamento dei controlli sulla legalità con particolare riferimento al Pnrr.

Sulla linea 2 della metropolitana, come il sindaco ha detto più volte, guardiamo al modello Ponte Morandi di Genova con la differenza che per l’infrastruttura torinese il sindaco non può avere i poteri commissariali.

Sappiamo che la Città è impegnata ad organizzare l’accoglienza dei giovani che da tutta Europa arriveranno per la seconda tappa, in presenza, dell’Incontro Europeo di Taizè a luglio…

Questi anni di pandemia hanno arrecato danni ingenti in particolare ai giovani, fra i più svantaggiati. L’Incontro di Taizè è certamente un bel segnale per ripartire. Vista la situazione internazionale pensare che da Torino parta un messaggio ecumenico di pace da parte di migliaia di giovani europei è un importante segno di speranza. Come per l’incontro che si sarebbe dovuto tenere lo scorso dicembre abbiamo dato il supporto agli organizzatori per le questioni logistiche. I nostri uffici hanno lavorato e continueranno a lavorare alacremente in sinergia con la diocesi.

Tra le sue deleghe c’è anche la cooperazione internazionale. Quali sono i progetti che state portando avanti?

A Torino è presente una realtà molto vivace di Ong e associazioni no profit che si occupano di cooperazione internazionale. La Città al momento partecipa ai progetti Mentor 2, Pra.To con la città capoverdiana Praya, e per il supporto al Myanmar. Inoltre facciamo parte del Patto di Milano sulla food policy. Sta prendendo il via anche un progetto importante con la Regione Piemonte in Senegal, a Louga.

Stefano DI LULLO 

 

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