Santa Rita, nuova luce nel santuario torinese

Sistema a led – Il Santuario di Santa Rita da Cascia a Torino si veste di nuova luce. È stato, infatti, presentato mercoledì 7 giugno il nuovo impianto di illuminazione interna della chiesa realizzato. L’intervento è stato seguito dal parroco mons. Mauro Rivella, dagli architetti Lucia Vittoria Paolino e Paolo Giannetto e dalla società Luceper

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foto Bursuc

Il Santuario di Santa Rita da Cascia a Torino si veste di nuova luce. È stato, infatti, presentato mercoledì 7 giugno il nuovo impianto di illuminazione interna della chiesa realizzato grazie alle offerte per il miglioramento del Santuario che i fedeli donano in occasione della festa di Santa Rita. L’intervento è stato seguito dal parroco mons. Mauro Rivella, dagli architetti Lucia Vittoria Paolino e Paolo Giannetto e dalla società Luceper, in sinergia con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio.

«Con il nuovo impianto di illuminazione», ha spiegato l’architetto Paolino, «sono stati raggiunti due obiettivi: il primo è stato quello di illuminare meglio la chiesa riducendo anche i consumi grazie all’installazione di corpi illuminanti di ultima generazione con luci a led.  Il secondo è stato quello di mettere in risalto l’apparato iconografico del Santuario, fino ad oggi rimasto nascosto.

Mons. Mauro Rivella (foto Bursuc)

«La nuova illuminazione delle volte, dell’abside e della Cupola del Santuario», ha commentato il parroco-rettore mons. Rivella, «ci permette finalmente di ammirare oggi in tutto il loro splendore i cicli pittorici che fin dall’inizio decorano questa chiesa: una grande catechesi per immagini di Santi, degli angeli e dei Sacramenti che ci avvicinano al Signore». È stato, infatti, sottolineato come il progettista del santuario, l’arch. Giulio Valotti, non lasciò nulla al caso, attribuendo ad ogni immagine un significato ben preciso che trasmettesse l’insegnamento cristiano al fedele che in esso si introduce: i santi, esempi da imitare e incoraggiamento per la chiamata alla santità; i sacramenti, quali elementi fondamentali della vita del cristiano.

La cupola ottagonale, simbolo della resurrezione, decorata con un percorso ascensionale verso Dio: sostenuta da pilastri su cui sono rappresentate le virtù, al di sopra i simboli dei Vangeli e i dottori della Chiesa, poi le beatitudini, che ricordano lo stile misericordioso che deve seguire il cristiano e al vertice la colomba dello Spirito Santo, forza e guida per elevarci a Dio.  Sopra l’altare due grandi affreschi a rappresentare l’Eucarestia e la Trinità. Tornano poi visibili i 250 angeli decorati sulle volte dorate costellate da 15mila stelle che nell’idea del progettista si uniscono al sottante popolo terreno e insieme ad esso partecipano alla celebrazione dell’Eucarestia, rappresentando l’unione tra cielo e terra. Lo studio accurato del colore delle luci ha, inoltre, permesso di mettere in risalto le dorature, che impreziosiscono le volte.

«Il sistema di illuminazione generale era stato rifatto 30 anni fa», ha spiegato l’arch. Paolino, «l’impianto fu realizzato con materiali di qualità che ne permettono ancora l’utilizzo in sicurezza, ma i corpi illuminanti di quel periodo presentavano una tecnologia superata e generavano consumi di energia elettrica significativi. Sono stati comunque mantenuti i caratteristici lampadari disegnati dall’arch. Valotti e realizzati in legno nel 1949 dall’artista Vincenzo Mussner di Ortisei, ma anche le lampade degli anni Sessanta che coronano il presbiterio, le appliques in ferro battuto degli anni Novanta e le sospensioni in vetro di Murano donate dai fedeli. «Questo impianto», ha concluso mons. Rivella, «che ci permette di personalizzare la visibilità secondo le attività svolte in chiesa, ci darà inoltre la possibilità di nuovi percorsi di visita che faranno scoprire le tante particolarità di un Santuario che oggi vive di una luce nuova».

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