Santa Rita, quarant’anni di festival organistico

Torino – Si apre il 2 ottobre la rassegna nel Santuario Torinese che si è conquistata un posto di tutto rispetto nel panorama europeo (e non solo) della musica per organo, attirando nei decenni un pubblico qualificato di appassionati ed esperti

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A fondarlo fu il compianto Massimo Nosetti nell’ormai lontano 1983. A raccoglierne il testimone, alla prematura scomparsa (ormai dieci anni orsono), ecco Omar Caputi, che per questa edizione numero 40 ha predisposto un cartellone di tutto rispetto entro la consueta formula: una ricca e variegata sequenza di concerti autunnali ai quali si aggiungono gli ormai consueti appuntamenti per Natale (18 dicembre), poi per la Settimana Santa (25 marzo 2024), per la Santa Pasqua (1° aprile) e per la Festa patronale (20 maggio). Non a caso il Festival organistico internazionale che si svolge presso il torinese Santuario parrocchia di Santa Rita si è conquistato un posto di tutto rispetto entro il panorama europeo (e non solo) della musica per organo, attirando nei decenni un pubblico qualificato di appassionati ed esperti.

A inaugurare questa edizione a cifra tonda lunedì 2 ottobre alle 21, ecco il piemontese Corrado Cavalli, che oggi è titolare in Usa di una tra le più prestigiose consolle organistiche a Chicago. In programma autori di area anglosassone quali Sowerby, Howells e Searle Wright in accostamento agli ottocenteschi francesi Saint-Saëns e Dubois. Non mancano un hommage a Nosetti stesso e una effervescente conclusione nel segno di Flor Peeters («Toccata e Fuga su Ave Maris Stella»). Poi il 9 ottobre sarà Caputi a sedere alla consolle dell’imponente organo Zanin, progettato e voluto da Nosetti. Per l’occasione, Caputi ha predisposto un programma che punta su Widor, Bossi e Mendelssohn in abbinamento a pagine dello statunitense Barber, ancora di Nosetti, del belga Peeters e altri: inoltre succulente rarità per i palati più raffinati. Daniele Rinero, che di Nosetti fu allievo (e che alterna l’attività di organista a quella di psicoterapeuta), abbina il 16 ottobre i sommi Bach e Haendel a pagine ancora del suo maestro e del novecentesco Denis Bedard. Un altro organista/uomo di scienza, l’odontoiatra e chirurgo Mario Cappellin, che parimenti fu allievo di Nosetti e al quale rende onore eseguendo le amabili «Variazioni su un tema tradizionale giapponese», il 23 ottobre spazierà dal seicentesco De Grigny al novecentesco Langlais.

Un programma di vasti orizzonti, quello proposto dall’eclettico e poliedrico Roberto Bertero, che il 30 ottobre abbina Bach e Widor a Vierne, Liszt, Dupré e Langlais, includendo di Nosetti la spumeggiante «Ostern Fanfare». Ancora un allievo del maestro, e si tratta di Giulio Piovani, che il 6 novembre incornicia il variegato «Trittico» nosettiano con un capolavoro di Bach («Fantasia BWV 542») e la poco nota e pur fascinosa «Sonata britannica» dell’ottocentesco Charles Villiers Standford. Serata espressamente volta a commemorare Nosetti nel decennale il 13 novembre con l’Ensemble Vocale Arcadia e la Corale di Santa Rita (Caputi all’organo e direzione di Cappellin).

Per il concerto di Santa Cecilia, il 20 novembre, ancora un allievo di Nosetti, oggi concertista di fama internazionale e si tratta del poco più che trentenne Tommaso Mazzoletti (titolare a Losanna); renderà omaggio al canavesano Pietro Alessandro Yon che, nativo di Settimo Vittone, a inizio ‘900 divenne organista in St. Patrick a New York. In programma anche pagine del sinfonista Marco Enrico Bossi e – ancora una volta – un brano di Massimo Nosetti, presente in tutti i concerti in segno di commosso omaggio da parte dei suoi più validi allievi, oggi impegnati in ambito organistico su scala internazionale. Il brano di Nosetti prescelto non poteva essere che la «Elegy on an American Tune». Tutti i concerti sono ad ingresso libero, ma con la possibilità di sostenere il Festival e l’Associazione Cantus Firmus che lo promuove. Info e dettagli sul sito www.santaritaorganfestival.it.

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