Santa Rita sperimenta il “bancomat solidale”

Periferie – Le parrocchie del popoloso quartiere di Santa Rita trovano risposte nuove per sostenere le famiglie in difficoltà anche a causa del caro prezzi. A breve le comunità parrocchiali avvieranno uno sportello lavoro

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La parrocchia-santuario di Santa Rita a Torino

Un «bancomat solidale» che permette alle famiglie in difficoltà, a cui viene consegnata una carta ricaricabile, di acquistare prodotti di prima necessità. Si tratta del progetto «TuCum» (www.tucum.net) che sta sperimentando la parrocchia Santa Rita di Torino come azione caritativa. Una risposta innovativa al caro prezzi che sta mettendo in ginocchio singoli e famiglie, anche nel popoloso quartiere di Santa Rita, in una delle fette della città dove l’età media è più avanzata.

«TuCum», sottolinea il parroco mons. Mauro Rivella, «punta ad incrociare le modalità classiche della carità con forme nuove: un modo in primo luogo per responsabilizzare le famiglie che si trovano nella fragilità a cui viene offerta una carta spendibile in negozi del quartiere che aderiscono all’iniziativa, sostenendo così anche il commercio di vicinato. Un sistema che sollecita quindi l’intero territorio ad azioni di prossimità».

Mons. Mauro Rivella

Tra gli esercizi ci sono farmacie, negozi di ottica o di vestiario che erogano servizi essenziali dove in genere le parrocchie non riescono ad arrivare con interventi caritativi tradizionali basati prevalentemente sulla consegna di borse della spesa con generi alimentari.

La carta ricaricabile consegnata alle famiglie (a tecnologia Nfc con barr-code) viene alimentata da un fondo istituito dalla San Vincenzo della parrocchia che raccoglie donazioni della comunità ed è spendibile, come accennato, nei negozi del quartiere che hanno aderito al progetto.

Nel frattempo è imponente la risposta dei parrocchiani di Santa Rita alle collette alimentari a favore delle famiglie seguite dalla San Vincenzo. Nella colletta nazionale dello scorso 26 novembre sono state raccolte 5 tonnellate di alimenti. Davanti al presepe, come lo scorso anno, sono stati collocati dei carrelli della spesa in cui è possibile riporre generi alimentari per le famiglie in difficoltà. Fino a Natale è stata raccolta oltre una tonnellata di alimenti.

«Per quanto le richieste siano tante e in costante aumento», sottolinea mons. Rivella, «riusciamo a rispondere perché abbiamo una grande disponibilità. Questa è la nostra forza, come quella del volontariato: i ‘germogli’ della nostra comunità che vanno coltivati».

Le parrocchie dell’Unità pastorale di Santa Rita dopo la pandemia, in cui le attività non si sono mai fermate, stanno intensificando la propria presenza sul territorio nell’ambito sociale. In particolare le comunità parrocchiali stanno strutturando l’avvio di uno sportello lavoro in sinergia con l’Ufficio diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro.

«Il servizio si pone due obiettivi», evidenza mons. Rivella, moderatore dell’Unità pastorale 17, «incrociare le necessità delle persone tra i 40 e i 50 anni che hanno perso il lavoro e quelle dei ragazzi dai 18 anni in poi che fanno fatica ad entrare nel mondo del lavoro. Non siamo in grado di offrire occupazione però possiamo accompagnare queste persone nella ricerca del lavoro, sostenerle e farle incontrare con chi sul territorio offre opportunità di riqualificazione e inserimento lavorativo». Nei primi mesi dell’anno si formeranno gli operatori per poi strutturare il servizio a livello di Unità pastorale.

Centrale l’attenzione alle persone anziane in particolare grazie al gruppo «Già giovani» che in questi mesi sta proponendo corsi per l’uso dello smartphone, attività culturali e para-sportive.

C’è poi l’attenzione alle fasce giovanili che hanno certamente patito gli anni della pandemia: tutti i pomeriggi l’oratorio è aperto con la proposta del doposcuola e dello studio assistito. Ci sono poi i gruppi di seconda e terza media, delle superiori e degli universitari ciascuno con il proprio programma e proposte formative mirate. La scorsa settimana si è svolto il campo invernale a Bessen Haut (Sestriere).

«La parrocchia», conclude mons. Rivella, «intende essere attenta al territorio e alle proposte che offre per non essere autoreferenziale. Siamo uno dei soggetti chiamati ad interagire nel nostro ampio quartiere».

Nuova accoglienza per i senza dimora – In corso Sebastopoli entro il mese di gennaio aprirà un nuovo centro di accoglienza, sia diurna che notturna, per i senza dimora. Si tratta dell’ex «Spazio famiglia» della Circoscrizione 2 situato in un’ampia struttura inutilizzata da tempo.

Luca Rolandi, presidente della Circoscrizione 2

«Abbiamo messo la struttura a disposizione della Città», sottolinea il presidente della Circoscrizione 2 Luca Rolandi, «come annunciato dall’assessore al Welfare Jacopo Rosatelli durante la conferenza stampa di fine anno della Giunta Lo Russo l’ex ‘Spazio famiglia’ sarà preso in carico dai Servizi sociali della Città per il ‘Piano Inverno’: in queste settimane verranno predisposti gli arredi necessari per l’accoglienza».

Non un dormitorio ma una casa in cui accompagnare le persone accolte verso l’autonomia abitativa superando il modello del dormitorio di via Traves che sarà chiuso a breve. «La Circoscrizione», sottolinea Rolandi, «intende contribuire alla progettazione in modo che la struttura diventi uno spazio di inclusione».

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