Santuari in miniatura per favorire cammini di fede

In mostra e a disposizione delle parrocchie – Viaggio fra le opere realizzate dal medico artista torinese Gian Mario Regge: chirurgo, specializzato in ostetricia e ginecologia, e diplomato allʼAccademia di Belle Arti di Vercelli

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Il santuario Nostra Signora della Salute in Borgo Vittoria

L’ultimo plastico in ordine di tempo – terminato qualche settimana fa – è quello del santuario di Oropa, a memoria del V l’anniversario dell’Incoronazione della Madonna nera, celebrato quest’estate. Un rito antico, che si ripete ogni 100 anni, ma carico di significato anche oggi in tempo di pandemia: la prima solenne incoronazione è datata 30 agosto 1620 come gesto di gratitudine dei biellesi scampati alla peste.

L’autore, Gian Mario Regge di malattie e di arte se ne intende. Medico chirurgo, specializzato in ostetricia e ginecologia e diplomato allʼAccademia di Belle Arti di Vercelli, padre di Alessandro, cooperatore salesiano con la moglie Patrizia impegnati nella parrocchia San Domenico Savio, dagli anni ’80 è stimatissimo medico di base in Barriera di Milano. Ma accanto alla dedizione per i suoi pazienti non ha mai abbandonato la passione per l’arte e la storia: e, accanto alla pittura – numerose le mostre estemporanee in cui ha ricevuto riconoscimenti –  dal 2000 il dottor Regge riproduce plastici di monumenti architettonici nazionali in scala, con particolare attenzione ai santuari mariani. Ogni plastico, costruito con cura certosina per i particolari, è realizzato con materiali poveri o di recupero come cartone, legno, sassi e fili di lana.

Maria Ausiliatrice, Superga e il Duomo

E ad accrescere l’originalità dei manufatti, circa 40 tra chiese e monumenti, come spiega la moglie Patrizia che ne condivide la passione come un’«assistente di bottega»,  è che i plastici sono scomponibili e «quando ci chiamano per qualche esposizione diventano  scatole che stipiamo nella nostra Peugeot». Abbiamo incontrato Patrizia e il marito medico-artista nel santuario di Nostra Signora della Salute, in Borgo Vittoria, durante la festa patronale lo scorso 12 settembre, dove hanno allestito una mostra di plastici dei santuari mariani. Tra i modelli esposti, che hanno sorpreso tutti per la corrispondenza con l’originale, la «Salute», le Basiliche di Maria Ausiliatrice, Superga e Lourdes, la Gran Madre di Dio, il Duomo con le Porte Palatine ma anche la cattedrale di Notre Dame prima e dopo l’incendio.

«Il santuario della Salute mancava alla mia collezione» spiega Regge «così a giugno abbiamo chiesto al parroco don Franco Pairona di visitare l’edificio. Quando torno nel mio studio con foto, schizzi e anche l’ausilio di Google maps mi metto al lavoro: ci vogliono dai 4 ai 6 mesi per costruire un plastico». Perché tanto interesse per i santuari mariani?   «Provengo da una famiglia che mi ha cresciuto secondo gli insegnamenti cristiani e fin da piccolo ad amare Maria e affidarmi a lei. Ricordo ancora la sera quando con i miei genitori pregavamo il rosario. E poiché, sono nato in provincia di Vercelli dove la devozione alla Madonna Nera di Oropa è molto sentita, anche la mia famiglia ne è molto affezionata. E con mia moglie siamo da sempre molto legati alla Madonna di Lourdes: già prima che nascesse nostro figlio lo abbiamo affidato a lei e, dopo la sua nascita, ci siamo recati tutti al Santuario con la nonna, la madrina e il padrino».

Il dottor Gian Mario Regge

Il dottor Regge racconta che da quando ha iniziato a riprodurre plastici dei santuari, tra cui la Sacra di San Michele, il santuario di Sant’Ignazio ma anche il complesso dell’Opera salesiana Michele Rua (la sua parrocchia), ha da subito riscontrato «grande interesse dei miei pazienti ogni qualvolta li esponevo nella sala d’attesa del mio studio. E un anno fa ad inizio lockdown, mentre esponevo la riproduzione di Notre Dame, ho notato quanto fosse sentita tra i pazienti che si fermavano a vedere la cattedrale e a leggere la sua storia, la devozione e la fede che nutrivano come me nei confronti della Vergine. E così ho pensato che poteva essere bello regalare loro in questo momento così difficile un percorso di fede attraverso la conoscenza delle Chiese Mariane della nostra città. Per questo accetto volentieri quando ci chiamano nelle parrocchie: l’esposizione dei plastici non ha solo l’obbiettivo di far venire a conoscenza la storia dell’edificio ma sapere che in quella chiesa, in quel santuario si prega la Madre di Dio che lì ha compiuto prodigi, che accoglie le nostre suppliche e che ci ricambia con la sua presenza nei nostri cuori e che non ci abbandona mai». Come dire, da medico-artista: la fede è medicina per l’anima e non solo.
(Per informazioni: plasticitorino2000gmail.com)

Il santuario di Oropa

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