Saranno vaccinati al Cottolengo i ministri del culto di tutte le religioni

Torino – Il 7 aprile il Presidente della Regione Alberto Cirio, insieme al padre generale della Piccola Casa don Carmine Arice, al direttore generale dell’Ospedale Cottolengo Gian Paolo Zanetta e a Giampiero Leo, portavoce del movimento interconfessionale del Piemonte “Noi Siamo con Voi”, ha inaugurato il nuovo Centro vaccinale per i ministri del culto di tutte le religioni all’Ospedale Cottolengo di Torino

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«La nostra disponibilità ad aprire le porte della Piccola Casa come punto vaccinale per il personale religioso di tutte le confessioni è in linea con quanto scrive Papa Francesco nell’enciclica ‘Fratelli tutti’ e con quanto ci ha ripetuto a Pasqua riferendosi alla pandemia: ‘siamo tutti sulla stessa barca’ o ci salviamo insieme o non si salva nessuno». Così don Carmine Arice, padre generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza spiega perché il presidio ospedaliero del Cottolengo di Torino – che nei giorni scorsi ha raccolto le adesioni per la campagna vaccinale anticovid per i sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose della diocesi  –  «volentieri ha accettato la proposta della Regione Piemonte di poter diventare, fino a quando ci sarà bisogno, un centro vaccinale per il personale religioso di tutte le confessioni. Sarà così possibile tutelare la sicurezza dei ministri del culto e gli operatori pastorali quotidianamente a contatto con persone fragili, e dei loro fedeli, soprattutto di quelli che vivono in condizioni di difficoltà. E speriamo presto di poter far eccedere ai vaccini anche i cittadini più poveri».

L’avvio del Centro vaccinale all’Ospedale Cottolengo con il presidente Cirio, padre Arice e Giampiero Leo, portavoce del coordinamento interconfessionale “Noi siamo con voi”

Da mercoledì 7 aprile dunque presso l’Ospedale Cottolengo, grazie alla sollecitudine del personale sanitario e dei volontari, possono accedere alle vaccinazioni i religiosi che ne fanno richiesta e che rientrano nelle categorie previste dal Piano nazionale del Governo come precisa la Regione: «ultraottantenni, soggetti estremamente vulnerabili o con grave disabilità, 70-79enni, religiosi che operano come personale scolastico e come operatori di Protezione civile e assistenza spirituale negli ospedali, nelle Rsa, nelle strutture per anziani autosufficienti e presso il domicilio dei fedeli. Le dosi saranno fornite con la collaborazione dell’Asl Città di Torino».

«Ci piace pensare che in un momento così doloroso per il nostro territorio il servizio a favore della campagna vaccinale contro il Covid-19 sia un segno che la Chiesa torinese, nello stile del carisma cottolenghino ‘Caritas Christi urget nos’, mette in campo come occasione di fratellanza e condivisione con i rappresentanti delle confessioni religiose presenti in Piemonte», aggiunge don Arice.

Le diverse religioni riconosciute dallo Stato italiano, a cui dà voce il Coordinamento interconfessionale del Piemonte «Noi siamo con voi», che accedono al punto vaccinale di via Cottolengo, oltre alla cattolica, sono quelle  buddista, ebraica, islamica e valdese. Un’iniziativa che, oltre a tutelare le categorie più esposte al contatto con le persone più fragili «dimostra che i princìpi di integrazione, pluralismo, uguaglianza per tutti i cittadini, rispetto e dialogo con tutte le culture in Piemonte non rimangono parole astratte» evidenzia Giampiero Leo, portavoce del Coordinamento «ma si traducono in azioni e fatti concreti che vanno a beneficio di tutta la comunità».

Il grazie ai Cottolenghini «per la disponibilità che la Piccola Casa della Divina Provvidenza ha voluto manifestare, nel solco della solidarietà  che ha sempre contraddistinto la sua opera meritoria» è giunto dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dall’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi che sottolineano come «si tratti di un grande esempio di fratellanza e di condivisione tra le diverse confessioni religiose».

Riconoscenza unanime alla Piccola Casa per collaborazione fraterna rimarcata anche dalle confessioni per voce di Alberto Aprea,  presidente dell’Istituto Buddista italiano Soka Gakkai, Ariel Di Porto, rabbino capo della Comunità ebraica piemontese, Younis Tawfik, presidente dell’Unione della Comunità araba di Torino e  Patrizia Mathieu, presidente del Concistoro Valdese di Torino. Infine l’Arcivescovo Cesare Nosiglia: «Apprezzo molto la decisione della Regione Piemonte nell’ottica – inclusiva e plurale – della tutela di chi esercita una missione non solo utile ma necessaria. Sono altresì molto lieto che la Piccola Casa abbia accettato di essere il luogo in cui si effettuano queste vaccinazioni: un gesto che esprime nel concreto la storia di carità e fraternità di questa istituzione e condivisa da tutta la Chiesa Cattolica».

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