Savigliano, la festa della Madonna del Rosario

Religiosità popolare – A Savigliano dal 1651 la prima domenica di ottobre è dedicata alla Ss. Vergine Regina del Rosario, protettrice della città: una devozione popolare che risale al 1200. Sabato 7 ottobre 2023 nei locali del Museo Civico vengono illustrati e spiegati i particolari di un dipinto della Madonna che collega passato e presente

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Celebrazione della Madonna del Rosario in piazza Santarosa a Savigliano nel 1953 - Foto Polo archivistico saviglianese Datazione: 1953

La pratica della preghiera del rosario, pur non ancora codificata dalla Chiesa, risale all’anno 1090 e incomincia ad affermarsi in Europa, per essere poi disciplinata nella quindicina dei misteri da recitare, da San Domenico che, nel 1213, costituisce in Spagna la prima Compagnia o Confraternita del S. Rosario.

Giunto in Italia due anni dopo, il fondatore della Congregazione dei domenicani, fermatosi per qualche tempo proprio a Savigliano, fondò qui, tra il 1215 e il 1216, la prima Compagnia del S. Rosario in Piemonte, regalando alla città un indubbio primato e dando vita a un culto mariano che si espanse in maniera straordinaria, come dimostrano gli innumerevoli edifici (Chiesa di S. Maria della Pieve, chiesa di s. Maria, già parrocchia e detta ora di S. Giuliano, Madonnina di Macra, Madonna della Neve, Madonna della Sanità, chiesa dell’Apparizione, meta ambita di innumerevoli pellegrinaggi esterni, Chiesa della Madonna Consolatrice detta la Consolata, chiesa dell’Assunta ecc. ecc.), cappelle (della Immacolata concezione in Tolosana e altre interne a palazzi aristocratici) e stele con statue della Madonna ai bordi delle strade (come quella in via Saluzzo o l’altra all’uscita della città verso Genola).

Nei vari luoghi indicati, la devozione popolare non venne mai meno e animò il diffuso culto mariano soprattutto nel secolo XVII sotto la spinta della Controriforma che ebbe nella devozione alla Madonna l’arma più efficace avverso ai protestanti o durante le ricorrenti guerre contro i francesi nonché in occasione delle reiterate ondate di peste che dal ‘300 in avanti colpirono tutta l’Italia e l’Europa.

Non c’è alcun dubbio, dunque, che il culto mariano sia stato e sia ancora il principale interprete della religiosità saviglianese e che il rosario, sia di conseguenza la preghiera più diffusa, come è da credere che sarà ancora fra due anni, quando si potrà celebrare l’ottocentesimo compleanno dalla fondazione della prima Compagnia del S. Rosario e prima confraternita della città, tenuta ancora in vita nella Chiesa di S. Filippo per opera principale del canonico don Maurilio Rayna.

Nonostante il grande cambiamento dei tempi e il calare o mutare progressivo dello spirito religioso, è perciò naturale che, come prescritto fin dal 1651, con parere unanime del Consiglio comunale di allora, la prima domenica d’ottobre sia dedicata anche quest’anno e secondo tradizione, alla  SS.ma Vergine, Regina del Sacratissimo Rosario, Avvocata e Protettrice di questa Città.

E’ ben vero che poco meno di ottant’anni dopo e precisamente nel 1728 il patronato della città fu affidato a  S. Sebastiano, su deliberazione del Comune invitato dal Senato regio a indicare perentoriamente il nome del patrono della città. A lui, venne, nella circostanza, dedicato l’Altare laterale a ridosso dell’abside ancora presente in St. Andrea, come documentato dalla dott.ssa Silvia Olivero, attuale responsabile del nostro bellissimo archivio e dell’altrettanto prezioso Museo civico. Ma questa dedica patronale era più spiegabile come effetto del contemporaneo diffondersi di una peste per  la difesa dalla quale S. Sebastiano era riconosciuto ovunque come potente antidoto (i vaccini non erano stati ancora inventati). Tuttavia, per comporre una disputa che allora differenziò il numerosissimo e autorevole comparto sacerdotale, si può, come già fece implicitamente la dott.ssa Rosalba Belmondo, suggerire, come meglio aderente alla realtà, il termine di copatrono della città, essendo chiara l’attuale indubbia preferenza della religiosità popolare nei confronti  della Madonna.

Così risolta la questione, senza turbare l’animo di alcuno dei credenti, si può passare alla celebrazione religiosa di domenica 1° giorno d’ottobre. La quale avrà un seguito anche sabato 7 ottobre nei locali del Civico Museo, ove verranno illustrati e spiegati con dovizia i particolari di un dipinto della Madonna che collega passato e presente.  Sicché, in nome dell’arte e della tradizione, anche i non credenti potranno ripensare all’identità e alla storia della nostra Savigliano e soprattutto di un’Italia nella quale non si sa più a che santo votarsi per risolvere i grandi problemi di una contemporaneità che ci inquieta tutti.

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