Scommessa sulla Vita

Domenica 6 febbraio – «Custodire ogni vita. ‘Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse’ (Genesi 2,15)» è il tema della 44ª Giornata nazionale per la vita. La CEI: “La pandemia ha messo in luce numerose fragilità personali, comunitarie e sociali. Emerge con evidenza che la vita ha bisogno di essere custodita”

136

«Custodire ogni vita. ‘Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse’ (Genesi 2,15)» è il tema della 44ª Giornata nazionale per la vita del 6 febbraio 2022: «Al di là di ogni illusione di onnipotenza e autosufficienza – afferma il messaggio della Cei – la pandemia ha messo in luce numerose fragilità personali, comunitarie e sociali. Emerge con evidenza che la vita ha bisogno di essere custodita». Dice Papa Francesco: «Nessuno si salva da solo; ci si può salvare unicamente insieme».

Tutelare le categorie più deboli– I giovani e le giovani famiglie hanno subìto ripercussioni negative, come dimostra il picco della denatalità 2020-21. Tra gli anziani, vittime in gran numero del Covid-19, non pochi sono soli e impauriti. Il rapporto 2021 della Caritas rileva «quasi mezzo milione di nuovi poveri, molte donne e giovani». Un fatto consolante: «Moltissime persone si impegnano a custodire ogni vita, nella professione, nel volontariato, nel vicinato solidale. Non mancano gesti di egoismo, indifferenza e irresponsabilità, spesso per malintesa affermazione di libertà e distorta concezione dei diritti».

La risposta è la custodia di ogni vita fragile – La comunità cristiana sperimenta che «quando una persona è accolta, accompagnata, sostenuta, incoraggiata, ogni problema può essere superato o fronteggiato con coraggio e speranza». Anche per la custodia del creato, la Parola di Dio e Francesco d’Assisi insegnano ad «avere rispetto per ogni creatura e per l’ambiente, specialmente di coloro che sono più fragili e che sono nella periferia del nostro cuore».

La prima «Giornata» – «I Vescovi italiani sono molto preoccupati per l’assuefazione a omicidi, rapimenti, suicidi per droga e alla soppressione della vita umana, ritengono che molto ha influito la legge sull’aborto. Lo disse in una conferenza stampa il vescovo di Fano, mons. Costanzo Micci, presidente della Commissione episcopale per la famiglia presentando la prima «Giornata per la vita»: «Con la legge 194 la triste realtà dell’uccidere ha compiuto un salto involutivo molto grave: prima l’uccidere era un crimine perseguito dalla legge, quindi proibito. Ora si può uccidere impunemente, con il consenso della legge e l’assistenza della comunità civile».

Sull’aborto il Concilio Vaticano II è stato chiarissimo. Ne parla soprattutto la Gaudium et spes: «Tutto ciò che è contro la vita, come ogni specie di omicidio, genocidio, aborto, eutanasia, suicidio volontario: tutte queste cose, e altre simili, sono pratiche vergognose; guastano la civiltà umana, disonorano coloro che così si comportano più ancora che quelli che le subiscono e ledono grandemente l’onore del Creatore».

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome