Settimana Sociale, la voce degli amministratori locali

Trieste – Venerdì 5 luglio, circa 80 amministratori locali presenti a Trieste come delegati della 50° Settimana sociale dei cattolici in Italia si sono trovati per confrontarsi tra loro, alla presenza di diversi componenti del Comitato scientifico e di presidenti nazionali o di esponenti di rilievo di organismi laicali, dall’Azione Cattolica alle Acli e a Mcl, dalla Comunità di Sant’Egidio al Movimento dei Focolari. VIDEO  

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Divisi dalle differenti collocazioni politiche. Uniti dal magistero sociale di Papa Francesco. Venerdì 5 luglio, circa 80 amministratori locali presenti a Trieste come delegati della 50° Settimana sociale dei cattolici in Italia si sono trovati per confrontarsi tra loro, alla presenza di diversi componenti del Comitato scientifico e di presidenti nazionali o di esponenti di rilievo di organismi laicali, dall’Azione Cattolica alle Acli e a Mcl, dalla Comunità di Sant’Egidio al Movimento dei Focolari. L’incontro s’è svolto nella sede del Consiglio regionale del Friuli – Venezia Giulia. Al termine, è stato reso noto un documento. «Gli amministratori locali presenti a Trieste, provenienti dai più diversi territori e da differenti collocazioni politiche», si legge, «sono sinceramente grati al Comitato promotore per aver previsto quest’anno fra gli elementi di novità della Settimana sociale anche la presenza come delegati di alcuni rappresentanti di chi si impegna attivamente nell’animazione politica e amministrativa delle nostre comunità».

L’incontro del 5 luglio, si spiega, segue quello «preparatorio del 3-4 maggio, segnato da un approfondito confronto tra gli amministratori locali e le associazioni e i movimenti in cui è avvenuta la loro formazione sociale, a margine dei lavori della Settimana per ribadire che siamo pronti a fare un ulteriore passo in avanti, rispondendo alle sollecitazioni emerse dai tanti interventi, dai tavoli di lavoro, dalle piazze, dalla presentazione di tante buone pratiche».

«Siamo consapevoli», prosegue il documento, «della responsabilità di costruire dal basso e attraverso la concretezza della vicinanza alle donne e agli uomini del nostro tempo nuovi spazi di buona socialità e innovativi strumenti di democrazia che superino la stanchezza di una partecipazione che è oggi davvero ai minimi storici».

Tre gli impegni condivisi da quella che è stata subito chiamata la “Rete di Trieste”. Il primo: «Continuare il lavoro di scambio delle esperienze sui temi concreti legati ai territori, in una visione d’insieme nazionale, europea e internazionale, lavorando perché nel prossimo autunno sia possibile promuovere un incontro nazionale fra le tante realtà che in questi anni hanno iniziato a lavorare in questa direzione». Il secondo impegno sottoscritto elenca una serie di problemi concreti: «Assumere i processi, gli obiettivi e i metodi che emergono dalla Settimana sociale di Trieste, al fine di declinarli nelle politiche territoriali, con particolare riferimento a giustizia sociale e innovazione del welfare; sostenibilità ambientale; centralità delle famiglie e della scuola; accoglienza e integrazione; cura e valorizzazione degli strumenti di partecipazione alla vita democratica».

Il terzo impegno condiviso assunto rende ragione del senso di questa e delle altre iniziative auspicate: «Raccogliere l’invito a fare del magistero sociale di papa Francesco, che concluderà domenica la Settimana sociale, l’elemento unificante per l’impegno dei cattolici in politica».

Qual è il senso di questa iniziativa? Ne parliamo con Monica Canalis, consigliera regionale del Piemonte, con Tommaso Marino, consigliere comunale a Collegno, e con Nicola Bizzarro, segretario di partito a Rivalta, tutti delegati a Trieste per la diocesi di Torino.

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