Sigit Mirafiori, l’azienda amica dei poveri

Torino – L’Arcivescovo mons. Nosiglia la scorsa settimana ha visitato l’Innovation Square Center nell’azienda Sigit a Mirafiori dove è nata la fondazione Pudens che promuove accoglienza, imprenditorialità inclusione sociale e sviluppo. GALLERY

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foto Pellegrini

«Ultreia et suseia» (Sempre avanti e sempre più in alto) è il saluto, il motto dei pellegrini che percorrono il cammino di Santiago di Compostela ed è il motto scelto da Pierangelo Decisi, titolare insieme ad Emanuele Buscaglione della Sigit Spa (azienda torinese fondata negli anni ‘60 che progetta e sviluppa componenti termoplastici e in gomma nel mondo dell’industria automotive internazionale) e dalla moglie Antonella Graziano per accompagnare il percorso della Fondazione Pudens, istituita lo scorso ottobre e presentata all’Arcivescovo il 5 febbraio.

Mons. Nosiglia lo scorso venerdì 5 febbraio ha infatti visitato l’Innovation Square Center: «polo di innovazione legato al mondo dell’industria plastica e della fabbrica 4.0» inaugurato lo scorso anno a Mirafiori negli ex locali della tipografia Gros di corso Orbassano che è anche luogo simbolo della Fondazione e dello spirito che la anima. Se l’Innovation Square Center nella sua forgia avveniristica (è frutto di un concorso di progettazione per giovani architetti), con i suoi laboratori all’avanguardia (oltre a Sigit ospita, tra gli altri Isc Lab, uno dei più avanzati laboratori europei per la ricerca sui materiali, IdtSolution, una startup di 15 giovani nella robotica collaborativa, Ferplant che opera nella Green Economy), è un richiamo alla fiducia imprenditoriale nella ricerca, nell’innovazione e nei giovani che le portano avanti, nel fare rete tra le diverse aziende e il territorio per portare nella città eccellenza, lavoro e sviluppo, la Fondazione rappresenta la «restituzione» alla città di quel potenziale di idee, creatività, promozione umana che deve coinvolgere anche chi fa più fatica e chi è ai margini.

«La scelta di intitolare la Fondazione a Pudens», spiega Decisi, «è legata a quanto abbiamo quasi per caso scoperto di questo personaggio e che vorremmo far conoscere e che rispecchia il nostro progetto». Pudente era il senatore che ospitò a casa sua gli apostoli Pietro e Paolo durante il loro soggiorno a Roma. Fu uno dei primi convertiti al cristianesimo, proprietario delle Officine Pudenziane, dove si fabbricavano prodotti in laterizio. «Pudente può essere considerato il primo imprenditore convertito al cristianesimo e grande mecenate, non solo per aver ospitato a casa sua gli apostoli per molti anni, ma per aver fatto di casa sua la prima San Pietro, ossia il luogo ufficiale di culto e base logistica per la prima cristianità romana». Ospitalità, ma anche imprenditorialità; inclusione, ma anche sviluppo. Un intreccio di obiettivi che l’Innovation Square Center concretizza in più modi e che la Fondazione permetterà ulteriormente di potenziare.

Anzitutto la mensa aziendale «Caffè & Bistrot» è stata affidata alla Cooperativa Raggio nata a Mirafiori nel 2012 che nei propri progetti promuove inserimenti lavorativi in particolare di disabili, ex detenuti, persone che arrivano da percorsi di tossicodipendenza e alcoolismo. Poi la stessa mensa, attraverso la Fondazione, offre tutti i giorni il pasto ai dormitori della Caritas in via Pellizzari e in via Arcivescovado fino alla chiusura dell’emergenza freddo e ha offerto il pranzo di Natale a 200 persone in difficoltà. E ancora la mensa aziendale è aperta sul territorio «perché», aggiunge Decisi, «ci si possa incontrare: lo sviluppo la promozione, le idee nascono così. Basti pensare che qui in questa zona tutto il piano stradale era rovinato, impraticabile, segno di degrado… e, lanciata la proposta, subito le altre aziende vicine si sono unite e abbiamo deciso insieme di riasfaltare. Insieme si è cercato di dare un volto nuovo, più bello».

E la bellezza è un’altra parola sulla quale Pudens e l’Innovation Square Center convergono: avveniristico e green il complesso architettonico nella struttura, nel design e nei materiali, ma non solo: all’interno è ospitata una collezione di Stret Art e Neo pop art allo scopo di incentivare l’uso dell’arte per iniziative di beneficienza della Fondazione e di rendere il luogo di lavoro ancor più spazio di creatività. Aiuti concreti, dunque, fondati sull’idea che il legittimo profitto può innescare catene virtuose e di inclusione, che i giovani possano e debbano assumersi responsabilità, che il disagio si possa prevenire offrendo opportunità, lavorando in squadra.

Ed è sulla parola squadra che si è soffermato l’Arcivescovo benedicendo i locali: «È bello vedere», ha sottolineato, «che in un momento come questo ci siano questi segni di fiducia, ci sia chi non pensa solo a se stesso, ma anche a chi è in difficoltà, che ci sia chi crede nel lavoro di squadra e nei giovani. Tante aziende stanno chiudendo a causa della pandemia: che questo possa essere un incoraggiamento e un segno di speranza per tutta la nostra città».

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