Sotto la Mole si riparte, ecco il “maggio torinese”

Tanti appuntamenti – Il maggio torinese ha visto (e vedrà) una serie di avvenimenti che hanno riportato (riporteranno?) la città all’attenzione di molti, recuperando (speriamo) un po’ di quello spirito olimpico del 2006 che, a causa del passare del tempo e dei recenti limiti alla mobilità, sembrava ormai sopito

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Il maggio torinese ha visto (e vedrà) una serie di avvenimenti che hanno riportato (riporteranno?) la città all’attenzione di molti, recuperando (speriamo) un po’ di quello spirito olimpico del 2006 che, a causa del passare del tempo e dei recenti limiti alla mobilità, sembrava ormai sopito.

Il mese è iniziato con il tradizionale corteo del 1° maggio (meno agitato del solito, rispetto alle ultime edizioni) a cui è seguito il comizio, che ha dato l’opportunità al vescovo uscente, mons. Nosiglia, di salutare il mondo del lavoro, al quale ha dedicato molto della sua azione pastorale. Sabato 7, il centro cittadino,  già in fibrillazione per l’evento di cui diremo dopo, ha visto la pacifica invasione di alcune centinaia di persone per l’ordinazione episcopale del nuovo vescovo, mons. Repole.

La settimana seguente è stata quella dell’Eurovison 2022, lo spettacolo musicale, europeo ed oltre, che ha convogliato artisti, pubblico e telecamere all’ombra della Mole. Molti partecipanti si sono sorpresi di trovare una città gradevole, vie e palazzi sontuosi, cibo prelibato, grandi vini ed ospitalità. Meno male, chissà dove pensavano si svolgesse la manifestazione: in una desolata località senza arte né parte, situata a qualche fermata ferroviaria dal centro di Milano? Il ritorno di immagine per Torino è stato generalmente positivo, anche per gli spettacoli che si sono svolti al Villaggio del Valentino (superando qualche problema organizzativo), dove la gratuità degli stessi ha favorito una poderosa partecipazione popolare.

In molti altri luoghi cittadini i concerti spontanei e/o organizzati hanno coinvolto molti spettatori, tanto che nel quartiere che ospita il Palaolimpico, al mercato, nei bar, nelle edicole,… si sono trovati nuovi esperti di musica che hanno sostituito gli abituali commentatori di calcio, dato che il pallone torinese non aveva più molto da dire: “Maneskin, sarà vera gloria o tramonteranno subito?” (commentatore intellettuale che legge Manzoni e sa chi fu Napoleone); il Volo: “Solo capaci a cantare canzoni di altri”; “Non potevano parlare in italiano?” (spettatore di lingua piemontese che talvolta si esprime abbastanza propriamente nella lingua di Dante), e così via… Forse la creazione di una commissione cittadina per la musica (sul tipo per quella per i film) potrebbe approfittare di questi esperti finora sconosciuti. La vittoria dei concorrenti ucraini, non solo per il valore della canzone, ma anche per la forte solidarietà per quel paese invaso e tribolato, sembra di aver messo tutti d’accordo, almeno in piazza d’Armi, dove c’è chi si vanta di aver mangiato un panino insieme a Blanco nel più noto locale di Santa Rita.

Dal 19 al 23 ci sarà la nuova edizione del Salone del Libro, che tornerà nel suo periodo abituale, dopo la scorsa edizione autunnale, un po’ sotto tono a causa del Covid, allora più diffuso di oggi (che penalizzò anche la prima edizione degli ATP, l’importante manifestazione tennistica, che si replicherà dopo l’estate, speriamo in condizioni di salute migliori rispetto a quelle dell’anno passato). In tempi normali la grande fiera del libro porta in città molte persone, con un ritorno economico e mediatico molto interessante.

Ma il maggio 2022 non finirà così, infatti dal 31 (fino al 4 giugno) si svolgerà il Festival Internazionale dell’Economia, emigrato da Trento, dove negli scorsi anni ha avuto un grande successo di partecipazione e di contenuti.

Le grandi manifestazioni di spettacolo e/o di cultura (e di sport,…) non risolvono i problemi di identità e di occupazione del futuro cittadino, ma comunque aiutano a superarne alcuni, in attesa che, come dicono gli studiosi, la città post industriale trovi una nuova vision e una nuova mission (tanto per usare la lingua dell’European Song Contest, cioè quella del Festival Europeo della Canzone, detto così in modo più italiano).

Per una volta tanto al tradizionale motto piemontese “esageruma nen”, sostituiamo quello “fuma spatuss”, e “speruma bin”!

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