Spina 3, prova di forza contro la desertificazione

Periferie – C’è preoccupazione per la continua dismissione di attività aziendali, scricchiola il rilancio del Parco Dora

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C’è preoccupazione da parte dei commercianti della «Spina 3», in particolare nella zona tra via Val della Torre, via Borgaro e via Nole, in merito al progressivo abbandono di attività aziendali in un quartiere, nato sulla cenere delle fabbriche dismesse, che non ha mai visto portare a compimento il processo di urbanizzazione. Da ultimo la sede di Telecom Lab, in via Val della Torre angolo via Borgaro, di fronte alla Curia diocesana del Santo Volto, sta progressivamente smantellando la propria presenza. Per problemi con la proprietà dell’immobile, che sta trascurando la manutenzione, il gruppo Tim – fa sapere la società – sta valutando, infatti, di spostare l’attività rimasta altrove. «Non ci sono più dipendenti fissi dal 2017», spiegano da Tim, «ma solo lavoratori che saltuariamente portano avanti le attività del gruppo in quell’edificio». Quell’area dal 1925 ha ospitato attività legate prima al settore elettrico, con la Società Elettrotermofonica Italiana, poi a quello delle telecomunicazioni, con l’Officina Riparazioni Torino e poi con Telecom Italia Lab. L’attività negli anni è andata gradatamente diminuendo.

«Siamo preoccupati», afferma la titolare di un bar di via Val della Torre, «per la progressiva desertificazione del quartiere. C’è anche il timore che quell’immobile possa divenire oggetto di occupazioni abusive, una volta dismessa la presenza di Tim, già ora vediamo persone tossicodipendenti che si rifugiano lì».

Lungo via Val della Torre, a parte pochi negozi, sono sempre rimasti vuoti, dal 2005 ad oggi, i locali, con le vetrine, destinati secondo gli originari programmi di urbanizzazione ad ospitare esercizi commerciali. Insomma, l’appello che nel 2004 diversi comitati di cittadini torinesi rivolsero all’allora amministrazione comunale affinché il neonato borgo «Spina 3» non diventasse un «quartiere dormitorio», dopo 19 anni, sembra essere rimasto inascoltato.

C’è poi il tema del rilancio del Parco Dora, nato nel 2011 (l’ultimo lotto è stato inaugurato nell’estate 2021) che non è mai decollato come luogo di aggregazione e iniziative a beneficio dei quartieri circostanti. Il Comune di Torino ha provato un rilancio portando nel parco eventi internazionali, come Terra Madre-Salone del Gusto e il Kappa Future Festival che si è svolto lo scorso week-end attirando oltre 70 mila giovani da 115 Paesi del mondo.

«C’è una rinnovata vitalità di comitati di cittadini che si prendono cura del parco», sottolinea il parroco del Santo Volto don Mauro Giorda, «e rilanciano richieste alle istituzioni. Ci sono anche enti e privati che si rendono disponibili a farsi carico di attività di riqualificazione delle aree verdi abbandonate al degrado e ad organizzare di iniziative culturali, al di là dei grandi eventi, ma poi tutto resta arenato».

L’organizzatore del Kappa Festival, per esempio, ha proposto al Comune di portare concerti di musica classica nel parco, aperti a tutto il quartiere e alla città.

Persistono in tutta l’ampia area verde fenomeni di aggressioni ai danni di adolescenti da parte di bande di ragazzi minorenni o neo maggiorenni, come anche lo spaccio di droga a cielo aperto.

«Occorre una progettazione con le istituzioni», evidenzia il parroco, «affinchè il parco sia abitato e non resti ‘terra di nessuno’: un modo per allontanare i fenomeni di illegalità e favorire la partecipazione dei cittadini. Le proposte ci sono, auspichiamo dunque che si arrivi ad azioni concrete».

Per Enrico Crescimanno, presidente della Circoscrizione 5, è fondamentale incentivare il commercio di vicinato a partire dai grandi eventi.

«Abbiamo presentato un progetto», sottolinea, «che punta a creare una rete di contatti di ristoranti, tavole calde, bar, b&b e alloggi sul territorio da fornire ai visitatori, in modo che ci siano ricadute dirette degli eventi anche sul quartiere».

Sul fronte della sicurezza la Circoscrizione ha chiesto all’amministrazione comunale l’installazione di un sistema di videosorveglianza nel parco.

«Stiamo poi promuovendo nei Centri della Circoscrizione», prosegue Crescimanno, «una serie di incontri per gli anziani contro le truffe e, da settembre, sul tema della salute con dei medici specialisti».

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