Stellantis chiude Grugliasco

Grandi manovre – L’ultima mossa del gruppo automobilistico Stellantis (ex Fiat) per la riorganizzazione del polo produttivo torinese è la chiusura della fabbrica di Grugliasco. Cesserà la produzione per trasferire tutto a Mirafiori. Stellantis promette di non tagliare i posti di lavoro, ma i sindacati sono sul chi va là

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Mentre la produzione di Stellantis vacilla e gli esodi cominciano a riscuotere successo, la Maserati finisce la sua corsa a Grugliasco e approda proprio nel sito torinese segnando di fatto una fine allo stabilimento ex Bertone, dove lavorano circa 3900 addetti. La notizia, preannunciata dal Corriere Torino a inizio estate e confermata durante l’incontro al Mise di inizio settimana, riguarderà dapprima i reparti assemblaggio e verniciatura di Maserati e in seguito, fra tre anni, anche la lastratura. Maserati Ghibli e Quattroporte quindi saranno «targati» Mirafiori, soprattutto per contenere i costi aziendali, nel disegno pensato dall’ad Carlos Tavares.

Nel sito torinese si concentreranno quindi tutte le forze per la piattaforma full electric che si chiamerà Folgore. Una «super Mirafiori» per molti, un segnale di ridimensionamento per altri e la Fiom-Cgil chiede chiarezza sui livelli occupazionali – al momento garantiti secondo le dichiarazioni di Davide Mele, direttore operativo (coo) del gruppo delegato da Stellantis per l’incontro con il Mise e di una nota dell’azienda – e un piano industriale. Sta di fatto che questo tassello segna la nascita di un hub dedicato alla transizione energetica dell’automotive: il Turin Manufacturing District. Dopo le 500 bev (battery electric vehicle)  e il Levante usciranno dal sito anche Gran Turismo, Cabrio e quindi la Quattroporte.

L’obiettivo è di mantenere fedeltà a un simbolo della Fiat, trasformando parte di Mirafiori in una sorta di «Casa della 500». Vale a dire concentrare e trasferire anche produzioni come quella di Tychy in Polonia a Torino, altri temono l’esatto opposto. Nell’incontro al Mise, garantisce Stellantis in una nota, si è dichiarato che «Fiat 500 full electric, con tutta la gamma di motorizzazioni elettriche, faranno sempre capo a Torino ed è stato ribadito l’impegno a mantenere la presenza e le competenze di produzione e ingegneria nell’area torinese (per lo sviluppo dei modelli Maserati, Alfa, Lancia, Fiat e dei veicoli commerciali), sfruttando anche la proficua collaborazione con il Politecnico».

Nel frattempo le uscite anticipate e incentivate di cui vi avevamo parlato nelle scorse settimane stanno riscuotendo successo nel gruppo nato dalla fusione tra Fca e Psa. C’è attesa poi di conoscere i risultati su consegne e ricavi del terzo trimestre 2021 che Stellantis pubblicherà il prossimo 28 ottobre.

Le reazioni – Giorgio Marsiaj, presidente dell’Unione industriali Torino: «La decisione annunciata da Stellantis di concentrare a Mirafiori anche i modelli Maserati attualmente prodotti a Grugliasco per costituire, insieme alla 500 Bev e al Suv Levante, un grande polo dell’elettrico è una buona notizia. Non solo, infatti, vengono mantenuti i posti di lavoro, ma grazie alla nascita del ‘Turin Manufacturing District’ e al trasferimento di tutta la gamma di motorizzazioni, anche future, della Fiat 500 full-electric si prefigura per Mirafiori un ruolo strategico nella transizione ecologica del Gruppo. Ciò implica investimenti sia sulla produzione dei modelli esistenti, sia sull’ingegnerizzazione dei nuovi prodotti e conferma, inoltre, il mantenimento per Torino di un ruolo centrale nella ricerca e nell’innovazione del Gruppo».

Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive dichiarano: «Si è tenuto l’incontro con i ministri dello Sviluppo Economico e del Lavoro in cui l’azienda ha affrontato due punti: le difficoltà nel medio periodo generato dalla crisi dei semiconduttori e il «consolidamento» del polo torinese con lo spostamento di montaggio e verniciatura a Mirafiori da Grugliasco. Stellantis ha annunciato che a Mirafiori è confermata la 500 Bev e la piattaforma dei modelli Maserati. L’azienda ha comunicato che continuerà il confronto step by step con Governo e sindacati».

La Fiom ha un giudizio negativo dell’incontro per la mancanza di un piano strategico per i lavoratori e ha chiesto di cambiare il metodo del confronto: «non è accettabile incontrarsi per essere informati delle scelte aziendali stabilimento per stabilimento. Chiediamo al Governo un confronto con Stellantis sul piano industriale nazionale garantendo l’occupazione e il pieno utilizzo degli impianti a partire dalla missione degli enti centrali fino all’assemblaggio. Per il polo torinese sono necessari investimenti per il modello mass market, oltre la 500 Bev e la piattaforma Maserati.

Non condividiamo la decisione dell’azienda di procedere ad un accorpamento e spostamento delle maestranze senza una vera missione produttiva. Permangono i problemi a cui l’azienda non dà risposte se non quelle già disponibili: la conferma del Tonale e del Grecale; il futuro degli stabilimenti di motori, delle meccaniche e di assemblaggio non ha trovato riscontro, se non la certezza della cassa integrazione anche per il prossimo anno. La Fiom valuta positivamente l’apertura del ministro del Lavoro sulla cassa integrazione per la transizione industriale che serva a tutelare l’occupazione e a lavorare per la formazione nel cambiamento. La Fiom riunirà domani il coordinamento dei delegati del gruppo per discutere e decidere le iniziative da adottare per aprire un vero confronto con il Governo e avere garanzie occupazionale per i lavoratori di Stellantis e di tutto il settore».

«Abbiamo compreso che da parte di Stellantis c’è una definizione in progressione del piano industriale che dovrà caratterizzare gli investimenti entro il 2024» affermano il Segretario Generale Fim-Cisl Roberto Benaglia e del Segretario nazionale Fim-Cisl Ferdinando Uliano «Ribadiamo che per la transizione ecologica è da gestire anche dentro il tavolo dell’automotive e sulla situazione di carenza dei semiconduttori è fondamentale che il nostro Paese non soffra più di altri questa carenza. Per questo abbiamo ribadito al governo e anche Stellantis, che ci deve essere un impegno congiunto affinché in Italia si creino le condizioni per  nuovi insediamenti industriali per la produzione di semiconduttori».

«A Stellantis chiediamo garanzie occupazionali e missioni produttive definite, per questo serve al più presto un tavolo a Torino per entrare nel merito di quanto dichiarato oggi dall’azienda». Lo afferma Luigi Paone, segretario generale Uilm Torino, dopo l’incontro al Mise. «Stellantis ha assicurato che la produzione attuale di Grugliasco, vale dire Maserati Ghibli e Quattroporte, verrà trasferita con tutti gli occupati a Mirafiori, dove già si producono la Fiat 500 elettrica, la Maserati Levante ed è in corso di lancio la Maserati sportiva. Non siamo interessati a difendere i muri di uno stabilimento, ma auspichiamo che, a fronte della riorganizzazione annunciata, siano confermati sia gli investimenti, sia l’impegno alla piena occupazione. Questi temi e le future misure produttive dovranno essere oggetto di un confronto sindacale a Torino» conclude Paone.

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