Stellantis, c’è un piano per Mirafiori

Torino – C’è finalmente un piano di rilancio per la fabbrica Stellantis di Mirafiori, anche se i tempi sono lunghi. Dall’anno 2026 sarà prodotta a Torino la «500 ibrida». Nel frattempo proseguono cassa integrazione e contratti di solidarietà

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C’è finalmente un annuncio per il rilancio della fabbrica Stellantis di Mirafiori, ma i tempi sono lunghi e lasciano aperti molti margini di incertezza. Lunedì 27 maggio, poche ore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale degli incentivi per l’acquisto di auto a basse emissioni, l’amministratore delegato di Stellantis Carlos Tavares ha annunciato ai sindacati che dall’anno 2026 l’azienda produrrà a Mirafiori la «500 ibrida» e che, in tempi più brevi, arriverà la produzione della Jeep Compass ibrida a Melfi. Insomma, il futuro di Stellantis in Italia è ibrido. Ma a Mirafiori, per il momento, proseguono cassa integrazione e contratti di solidarietà.

«La fornitura dei nuovi modelli ibridi contribuirà positivamente al carico di lavoro dello stabilimento di Termoli e degli impianti e-DCT e trasmissioni di Mirafiori per i prossimi anni. – spiega Stellantis in una nota a margine di un incontro tenuto il 27 maggio al Centro Stile tra Tavares e i rappresentanti delle sigle sindacali dei metalmeccanici, definiti ‘partner’ nel comunicato stampa – Stellantis avvierà un processo di rinnovamento generazionale della forza lavoro, con l’assunzione di giovani lavoratori soprattutto a Mirafiori». Tavares ha sottolineato che l’ambizione, condivisa con il Governo italiano, di raggiungere un milione di veicoli prodotti in Italia entro il 2030 «avrà bisogno di un ambiente imprenditoriale favorevole, attualmente condizionato dalle incertezze dell’elettrificazione e dalla forte concorrenza con i nuovi operatori del mercato».

La reazioni dei sindacati. Moderata soddisfazione, con alcuni distinguo, si registra nei primi commenti dei sindacati. Ferdinando Uliano, segretario generale Fim Cisl, ha chiesto di anticipare al 2024 la nuova produzione a Mirafiori. «Finalmente – dice Uliano – è stata assegnata allo stabilimento di Mirafiori la Fiat 500 in una nuova versione ibrida, una vettura a largo consumo, che si aggiunge alle attuali produzioni di Fiat 500 full electric e delle due nuove Maserati GT e GC, anch’esse in versioni termiche e full electric. Il lancio produttivo della Fiat 500 ibrida è previsto ad inizio 2026, noi abbiamo richiesto di anticiparne la produzione entro la fine del 2025. L’annuncio di Tavares è un importante risultato che ci intestiamo come organizzazioni sindacali, viste le tante pressioni, iniziative e manifestazioni che abbiamo messo in campo per preservare la missione produttiva di Mirafiori».

La Fiom-Cgil chiede ulteriori garanzie e un dialogo aperto. «Riguardo al futuro industriale degli stabilimenti Stellantis, a partire da Mirafiori, l’annuncio di nuove produzioni rappresenta un obiettivo molto lontano nel tempo, considerando che Mirafiori vive attualmente una situazione molto complicata con i lavoratori tra cassa integrazione e contratti di solidarietà – hanno dichiarato Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil e Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità –Per il resto permane una condizione di indeterminatezza su volumi produttivi, garanzie occupazionali anche delle aziende della componentistica e su tutto il settore della ricerca e sviluppo. L’incontro del 27 maggio con Tavares è stato importante, ma è necessario che il confronto continui per garantire insieme produzione, occupazione, ricerca e sviluppo e indotto, su cui chiediamo l’apertura di un confronto a Palazzo Chigi con l’amministratore delegato e la Presidente del Consiglio considerata la strategicità del settore. Sulle condizioni di lavoro Tavares ha riconosciuto la necessità di investire ulteriormente. È positivo che abbia preso l’impegno di un confronto ogni mese tra la direzione di stabilimento e le rappresentanze sindacali nei singoli stabilimenti sulle condizioni di lavoro anche legate ai servizi».

Dopo l’incontro con i vertici di Stellantis, la Uil ha chiesto con urgenza al Governo la convocazione del tavolo di confronto, mentre Fismic ha dichiarato di apprezzare l’attenzione alla questione dell’ambiente di lavoro, della sicurezza e della dignità del lavoratore, pur sottolineando la necessità di mantenere aperto il confronto tra Governo, Stellantis, sindacati, associazioni di settore e gli Enti locali coinvolti.

Gli incentivi. Il Governo continua a chiamarlo «ecobonus». Si tratta della riforma di incentivi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni di anidride carbonica. Sarà agevolato l’acquisto di auto elettriche, ibride plug-in e a motore termico con un livello di emissioni di CO2 fino a 135 gr/km, nonché di motocicli e ciclomotori elettrici e non elettrici e di veicoli commerciali leggeri. Tra gli obiettivi la rottamazione del parco auto vecchio: il 25% di quelle in circolazione appartiene agli euro 0, 1, 2 e 3.

Il Governo dichiara di aver stanziato «risorse complessive per 1 miliardo di euro (circa) per l’anno in corso. Il contributo massimo ottenibile per l’acquisto di un’auto elettrica, a fronte della rottamazione di un veicolo fino a Euro 2, sale da 5.000 a 13.750 euro». La riforma, presentata l’1 febbraio dal ministro Adolfo Urso, sabato 25 maggio è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. La piattaforma (ecobonus.mise.gov.it) per richiedere i contributi, gestita da Invitalia per conto del Mimit, sarà attiva dalle ore 10 di lunedì 3 giugno.

Pronti via, il Governo ha messo così sul piatto quasi 1 miliardo di euro: oltre il 70% per auto nuove, quindi al noleggio a lungo termine per i privati, ai veicoli commerciali, ai motocicli fino alle auto usate e alla trasformazione a gas (metano e gpl). Tra le novità, previsti contributi proporzionali alla classe ambientale di appartenenza del veicolo da rottamare, incluse le vetture di classe Euro 5.

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