Terra Madre al Parco Dora, la sfida è “ri-generare”

Dal 22 al 26 settembre – È il Parco Dora di Torino ad ospitare la 14ª edizione di «Terra Madre Salone del Gusto» e il tema della manifestazione, Regener Action, diventa simbolico anche per quella porzione di città

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Sarà il Parco Dora di Torino ad ospitare la 14ª edizione di «Terra Madre Salone del Gusto» e il tema della manifestazione, Regener Action, diventa simbolico anche per quella porzione di città. Il parco di 35 ettari nacque proprio dalla volontà di una rigenerazione. L’area enorme che ospitava gli stabilimenti Vitali, Ingest e Valdocco delle Ferriere Fiat, quelli Michelin e Mortara oggi conserva memoria di quasi cento anni di presenza industriale – si pensi ai pilastri rossi del capannone dello strippaggio, al campanile-ciminiera del Santo Volto, alla torre evaporativa Michelin, alle ex Officine Savigliano – ma è un nuovo grande polmone verde dove anche la Dora Riparia, un tempo ricoperta da una soletta di cemento armato, è stata restituita ai cittadini e dove si possono ospitare eventi con migliaia di persone, dai festival dance all’incontro di preghiera per la fine del ramadan. Un parco che dal semicentrale quartiere di San Donato si estende verso Borgo Vittoria, Aurora e Barriera di Milano.

«Terra Madre Salone del Gusto», organizzata da Slow Food, con Comune di Torino e Regione Piemonte dal 22 al 26 settembre, con il sostegno economico di grandi aziende, banche, assicurazioni e Fondazioni bancarie, porterà in città oltre 3 mila contadini e allevatori, popoli indigeni e cuochi, migranti e giovani attivisti da 150 Paesi intorno al claim #RegenerAction: una rigenerazione – scrivono gli organizzatori – «che parte dal cibo affinché questo diventi motore della transizione ecologica necessaria al profondo rinnovamento del pensiero e della società, unica via per affrontare le crisi in atto. Rinnovare le pratiche agricole, i sistemi di produzione e distribuzione, le diete e le abitudini di consumo, nelle città come nei piccoli borghi, sono azioni tangibili e concrete che la comunità globale può e deve sostenere». All’intento consueto lo spostamento dal Lingotto o dal Valentino aggiunge una sfida: portare i molti visitatori al Parco Dora facendo scoprire loro una nuova porzione di Torino.

Il format è quello consolidato di «Terra Madre Salone del Gusto»: per cinque giorni si potranno incontrare centinaia di espositori italiani ed europei, scoprire i produttori dei Presìdi Slow Food, partecipare alle attività e ai percorsi interattivi dedicati alla Biodiversità, all’Educazione e all’Advocacy, degustare prodotti grazie alle Cucine di Strada e ai Food Truck, assaggiare le specialità dei birrifici italiani, i vini della Slow Wine Coalition e i caffè della Slow Food Coffee Coalition, passeggiare nell’orto didattico.

E ancora: partecipare agli oltre 40 Laboratori del Gusto e agli Appuntamenti a Tavola, alle grandi Conferenze e agli incontri in Arena con filosofi ed economisti, attivisti, artisti e ricercatori, tra i quali Elena Granata, Rupa Marya, Michael Moss, Raj Patel, Willie Peyote, Telmo Pievani, Carolyn Steel, Selma Dealdina, don Luigi Ciotti, Corinna Hawkes, Elisa Loncon, Nevin Cohen, Serge Latouche e Larissa Mies Bombardi (il programma completo su https://2022.terramadresalonedelgusto.com).

La ricerca SEeD (Systemic Event Design) for Change, realizzata per l’edizione 2020 da Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Università e Politecnico di Torino per analizzare ciò che accade durante i giorni dell’evento e comprenderne gli effetti su chi partecipa a Terra Madre ha evidenziato che il 72,5% dei visitatori ha risposto in modo affermativo alla domanda «Le informazioni ricevute da Slow Food ti hanno portato a cambiare le tue abitudini di acquisto e consumo alimentari?», in particolare per quanto riguarda la sostenibilità delle scelte relative al cibo. L’augurio è che l’edizione 2022 accentui la disponibilità al cambiamento e che il Parco Dora si affermi anche come nuova possibile location per grandi eventi cittadini.

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