Torino accoglie il mondo delle Equipes di Notre Dame

Dal 15 al 20 luglio – Si tiene a Torino il XIII Raduno Internazionale delle Equipes di Notre Dame: oltre 7.500 gli equipiers, provenienti da ogni parte del mondo, vivono una settimana intensa e ricca di momenti di spiritualità e riflessione. In programma giornate con la celebrazione eucaristica, meditazioni, conferenze, incontri plenari e spettacoli. GALLERY

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«A Torino risplende il segno della Sindone, che ci rimanda alla Passione di Cristo e a quell’amore che è all’origine del sacramento nuziale. E ugualmente risuona la testimonianza dei santi sociali che hanno accolto la sfida di portare un Vangelo che è capace di aprire la nostra umanità al dono di Dio così da vivere in Lui una vera e profonda attenzione e cura verso gli ultimi. Un Vangelo che nella famiglia – come sottolinea Papa Francesco – diventa «una storia di salvezza». Così mons. Alessandro Giraudo dà il benvenuto agli 8 mila tra sposi e sacerdoti consiglieri spirituali aderenti all’Equipes Notre Dame (End) che giungeranno a Torino da 86 Nazioni dei 5 continenti per il XIII Raduno internazionale ospitato nel grande palazzetto Inalpi Arena al Parco Ruffini, da lunedì 15 a sabato 20 luglio.

L’incontro (ogni 6 anni) – lo scorso si è tenuto a Fatima e l’ultimo in Italia a Roma nel 1982 – è stato presentato alla città mercoledì scorso presso la Sala delle Colonne del Comune: moderati da Alberto Riccadonna, direttore de «La Voce e il Tempo» – che ha dedicato ampio spazio ai temi del raduno – erano presenti, oltre a mons. Giraudo, il vicesindaco Michela Favaro, l’assessore regionale con delega alle Famiglie Maurizio Marrone e Giampiero Leo, consigliere della Fondazione Crt che è sponsor del meeting.

Il tema scelto è «Andiamo con cuore ardente», che richiama l’episodio del Vangelo dei discepoli di Emmaus (Lc 24: 15.35). Il raduno verrà aperto dall’Arcivescovo Roberto Repole e sarà scandito dalla Messa quotidiana ad inizio giornata, preghiera comunitaria, conferenze, incontri plenari e pellegrinaggi a gruppi nei luoghi dei santi sociali. Negli hotel dove saranno accolti i partecipanti, a Torino e Provincia, si terranno momenti di confronto a piccoli gruppi. Tra i relatori delle meditazioni quotidiane, il card. José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione.

Imponente la macchina organizzativa che da mesi sta curando nei dettagli il raduno, come ha sottolineato mons. Giraudo ringraziando Comune, Regione, Fondazione Crt e naturalmente le Equipe presenti in diocesi (circa 100) che con 400 volontari garantiranno accoglienza e spostamenti. Un altro servizio a disposizione di chi non potrà essere a Torino è garantito dal gruppo che sta lavorando per permettere di seguire il raduno in italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese sul sito https://torino2024.equipes-notre-dame.com/.

Il vicesindaco Favaro ha evidenziato come «accogliere il XIII incontro Internazionale delle End sia motivo di orgoglio per  Torino, città dei santi sociali, un laboratorio di accoglienza e solidarietà che ha tra le sue priorità di pensare al benessere delle persone e delle famiglie di oggi e di domani in un momento dove le fragilità delle famiglie e delle nuove generazioni sono una delle emergenze della nostra società. Ci auguriamo che per le migliaia di coppie provenienti da tutto il mondo sia un’importante opportunità di condivisione, riflessione e crescita spirituale ma anche l’occasione di scoprire quanto di meglio Torino ha da offrire tra storia, arte, cultura ed enogastronomia». Anche Maurizio Marrone ha assicurato che il Piemonte, accoglierà a braccia aperte le persone che vengono a Torino «per celebrare la famiglia in un’epoca di denatalità e di crisi educativa dove c’è bisogno dei valori della famiglia cristiana».

Giampiero Leo ha rimarcato che «la Fondazione Crt considera appuntamenti come questi importantissimi perché fanno conoscere e valorizzano il nostro territorio, ma soprattutto perché mettono al centro della società valori come quelli di una famiglia salda e quindi aperta e inclusiva».

Durante la presentazione Clarita e Edgardo Bernal, sposi colombiani, responsabili internazionali del movimento, hanno spiegato che le End sono «un’associazione laicale e cattolica, nata per rispondere all’esigenza degli sposi di vivere in pienezza il sacramento del matrimonio nella complessità della realtà contemporanea». Ogni End è formata da 5-6 coppie seguita da un sacerdote consigliere spirituale: l’obiettivo del movimento, fondato in Francia nel 1939 da padre Caffarel (di cui è in corso la causa di canonizzazione) e riconosciuto nel 1992 dal Consiglio Pontificio per i Laici «è approfondire insieme la spiritualità coniugale, accompagnando le coppie e sostenendole nel loro progetto di vita in un tempo in cui la famiglia è in crisi. Un cammino verso la santità nella vita ordinaria della coppia, dell’educazione dei figli alla luce del Vangelo».

Oggi fanno parte delle End 160 mila persone in oltre 90 nazioni: in Italia le coppie sono 3.419 seguite da 612 consiglieri spirituali. A Torino i gruppi più numerosi giungeranno da America Latina, Francia, Spagna, Italia, Africa ma anche da Oceania, Stati Uniti e nazioni in sofferenza come l’Ucraina, la Siria, il Libano o dove i cristiani sono in minoranza come gli Emirati Arabi e il Quatar.

Ancora mons. Giraudo ha invitato a vivere l’incontro internazionale nella cornice del cammino sinodale di tutta la Chiesa, che riconosce come «la famiglia in quanto comunità di vita e di amore è un luogo privilegiato di educazione alla fede. È scuola di sinodalità dove ciascuno è invitato a prendersi cura degli altri. Lo sguardo che in questi giorni da Torino si allarga a tutti i Paesi degli Equipiers diventi occasione, come ricorda l’Arcivescovo Repole, per non ‘guardarsi solo negli occhi’ ma per ‘guardare in alto, all’origine della vita e dell’amore’».

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