Torino capitale dell’Intelligenza artificiale, sarà la volta buona?

Centro nazionale – Il ministro Adolfo Urso ha dichiarato che Torino ospiterà davvero il Centro nazionale per l’Intelligenza artificiale. Dopo tre anni di tira e molla sarebbe un traguardo molto importante. Il progetto nel 2020 era stato proposto dal Servizio per l’Apostolato digitale della diocesi di Torino

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Torino sarà sede del Centro nazionale per l’Intelligenza artificiale. Sembra un déjà vu in quanto un primo annuncio del genere arrivò il 3 settembre 2020 dall’allora Governo Conte. Il progetto, dopo diversi tira e molla, si arenò. Ed ora un nuovo annuncio. Il ministro alle Imprese e al Made in Italy Adolfo Urso lunedì 16 ottobre, nell’inaugurare il nuovo anno accademico al Politecnico di Torino, ha confermato l’arrivo del Centro nel capoluogo piemontese.

«Abbiamo finalmente definito lo statuto che permetterà di attivare subito il Centro e darà impulso all’attività di Torino e alla sua capacità di guidare il processo di trasformazione che non deve intimorirci», ha spiegato il ministro aggiungendo che l’Istituto verrà finanziato con 20 milioni di euro all’anno.

Il progetto prende le mosse nel luglio 2020 quando il Servizio per l’Apostolato digitale della diocesi di Torino avanza la proposta attraverso il responsabile don Luca Peyron. L’idea viene dunque presentata all’allora Governo Conte dall’Amministrazione Appendino. Il 3 settembre 2020 il Governo designa Torino come sede principale dell’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale (I3A). Il progetto nel tempo si sgonfia fino ad arrivare, con il Governo Draghi, ad un polo per l’Intelligenza artificiale applicata solo all’automotive. Con l’annuncio del ministro Urso il capoluogo piemontese potrà nuovamente contare su un Centro nazionale per l’intelligenza artificiale a tutto campo, non solo applicata all’automotive e all’aerospazio.

«Con questa scelta», sottolinea don Luca Peyron, referente dell’Apostolato digitale della diocesi, «il Governo prende atto della centralità di un tema decisivo in questo momento storico, al centro anche del dialogo con le Nazioni Unite, assumendone la responsabilità».

Per don Peyron, rispetto alla nascita dell’idea tre anni fa, sono diventati centrali alcuni elementi. «In primo luogo», sottolinea, «la legislazione europea, e quella italiana di conseguenza, richiederanno la necessità di un controllo e di una validazione dei sistemi di intelligenza artificiale a servizio della società e quindi c’è bisogno di un Centro nazionale che svolga questo ruolo, oltre alla necessità di formazione su questi temi».

Sotto la Mole hanno sede due agenzie delle Nazioni Unite profondamente toccate dalle trasformazioni messe in atto dall’Intelligenza artificiale: il Centro di formazione dell’Organizzazione internazionale del Lavoro (Oil) e l’Istituto interregionale di ricerca sul Crimine e la Giustizia (Unicri).

«Il lavoro e la criminalità», evidenzia don Peyron, «sono due ambiti su cui l’intelligenza artificiale diventa decisiva e quindi l’auspicio è che il Centro nazionale con sede a Torino possa essere a servizio dell’Italia e dell’Europa, e nello stesso tempo diventare anche uno strumento utile rispetto alle politiche delle Nazioni Unite su questi temi».

«Il via libera allo statuto e l’avvio imminente del Centro di Intelligenza artificiale a Torino», ha commentato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, «rappresentano un’ottima notizia e l’ulteriore tassello di quel processo di innovazione e trasformazione industriale che questo territorio sta attraversando per consolidare la sua vocazione produttiva a beneficio del Piemonte e di tutto il Paese». Anche il sindaco Stefano Lo Russo ha espresso soddisfazione per la notizia: «la conferma di Torino come sede del Centro ribadisce una delle vocazioni del nostro territorio, da sempre all’avanguardia per innovazione e progresso tecnologico. La nostra è una città proiettata al futuro ed un luogo in cui si sviluppano approcci innovativi, trasversali a tutti i settori. L’intelligenza artificiale rappresenta una nuova frontiera della tecnologia e insieme un importante fronte di sviluppo».

Nelle prossime settimane a Roma sarà firmato il decreto interministeriale o il Dpcm per il definitivo via libera al progetto.

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