Torino dona una Sindone all’Ucraina

Pasqua sotto le bombe – Da Torino una copia del lenzuolo che sta girando le chiese e i monasteri del Paese in guerra. Dopo la benedizione nel Duomo di Torino lo scorso 18 febbraio, l’immagine sindonica è volata al santuario di Sarhorod

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Lo scorso 18 febbraio, prima domenica di Quaresima, al termine della celebrazione eucaristica in Cattedrale, l’Arcivescovo Roberto Repole ha benedetto una copia della Sindone, che è stata consegnata a padre Benedykt Swiders’kyj, ministro provinciale dei Frati minori francescani dell’Ucraina, alla presenza del Presidente e del Vicepresidente della Confraternita del Ss. Sudario di Torino e di Mario Po’, promotore dell’iniziativa e direttore del Polo Culturale e Museale della Scuola Grande di San Marco di Venezia.

La copia è stata donata ai Frati Minori della Provincia ucraina (presenti in sedici conventi e in oltre cinquanta parrocchie) dalla Confraternita della Scuola Grande di San Marco di Venezia e dall’Associazione «Rivela» di Verona. Dopo essere stata esposta nella Cappella delle reliquie della Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, nella cripta della chiesa di San Fermo a Verona e nel Santuario di Kalwaria Zebrzydowska in Polonia, la copia della Sindone è arrivata in Ucraina e ha iniziato un lungo pellegrinaggio che la porterà in diverse località religiose del paese.

La benedizione della copia della Sindone nel Duomo di Torino

La prima tappa è stato il Santuario della Passione di Gesù a Šarhorod, città dell’Ucraina meridionale a pochi chilometri dal confine con la Moldavia. Venerdì 22 marzo, alla presenza di tremila fedeli appartenenti alla Chiesa cattolica ucraina di rito latino, la copia della Sindone è stata accolta con una solenne e lunga cerimonia durata quattro ore, dalle 12 alle 16, iniziata con una solenne celebrazione nella chiesa del Santuario, presieduta da mons. Radosłav Zmitrowicz, vescovo di Kam’ianets’-Podil’s’kyi. La riproduzione sindonica è stata collocata ai piedi dell’altare maggiore per consentire ai numerosi fedeli di venerarla da vicino e di soffermarsi in preghiera di fronte al telo. Al termine della Messa, tutti i presenti hanno preso parte alla Via Crucis che si snoda lungo un itinerario di due chilometri sulla vicina collina, realizzato negli ultimi quindici anni, con grandi sacrifici, da fedeli e benefattori dell’oblast (regione) di Vinnytza a cui appartiene la città di Šarhorod. Si tratta della più grande Via Crucis monumentale di tutta l’Ucraina che, come ha rivelato padre Benedykt Swider’skyi, sarà solennemente consacrata il prossimo 25 giugno dal cardinal Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme.

Nei prossimi mesi la copia della Sindone verrà esposta in altre chiese, monasteri e santuari dell’Ucraina, nelle città di Leopoli, Husyatyn, Zytomyr, Polonne e Šepetivka per poi ritornare a Šarhorod dove sarà custodita stabilmente. Già nel 2004 una copia della Sindone era stata donata alla Chiesa ucraina e portata a Leopoli dall’AMCOR, l’associazione torinese «Amici Chiese d’Oriente».

Durante la cerimonia tenutasi nel Santuario di Šarhorod, padre Benedykt Swiders’kyj ha sottolineato il profondo significato della presenza della copia della Sindone sul territorio ucraino: «La forza di compassione e di conversione che proviene dall’immagine sindonica è la realtà che più oggi ci è vicina per comprendere il dolore della nazione ucraina. Ancora una volta la nostra patria – dopo il genocidio di milioni di contadini ucraini pianificato dallo stalinismo e dopo le migliaia di sacerdoti, vescovi e fedeli cattolici uccisi in odio alla fede durante il periodo sovietico –   chiamata ad un’ulteriore prova: vivere le terribili sofferenze di una sanguinosa guerra, sofferenze che però sappiamo che precederanno la ‘resurrezione’. Per questo, possiamo dire che ci identifichiamo nella Sindone di Gesù come Chiesa, come cristiani romano-cattolici e persino come nazione. Questa ‘Imago Christi’ dovrebbe diventare il simbolo, il vessillo di tutte le esperienze di persecuzione e di speranza perché nella Sindone leggiamo sì il volto della sofferenza ma anche il miracolo della Risurrezione».

Da quando ha avuto inizio l’aggressione russa, l’Italia sta aiutando l’Ucraina in vari modi: con beni e attrezzature materiali, offerte in denaro, collaborazioni sociali e culturali e con l’ospitalità offerta a molti profughi. Sempre più spesso però, come ha sottolineato recentemente l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas, nunzio Apostolico a Kiev, dal popolo ucraino giungono anche pressanti richieste di aiuto sotto forma di iniziative di preghiera comunitaria e individuale. Concludendo la celebrazione al Santuario di Šarhorod, mons. Radosław Zmitrowicz ha rivolto parole forti ai numerosi fedeli presenti, che piangono figli e mariti caduti nel corso della guerra: «La Sindone ci presenta l’immagine di Cristo che soffre senza alcuna colpa; per questo la sua presenza tra noi ci induce a pensare che l’Ucraina sia ormai diventata una ‘nazione sindonica’, una nazione che soffre ingiustamente a causa di altri. Preghiamo per la conversione dei russi che ci hanno aggredito e invaso, affinché dalla venerazione della Sindone possiamo imparare la consolazione e il perdono che conducono alla conversione. Il dono della copia della Sindone è il gesto spirituale più bello che abbiamo ricevuto in questi anni dai cattolici italiani».

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