Torino maglia nera dello smog

Ultimo Rapporto di Legambiente – L’ex capitale dell’auto è la seconda città più inquinata d’Italia, nel mirino i motori e le caldaie vecchie. Nel 2023 sono stati superati i tetti di sicurezza in 66 giorni, il doppio del consentito

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Torino è la seconda città più inquinata d’Italia. La prima è Frosinone nella regione Lazio. Il poco invidiabile primato del capoluogo piemontese è documentato nel report «Mal’Aria di città 2024», realizzato da Legambiente analizzando i dati raccolti nel 2023 su novantotto province italiane. La centralina Grassi di via Paolo Veronese, nella periferia nord di Torino, ha monitorato lungo tutto l’anno i livelli delle polveri sottili Pm10 (materiale particolato generato prevalentemente dal traffico veicolare) e Pm2,5 (particolato generato dagli impianti di produzione di energia, dalla combustione di legna per il riscaldamento domestico e da numerosi processi industriali), oltre che del biossido di azoto No2 (gas tossico generato dai motori di autoveicoli, dai riscaldamenti delle case e dai processi industriali), rilevando che la città capoluogo ha sforato gli attuali limiti normativi di sessantasei giorni (contro i trentacinque ammessi).

Le principali cause dell’inquinamento torinese sono – come si vede – il traffico veicolare e le combustioni prodotte dagli impianti di riscaldamento domestici, seguite dalle emissioni industriali e dai centri di allevamento nelle campagne. A ciò si aggiunge la particolare disposizione geografica del capoluogo piemontese che, circondato dalle montagne, non riesce ad avere un efficiente ricambio dell’aria.

L’inquinamento non produce solo conseguenze sull’ambiente, ma come ovvio ha un forte impatto sulla salute dei cittadini e dunque sul loro stile di vita. Sono in aumento le persone che soffrono di allergie e di problemi respiratori, nonché il numero di morti all’anno causati dagli agenti inquinanti.

Negli anni Torino ha messo in atto diverse iniziative per ridurre i livelli di inquinamento, ma – come sottolinea Carla Pairolero, presidente di Legambiente Metropolitano Torino e area metropolitana – si è trattato di azioni insufficienti e attuate con lentezza rispetto agli obiettivi fissati dalla Commissione Europea e dall’Organizzazione Mondiale della Salute. Per raggiungere gli obiettivi di sicurezza Torino dovrebbe ridurre il Pm10 del 43%, il Pm2,5 del 55% e il No2 del 46% entro il 2030, raddoppiando sostanzialmente la dimensione degli sforzi compiuti fino ad oggi.

L’azione principale della città è consistita fino ad oggi nel cercare di ridurre la presenza di veicoli privati (ritenendo che spesso siano utilizzate più per abitudine che per vera esigenza), ampliando il numero e l’estensione delle zone chiuse al traffico e puntando sul trasporto pubblico locale (con rinforzo dei veicoli elettrici). Sono state anche introdotte le strade a velocità ridotta di 30 km/h. Inoltre: per promuovere una nuova mobilità urbana è stata decisamente estesa la rete delle piste ciclabili, che però adesso hanno la necessità di essere collegate tra di loro e di essere messe in sicurezza.

Secondo Legambiente è necessario educare i cittadini a un diverso modo di spostarsi in città. A questo scopo l’associazione ambientalista sta progettando incontri pubblici «Bike to school» nelle scuole, al fine di coinvolgere anche i bambini e i ragazzi, educando a muoversi a piedi o in bicicletta. Sempre secondo Legambiente il trasporto pubblico locale ha bisogno di essere reso completamente elettrico e anche più organizzato, con corse più frequenti e una maggiore estensione urbana, per permettere ai cittadini di usufruirne. Infine, è necessario promuovere la mobilità elettrica condivisa (sharing mobility), creando strutture apposite in cui parcheggiare le biciclette e stazioni di ricarica per le auto elettriche.

Per promuovere una mobilità sostenibile e a zero emissioni e, di conseguenza, una qualità della vita migliore, Legambiente sta conducendo la campagna itinerante «Città2030» per capire a che punto si trovano i principali capoluoghi italiani riguardo agli obiettivi posti per il 2030. La campagna fa tappa anche a Torino venerdì 1° marzo; sono previsti incontri con le amministrazioni locali, esperti e cittadini.

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