Trentamila studenti portano cibo ai poveri

Proposta educativa della Caritas Diocesana – Sesta edizione di «Pane nostrum», il progetto proposto dalla Caritas Diocesana di Torino con la Pastorale scolastica della diocesi, il Banco alimentare del Piemonte e le istituzioni. Aperte le iscrizioni agli istituti e alle parrocchie che vogliono partecipare. Nel 2023 sono stati oltre 20 mila gli alunni coinvolti

125

Aumentano le famiglie in difficoltà a compare prodotti alimentari per il proprio sostentamento,  aumenta la necessità di fare rete e di valorizzare quella sinergia tra pubblico e privato sul territorio per supportare chi fatica, cresce l’urgenza di favorire quella cultura della condivisione e della fraternità che è alla base del futuro di una società. Per questo torna alla sua sesta edizione «Pane Nostro» e lo fa rilanciando il successo della passata edizione e rinnovando l’appello a scuole e parrocchie.

«Pane Nostro» è un progetto di Caritas Diocesana e Pastorale scolastica diocesana, con il patrocinio della Città di Torino e in collaborazione con il Banco Alimentare del Piemonte e l’Ufficio Scolastico Territoriale di Torino. Si tratta di una attività di promozione nelle scuole primarie e secondarie di una raccolta volontaria di generi alimentari a lunga conservazione. Prodotti che  donati gratuitamente dagli alunni per condividerli con persone in difficoltà grazie al servizio delle parrocchie, che li distribuiscono alle famiglie del territorio che quotidianamente chiedono aiuto.

«Si tratta», spiega Pierluigi Dovis, «di una iniziativa che è nata ‘dal basso’, frutto non di un lungo discernimento ‘a tavolino’, ma di un intuizione dell’Arcivescovo Nosiglia quando  parlammo di progettualità sul tema del cibo e ci chiese perchè non si pensasse a qualcosa di educativo nei confronti dei più piccoli, anche solo per farli riflettere sul fatto che il problema alimentare non esiste solo nei Paesi del sud del mondo».

Da quella intuizione il passaggio successivo fu il coinvolgimento della Pastorale scolastica diocesana e quindi dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Torino, il Comune di Torino, il Banco Alimentare: una rete finalizzata a sensibilizzare i ragazzi e le famiglie, a sostenere i gruppi caritativi delle parrocchie,  a generare – secondo lo stile Caritas – un modello di aiuto replicabile anche in altri contesti.

«Sin dall’inizio»,  prosegue Dovis, «i risultati sono stati superiori alle attese e non solo per le tonnellate di cibo raccolto, ma proprio per l’attivazione di dinamiche di prossimità sul territorio. Le stesse associazioni o parrocchie coinvolte come destinatarie della raccolta hanno assunto una visibilità importante per il tessuto sociale. I ragazzi si sono reci conto di poter fare concretamente qualcosa per chi è in condizioni di indigenza e vive proprio nello stesso quartiere. Si può dire che ‘Pane nostro’ ha anche alimentato quello spirito di comunità così prezioso di fronte al rischio dell’individualismo e della indifferenza».

«Rispetto al mondo della scuola», aggiunge don Roberto Gottardo, referente della Pastorale scolastica diocesana, «’Pane nostro è una preziosa occasione di sviluppo di competenze a partire dal valore della condivisione». Un progetto che coinvolge gli studenti, ma anche gli insegnanti che «preparano in proprio», prosegue don Gottardo, «o utilizzano materiali che forniamo per le classi, ad esempio sulla lotta allo spreco, sulle emergenze alimentari. Supporti che favoriscano nell’ambito del progetto la realizzazione di ‘compiti di realtà’ in cui mettere in pratica le competenze acquisite»

La raccolta di «Pane Nostro» si terrà fra i prossimi mesi di marzo e maggio, ma le scuole e le parrocchie interessate a partecipare devono comunicarlo entro il 9 febbraio. Dal 9 infatti si realizzeranno gli abbinamenti scuola/parrocchia e si concorderà la logistica.

«Non c’è un giorno specifico infatti per la raccolta», prosegue Dovis, «ma ogni scuola si potrà raccordare con i destinatari secondo la logistica migliore per entrambi».

Se inizialmente il progetto era circoscritto su Torino città, negli anni si è «allargato» e l’auspicio è che possa ulteriormente espandersi anche in zone come Avigliana, Trana, Giaveno ancora «scoperte».

Nella «espansione» del progetto anche l’ampiamento delle fasce scolastiche:  inizialmente rivolto alle scuole primarie, si è poi orientato anche alle secondarie di primo grado, accogliendo anche la partecipazione di scuole dell’infanzia e della secondaria di secondo grado.

Nel sessennio di attività l’adesione è dunque aumentata arrivando a coinvolgere un totale di 210 plessi scolastici di cui 133 in città e 77 nel resto del territorio diocesano. Se nel 2019 le classi attivate erano 638, nel 2023 sono state 1.377, passando dal coinvolgimento di 13.831 ragazzi il primo anno a 28.478 studenti nell’anno scorso.

Nel 2023 in Torino città hanno aderito all’iniziativa 87 scuole (11 dell’infanzia, 53 primarie, 22 secondarie di primo grado e 1 secondaria di secondo grado), per un totale di 970 classi e 20.937 alunni coinvolti. Nel territorio diocesano extraurbano 58 scuole, per 407 classi da infanzia a secondaria di secondo grado, con 7.541 alunni. 73 tonnellate e 457 chili di alimenti sono raccolti in quattro anni (il 2020 causa Covid non ha comportato questa parte del progetto), sempre in aumento fino ai 20.385 chilogrammi del 2023, ma dal 2021 non si è mai scesi al di sotto dei 20.000 chili annuali.

Il gesto concreto di raccolta dei generi alimentati avviene nei singoli plessi scolastici, dove vengono confezionati in appositi scatoloni forniti dal Banco Alimentare – che svolge anche una funzione di supervisione e di logistica per facilitare il processo – pesati e raccolti. Nei cinque anni si sono contati in totale 9.175 scatoloni, 2.661 nel solo 2023.

I volontari dei gruppi caritativi delle parrocchie vicine al territorio dove sorge la scuola ritirano i prodotti e, utilizzando la solita rete di distribuzione, li «restituiscono» alle persone in difficoltà quasi in tempo reale.  Le parrocchie che hanno aderito e, quindi, ricevuto a beneficio dei loro servizi caritativi i beni raccolti sono in totale 147, di cui 79 in città e 68 nel resto del territorio diocesano. Nel 2023 sono state 104, più fuori città (54) che in Torino (50).

«Il valore dell’iniziativa», concludono, «non è, però, misurato in chili: è tanto più utile quanto più riesce a dare il via ad un processo educativo capace di accompagnare i ragazzi verso un modo nuovo di sentirsi parte attiva del bene comune e vicini agli altri nella fraternità..

Per formalizzare la partecipazione è sufficiente compilare il modulo online a cui si può accedere tramite il sito web www.caritas.torino.it/panenostro e per informazioni operative è possibile contattare la segreteria, scrivendo a panenostro@diocesi.to.it o telefonicamente al numero 011.5156358 (dal lunedì al venerdì  dalle 9 alle 12).

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome