Trent’anni di “Isola”: commercio equo-solidale e lavoro

Torino e Collegno – Trent’anni di cooperativa Isola, trent’anni di commercio equo e solidale, di lavoro e solidarietà. Nel 1995 la prima bottega davanti alla Cavallerizza a Torino, poi a Collegno e nel quartiere San Salvario

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Trent’anni di cooperativa I.So.La, Iniziative di Solidarietà e Lavoro, trent’anni di commercio equo e solidale, di lavoro e solidarietà. Nel 1995 come associazione e l’anno dopo cooperativa sociale di tipo B. Grazie all’affitto concordato con il Cottolengo nei locali di via Fratelli Vasco 6/b, nel centro di Torino, di fronte alla Cavallerizza oggi nel pieno dei lavori di restauro, apre «Equamente»; poi dal 2005 a Collegno, in via Rodolfo Morandi 3, apre «Casa Wiwa» e nel 2013 a Torino, in San Salvario, via Saluzzo 86bis, alza la serranda «Baobab».

«Un bilancio positivo, pur tra mille difficoltà», fa il punto il presidente di I.So.La, Enrico Da Vià, «le tre botteghe danno lavoro a un amministratore, 8 dipendenti a tempo indeterminato di cui uno full time e tra questi tre sono soggetti svantaggiati, a un contratto di collaborazione coordinata e continuativa e a un collaboratore free lance per il marketing. Ogni bottega ospita anche un tirocinio di formazione lavoro, in collaborazione con la Fondazione Operti e la cooperativa Orso, al quale si aggiunge un tirocinio formativo con le Acli».

Un trentennale celebrato con gli incontri «Diserta con noi» – come disertare non solo dalle guerre ma dall’economia non equa, dallo sfruttamento del lavoro, dall’inquinamento – e una presenza riconosciuta con la certificazione Epic (Esercizi di Prossimità di Interesse Collettivo) della Città di Torino in collaborazione con Ascom e Confesercenti con il supporto della Camera di commercio. Senza sedersi sugli allori.

«Sosteniamo un progetto in Senegal a favore degli studenti promosso dal Comune di Nichelino e dalla comunità senegalese di Torino. Sosteniamo la popolazione palestinese proponendo nelle botteghe i datteri, il cuscus e le mandorle coltivati in Cisgiordania – ricorda il presidente Da Vià – e gli artigiani di Benin e Ghana importando direttamente i loro prodotti grazie a una collaborazione con associazioni francesi. Acquistiamo e rivendiamo ogni anno gli agrumi della Aps Sos Rosarno che offre lavoro equo a migranti: 17mila euro, 12mila dei quali vanno direttamente ai lavoratori. Collaboriamo con Yatra, associazione torinese che in India ha fondato una sartoria per dare lavoro alle donne Adivasi, antichissima popolazione indiana a sud della valle del Gange, sosteniamo un’associazione di medici torinesi attiva in Madagascar commercializzando prodotti locali e Ad Gentes, associazione di Pavia attiva in Bolivia».

I.So.La non ha confini, ma deve fare i conti con la povertà in crescita nel nostro Paese, la scarsa tutela dei diritti dei lavoratori, i salari troppo bassi e la mancanza di alloggi in affitto a prezzi abbordabili. «In questa situazione proporre i temi del commercio equo e solidale e sostenere i costi delle botteghe», conclude Da Vià, «è sempre più difficile; ma continuiamo ostinatamente a ‘disertare’ e a nutrirci di speranza».

Per sostenere I.So.La, oltre che acquistare nelle tre botteghe, si può destinare il 5×1000 della dichiarazione dei redditi scegliendo il riquadro «sostegno del volontariato …» e indicando il codice fiscale 07001110019.

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