Trump e i negoziati dentro la guerra

Scenari – Gli Stati Uniti vincono la battaglia militare delle bombe e dei missili, ma perdono la guerra delle trattative e dell’economia. Bocciata la nuova proposta di Theran (Hormuz riaperto e ritiro delle forze militari)

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Nell’edizione online del «New York Times» di mercoledì 27 maggio, l’elemento che attirava di più l’attenzione era una sequela di dichiarazioni sulla fine della guerra fatte dal presidente Usa Donald Trump: si andava dal conflitto che doveva durare «quattro o cinque settimane» al «ce ne andremo molto presto» del 31 marzo – a un mese dell’inizio dell’aggressione israelo-americana all’Iran – alla richiesta di «resa incondizionata» al «vogliono disperatamente un’intesa» al «faremo un grande accordo e non faremo un accordo del tutto» che è il mantra di queste ore.

Il giornale concludeva così la sua disanima: «Abbiamo analizzato le dichiarazioni del Presidente e le abbiamo confrontate con la realtà: spesso, abbiamo riscontrato un’ampia disconnessione» tra le une e l’altra; e, comunque, allo stato, nessuna delle sue dichiarazioni s’è concretizzata, come – per fortuna – non s’è realizzata l’apocalittica minaccia di «cancellare in una notte un’intera civiltà». […]

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