Tutta Druento in festa per il Vescovo Repole

Il “ritorno” in paese – Un migliaio di persone domenica 15 maggio si sono strette intorno all’Arcivescovo Repole per la prima Messa nella comunità druentina dopo l’ordinazione episcopale

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Sulla cancellata dell’oratorio di Druento lo striscione «Benvenuto don Roberto Amico, Fratello, Vescovo» ha accolto oltre un migliaio di fedeli domenica mattina, 15 maggio, per la prima Messa nel paese di mons. Repole dopo la sua ordinazione episcopale.

Dai piccoli agli anziani, ai genitori, per tutti una giornata di festa per il fatto di riavere per un giorno nella comunità il sacerdote che: «me lo ricordo quando era piccolo», commenta commossa una signora anziana guardando quei piccoli schierati di fronte all’altare con i loro animatori in attesa di ricevere il mandato per le attività estive…. Una domenica con il sacerdote che per molti anni è stato compagno di giochi, di oratorio, per altri guida nei ritiri della comunità, per altri ancora confratello in parrocchia, in Unità pastorale, confessore, «uomo del confronto».

Una domenica all’insegna dell’emozione per i ricordi condivisi, della preghiera – quella preghiera che come mons. Repole ha ricordato è la vera forza che unisce la comunità druentina – delle foto che tutti hanno chiesto come ricordo dalla fine della celebrazione fino a sera, e anche dei saluti e delle congratulazioni ufficiali del vicesindaco, del moderatore dell’Unità pastorale, dell’attuale parroco, del Consiglio Pastorale espressi prima della Messa. Ufficiali, ma mai formali perché tutta la giornata ha rispecchiato il rapporto del paese con il novello Vescovo, la relazione costruita negli anni, la stima, la confidenza.

Una giornata all’insegna della gratitudine, parola più volte ripetuta da mons. Repole nella celebrazione ed espressa con abbracci e sorrisi reciproci.

«È la prima volta che presiedo qui la Messa come Vescovo», ha esordito, «il compito del Vescovo è rinsaldare la fede delle comunità e oggi per rinsaldare una fede che qui c’è, e io qui ho ricevuto, vorrei suggerire di lasciarvi sempre incontrare dall’amore del Padre». «Non dobbiamo chiederci solo cosa riceviamo dagli altri», ha aggiunto, «chiediamoci cosa portare agli altri perché il Signore possa amare noi e i fratelli attraverso di noi. Mai cadrà nel vuoto l’amore che vi donate».

Un invito a proseguire dunque nella strada della fraternità, sperimentata personalmente da mons. Repole negli anni di vita e di servizio nella comunità di Druento, creando quel legame «che continuerà», come tanti hanno voluto sottolineare anche nella semplice consapevolezza «di aver avuto negli anni con la sua presenza tra noi un grande dono da custodire e far fruttare».

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