Tutti i danni della Didattica a distanza

Picco di abbandoni scolastici – Trecento segnalazioni alla Polizia Municipale di Torino, allarme degli psicologi. La risposta degli Oratori, dell’Educativa di strada (Progetto “Bella Presenza” con i Salesiani di San Salvario) e del volontariato che attraverso l’alleanza educativa seguono passo passo gli studenti

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Scuola e Covid, disastro educativo

Dall’inizio dell’anno scolastico sono arrivate al Nucleo di Prossimità dei Vigili Urbani di Torino oltre 300 segnalazioni di abbandono da parte di studenti che frequentano la scuola dell’obbligo. Un’impennata rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dati, presentati la scorsa settimana nel corso di un seminario on line, che certamente mettono in luce i danni che la pandemia, con mesi di didattica a distanza, sta provocando nei ragazzi, non solo dal punto di vista dell’apprendimento ma soprattutto delle relazioni quasi del tutto annientate dal Covid con ripercussioni importanti sullo sviluppo armonico di crescita e sul futuro delle nuove generazioni.

Le strategie per “salvare” i ragazzi

Un argine ad un disastro educativo annunciato è stato posto negli ultimi mesi dagli oratori e da diversi attori del territorio che, attraverso la creazione di una rete virtuosa in sinergia con la scuola e la famiglia, sono in grado di intercettare e accompagnare gli studenti divenuti «invisibili» quando la videocamera e il microfono delle video-lezioni restano spenti e in classe non si vedono più.

Tra questi progetti virtuosi che combattono la dispersione scolastica a Torino c’è «Bella Presenza», il piano nazionale selezionato dall’impresa sociale «Con i bambini» nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, che è stato portato avanti dal 2018 in Piemonte, Campania e Toscana raggiungendo oltre 3.330 minori e quasi mille nuclei familiari, con il coinvolgimento di oltre 700 insegnanti ed educatori.

In Piemonte, a Torino, Cuneo e Racconigi, una rete di associazioni, coordinata dalla cooperativa sociale «Labins», che ha sede in via Maria Vittoria a Torino, in questo periodo di gravi difficoltà per la scuola ha potenziato interventi, in sinergia con gli istituti scolastici coinvolti e diversi enti del Terzo settore, per riattivare una comunità educante in grado di prendersi carico e accompagnare tutti gli studenti, in particolare chi è più fragile, prevenendo l’insorgere del disagio che ancora più che in passato porta gli adolescenti a «spegnersi», a smettere di studiare e vivere alla giornata in un proprio mondo senza alcun progetto per il proprio futuro.

Le scuole coinvolte a Torino, nelle Circoscrizioni 1, 7 e 8, sono il liceo scientifico Gobetti, il Convitto statale Umberto I e gli istituti Giulio, Pertini, Giolitti e Gozzi Olivetti, a cui si è aggiunta una sperimentazione sugli Istituti comprensivi Gabelli nel quartiere Barriera di Milano e Manzoni a San Salvario.

«L’emergenza prolungata dalla fase Covid», sottolinea Patrizia Gugliotti, presidente di Labins e coordinatrice di «Bella Presenza» per il Piemonte, «ha aumentato in modo significativo il rischio della dispersione scolastica, fenomeno che era già in crescita prima della pandemia. In particolare le scuole ci segnalano che molti studenti hanno già raggiunto il tetto massimo di ore di assenza nell’anno scolastico. Per i ragazzi non c’è solo la difficoltà a collegarsi alle lezioni on line,  ma soprattutto a gestire il proprio tempo. Sono poi aumentati gli attacchi di panico e le ansie in quanto nell’adolescenza è fondamentale il contatto con il mondo esterno che in gran parte è stato loro precluso».

L’esperienza dell’Educativa di strada portata avanti dall’oratorio salesiano San Luigi a San Salvario, che fa parte del progetto «Bella Presenza», ha offerto un contributo essenziale per arginare i danni della pandemia, che possono diventare irreversibili per molti studenti fragili.

Gli educatori dell’oratorio salesiano San Luigi in piazza Galimberti con i ragazzi fragili

«Abbiamo potenziato», spiega Marta Romano, educatrice dell’Oratorio salesiano San Luigi, «l’attività di monitoraggio costante con le scuole coinvolte per capire come i ragazzi stessero vivendo le diverse fasi della pandemia, chi si connettesse e chi no con la didattica a distanza. Ed ecco che attraverso i contatti personali, instaurando una relazione, abbiamo supportato la scuola e le famiglie dei ragazzi più in difficoltà proponendo delle attività di laboratorio a partire dalle competenze e dai desideri di ciascuno. In particolare abbiamo intensificato la collaborazione con i docenti e i Consigli di classe inventando nuove strategie per ‘agganciare’ e cercare di non perdere nessun ragazzo».

Sono state attivate dunque delle progettualità individuali con interventi mirati utilizzando anche luoghi informali di incontro sulla strada.

«Il lavoro dell’Educativa di strada», evidenzia la Gugliotti, «è fondamentale perché non consiste solo nell’incontrare i giovani in luoghi ‘neutrali’, ma vuol dire prima di tutto stendere dei ponti e delle relazioni a servizio della scuola in modo che, per esempio, i docenti possano cogliere le criticità fin dal loro sorgere». Gli educatori di «Bella Presenza», infatti, entrano nelle scuole, si collegano nelle video lezioni per accompagnare gli studenti in difficoltà prima che si verifichi l’abbandono scolastico.

«È fondamentale allora», conclude la Gugliotti, «costruire una comunità educante che non lasci a se stessa né la scuola né la famiglia e sappia unire il tempo della formazione al resto della vita dei giovani per garantire uno sviluppo armonico che purtroppo in questo tempo è messo a dura prova».

Ad aprile, con l’arrivo della bella stagione, riprenderà il presidio degli educatori in piazza Galimberti a Torino, nella zona delle palazzine dell’ex villaggio olimpico Moi, attraverso un patto di collaborazione con il vicino Istituto comprensivo Sandro Pertini.

È imponente in generale l’attività degli oratori che, nel rispetto delle regole anticontagio, seguono in presenza i ragazzi che fanno più fatica. La scorsa settimana gli Oratori di Grugliasco, attraverso una lettera aperta alla cittadinanza, hanno lanciato un grido di allarme sulla situazione dei ragazzi «a cui è stata azzerata la vita», insieme  ad una proposta concreta per «guarire» le ferite lasciate da un lockdown che per gli adolescenti di fatto non si è mai interrotto da marzo 2020: l’oratorio cittadino «Go» (viale Giustetti 12) ha riaperto tutti i pomeriggi per attività di studio e aggregazione. Gli animatori hanno chiesto l’aiuto di adulti e insegnanti per sostenere i ragazzi nel riprendere in mano la propria vita.

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