Vaccini, la sorpresa dei giovani

Boom di adesioni – Si diceva che i ragazzi non avrebbero risposto e invece … Già 160 mila tra i 16 e il 29 anni hanno fatto domanda di immunizzazione nei centri vaccinali del Piemonte

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«Mi vaccino per tornare a scuola», «Io mi vaccino per andare a un concerto», «Io mi vaccino perché partirò per un viaggio», «Io per andare all’università. Quest’anno non ci ho messo piede e questo peserà sul mio futuro professionale», «Mi vaccino per uscire con i miei amici», «Mi sono vaccinato perché sono un soggetto fragile e voglio andare al lavoro con più tranquillità», «Mi vaccino per suonare con la mia orchestra», «Mi vaccino per scendere di nuovo in piazza e manifestare per i miei diritti, che in questa pandemia non sono stati rispettati».

Si vaccinano per «tornare alla vita» i giovani dai 16 ai 29 anni, che il 3 e il 4 giugno hanno preso d’assalto in 160mila il portale www.ilpiemontevaccina.it, sommandosi agli 80mila giovani fragili o estremamente vulnerabili che si erano già iscritti nelle settimane precedenti e portando così in un solo colpo al 42,8 % la quota dei giovani piemontesi che hanno aderito alla campagna vaccinale. Un successo accolto con stupore da parte degli adulti, che in questi giorni hanno tentato a più riprese di spiegarsi «l’inaspettato» fenomeno: i giovani si vaccineranno senza se e senza ma «solo» per il green pass (il passaporto vaccinale digitale dell’Unione Europea) con la speranza di spassarsela quest’estate o si tratta di vero e proprio senso di responsabilità civica, costi quel che costi, estate compresa? Lo abbiamo chiesto a loro, ai giovani che con i loro click si sono messi in fila non appena si sono aperte le preadesioni per la campagna vaccinale.

«Quest’estate partirò per un viaggio», racconta Giorgio Brizio, 19 anni, attivista per i diritti umani e quelli della Terra del movimento Fridays for Future Torino, «sono riuscito a vaccinarmi durante l’Open Night di Reale Mutua il 5 giugno e riceverò la seconda dose in tempo per partire. Ma al di là del mio viaggio, mi sono vaccinato perché so che questo gesto avrà un impatto positivo anche sulla vita degli altri. È un atto di solidarietà e di responsabilità», continua il giovane autore del saggio «Non siamo tutti sulla stessa barca», Slow Food Editore (i diritti d’autore di questo libro sono devoluti alle Ong Mediterranea e ResQ).

«Ci si mette in coda sia per lasciarsi i problemi alle spalle, sia per senso di responsabilità», osserva Alessia Biginelli, 21 anni, studentessa di Design del tessuto e della moda allo Iaad di Torino, «ma parlando con i miei amici salta fuori anche tanta rabbia: per alcuni vaccinarsi è come dire al mondo degli adulti: ‘Ci avete dimenticati nelle nostre camerette con un pc? Bene, visto che una mano non ce l’avete data, ce la diamo da soli e il più in fretta possibile’».

Dunque, una corsa, quella ai vaccini, che è anche una protesta, segno di un disagio covato a lungo e ignorato da quel «mondo degli adulti» che ora si stupisce del boom delle adesioni. «La mattina vedo uscire i miei fratelli più piccoli per andare a scuola, mentre io devo rimanere a casa», racconta Elisa Chiesa, 20 anni, studentessa al primo anno di Storia all’Università degli Studi di Torino. «Io e i miei compagni ci sentiamo messi da parte, in tanti ci vacciniamo soprattutto per andare all’università».

Penalizzati anche i maturandi, molti dei quali, nonostante gli annunci della Regione Piemonte, non sono stati vaccinati in tempo per sostenere l’esame di Stato: «Nessuno dei miei allievi è stato vaccinato. I maturandi passeranno l’ultima settimana di scuola a casa», dice Elena Celebrano, docente di Diritto e di Economia all’Istituto Majorana di Grugliasco. «Nemmeno io e i miei amici siamo stati vaccinati», osserva Alessandro Bottinelli, 18 anni, maturando del liceo scientifico Cattaneo. «Però tanti professori dopo aver fatto il vaccino ci hanno parlato della loro esperienza e il nostro professore di scienze ci ha fatto una lezione sui vaccini», racconta Emanuele Paglia, 19 anni, maturando del liceo scientifico Sant’Anna, «così anche alcuni ragazzi con genitori ‘no vax’ hanno deciso di vaccinarsi».

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